Una costa frastagliata, altissima. Il mare brumoso, oscuro, difficile. Falesie a strapiombo su cui stanno appollaiate come corvi case di pietra. Temporali che arrivano come urla lontane, si abbattono sulle spiagge e le tempestano di colpi. Porticcioli che sembrano l'inquadratura perfetta di un quadro dell'Ottocento; spiagge di sabbia bianca e fine; e fari che emergono improvvisi dalla nebbia.
Ancora oggi la Bretagna appare possente e magica - non a caso è il paese delle nebbie di Avalon, delle leggende di re Artù, dei sortilegi di mago Merlino e di fata Morgana; ancora oggi la si visita cercando tracce di quelle stesse forze che a volte sentiamo agitare dentro di noi: il mare in tempesta, i naufragi disperati e lontani, l'oceano che ulula un canto di disperazione e vita. Era questo ad attirare, fin dal 1830 - dopo gli scritti di Chateaubriand, francese di Saint-Malo, ma anche di Balzac o di Michelet - pittori che, con cavalletti, tele, pennelli, colori, guanti che coprivano il palmo e metà dita e un pastrano pesante buttato sulle spalle, passavano le giornate sui promontori rocciosi.
Naufrage sur la côte bretonne di Pierre-Emile Berthélémy, Tempête, Côte de Belle-Íle di Claude Monet e le tante tele di Eugène Boudin o di Georges Lacombe, e anche di Maurice Denis, Paul Gauguin, Henri Matisse, Émile Bernard e di decine di altri artisti - sono opere nate così, in bilico sulle falesie. Furono proprio loro - quegli artisti che a decine popolavano d'estate come d'inverno Saint-Briac, Saint-Malo, Ploumanac'h, Saint-Servais, Sainte-Anne-la-Palud, Kerity, Saint-Guénolé, Concarneau, Le Pouldu, Lorient, Belle-Île, Douarnenez, Camaret, Le Trégor, Batz-sur-Mer, Nantes, e altri mille luoghi ancora, su e giù lungo la costa bretone - a creare la fama di queste coste, di questi boschi e foreste e a farli diventare la leggenda che oggi sono. Pont-Aven, il villaggio più noto, fu "scoperto" da un pittore americano, Robert Wylie, direttore del Pennsylvania Academy of Fine Arts, nel 1860. Paul Gauguin vi arriverà sei anni più tardi: quasi quarantenne, si era appena lasciato alle spalle una carriera nella finanza (e anche la famiglia) per lanciarsi nell'avventura della pittura. E lo farà con tutto sé stesso proprio in quel Bois d'Amour, lungo l'Aven, dove spronerà il giovane Paul Sérusier non a dipingere la natura ma a "sognare" davanti a lei.
A Pont-Aven i primi tre mesi soggiornò, come la maggior parte degli artisti che venivano a ritrarre la vita bretone - alla pensione di Marie-Jeanne Gloanec; l'antico albergo, che oggi si trova al 5 della Place Paul Gauguin, ospita una libreria-cartoleria. A fianco delle finestre del primo piano una targa commemorativa ricorda Gauguin e gli altri artisti. Nel 1892 Marie-Jeanne Gloanec fece costruire un nuovo hotel, Les Ajoncs d'Or, dove Gauguin trascorse l'ultimo soggiorno a Pont-Aven nel 1894. E non a caso qui tutto richiama il pittore francese: persino quei costumi tradizionali bretoni, con i caratteristici copricapo bianchi, fanno subito venire in mente le tele irreali nei colori, audaci nella composizione che Gauguin firmò in quegli anni. Poco più a sud di Pont-Aven si trova Belle-Île, che Claude Monet elesse a sua residenza: "Mi sono installato in un piccolissimo villaggio di Belle-Île; lavoro molto, i dintorni sono piacevoli ma selvaggi" scriveva. "Il mare incomparabilmente bello e puntellato da rocce fantastiche". Quelle stesse rocce dove si appollaiava, con cavalletto, tela, colori, guanti che coprivano il palmo e metà dita, e un pastrano pesante buttato sulle spalle.
Abramovic. Un parco di sculture tra i più importanti in Europa con opere di Richard Long (Un cercle en Bretagne, 1986); Giuseppe Penone (Sentier de Charme, 1986); Harald Klingelholler (Mit Buchstaben der Worte : Unrecht schreit, [Con le lettere d'ingiustizia gridata], 1995-2003); Tony Cragg (Gastéropodes, 1988); Jean-Pierre Raynaud (1000 pots bétonnés pour une serre ancienne, 1986). Tra le più suggestive Cristal cinéma, (1992) di Marina Abramovic: si tratta di un enorme blocco di cristallo di quarzo fumé del peso di oltre una tonnellata, estratto nel nord del Brasile.
Una sedia invita alla contemplazione e alla meditazione su questo blocco di tempo incastrato in un piccolo pezzo di muro: una sorta di proiezione, come intende l'artista anche con il titolo; un "cinema" con cui Marina Abramovic vuole raccontare, a chi riesce a coglierli, i 35 milioni di anni racchiusi nella pietra. In questa sua opera Marina Abramovic risulta addolcita: le sue performance sono solitamente estreme e suscitano reazioni forti e stranianti nel pubblico. Qui si tengono anche mostre temporanee: in corso Claude Closky (dal 5 aprile al 15 giugno), artista francese piuttosto versatile: la sua opera spazia infatti dal disegno al libro d'artista, dal collage alla fotografia, dal video all'affiche.
www.art-kerguehennec.com
I bretoni nascono con l'acqua del mare intorno al cuore". Così recita l'antico proverbio di una regione a noi vicina, che racchiude in sé una storia ricca di tradizioni e leggende. Il nostro itinerario attraversa le regioni della Loire-Atlantique, Morbhihan, Finistère meridionale e settentrionale, Côtes D'Armor e infine Ille e Villaine. Il viaggio sarà una lenta scoperta tra i tanti volti di questa regione, un continuo movimento tra mare e terra, tra strade che invitano alla sosta, percorsi gastronomici, balli tradizionali di paese e le tante storie dei suoi santi e dei calvari.
La nostra esperienza ha inizio a Nantes, da qui si prosegue verso occidente fino alla costa dell'oceano Atlantico, che non lasceremo più fino a Saint-Malo. Nantes, sebbene faccia parte del dipartimento della Loire-Atlantique, ha conservato molti legami storici e culturali con la Bretagna. In questa città vale la pena fermarsi a mangiare alla brasserie La Cigale . Il ristorante, fondato nel 1895, è caratterizzato da un'insolita atmosfera che avvolge chiunque vi entri. Le sue meravigliose decorazioni in ceramiche, le sculture, i grandi specchi e i suoi dipinti, gli hanno procurato il titolo di monumento nazionale. "La Cigale" è stata definita dall'attore Jean-Louis Trintignant come "la più bella brasserie del mondo". Proseguendo, sulla costa di Giada, si susseguono varie località balneari e quella che ha un certo charme, è sicuramente Pornic. Un consiglio è quello di fare una passeggiata dal porto verso il castello, lungo la Corniche de la Noëveillard che costeggia il litorale, tra le ville a picco sul mare.
Per i collezionisti di bambole in ceramica, è consigliato curiosare tra i tanti negozi che si affacciano sulla via principale del paesino. Più a nord si trova La Baule, conosciuta per la famosa spiaggia di sabbia fine, che vanta il titolo di "più bella spiaggia d'Europa". Verso l'entroterra, lungo la D92, fino al borgo medievale di Guérande, saremo accolti da caratteristiche case fatte in pietra. Sulla stessa strada, sempre lasciando il mare alle nostre spalle, si entra nel territorio della Grande Brière per arrivare al piccolo paese di Kerhinet, dove le case hanno il tetto di paglia. La nostra deviazione ci ha permesso di entrare nel territorio del Morbhihan (piccolo mare). Vale la pena fermarsi nella penisola di Sené che domina tutto il golfo con vista sulle decine di isole.
Per i curiosi della tradizione bretone è possibile fare un tour del golfo con la "sinagot", caratteristica barca da pesca con vele rosse. Ma è sempre il mare ad attirare la nostra attenzione: se prendiamo la D768, in poco tempo arriviamo nella penisola di Quiberon. Qui consigliamo una pausa per gustare qualche piatto tipico bretone: crêpes fatte con farina di grano saraceno, gli immancabili frutti di mare e le ostriche innaffiate con il Muscaded. Questo vino bianco dal sentore floreale, fresco e sapido, ben si addice a contrastare la dolcezza e la grassezza dei frutti di mare. In Bretagna, comunque, non c'è una gran produzione di vino, questo viene importato solo dal sud della Loira. Ma il poco vino prodotto, ha il pregio di esaltare l'umorismo bretone: "per berlo, infatti, occorre essere quattro uomini e un muro; uno che versa, uno che beve, due che lo tengono, ed il muro per impedirgli di cadere all'indietro".
Ancora qualche chilometro e davanti a noi Pont-Aven. Il suo borgo si estende sul grazioso fiumiciattolo Aven, le cui acque scorrono dolcemente tra le rocce, finendo per sottoporsi al fenomeno delle maree. Di questo paesino si ricorda anche la scuola di pittura che ha preso il nome dal villaggio stesso.
Tra una passeggiata sul fiume e una visita al museo, la nostra attenzione sarà catturata da un irresistibile profumo di caldi biscotti al burro. La Biscuiterie Traou Mad, fondata nel 1920, offre da sempre le più famose specialità bretoni: "les gallettes de Pont-Aven". Ma la Bretagna è anche una terra in cui si festeggia ancora il ritorno delle imbarcazioni dal mare, tradizione ancora viva nella cittadina di Audierne dove cooperative di pescatori ogni giorno vendono il loro pescato. Si respira un'atmosfera tutta marinara. La pesca non è solo un mestiere ma una cultura ancorata nel più profondo dell'anima. Per gli instancabili amanti del mare, è consigliato prendere un traghetto ed arrivare alla vicina Île-de-Sein, naturalmente clima e mare permettendo. Siamo poi nel Finistère meridionale, la parte più bretone della regione, famosa per i suoi antichi dialetti ma soprattutto per i Pardons: delle grandi feste religiose che si ripetono tutto l'anno. Davanti a noi,ancora, l'oceano. Quando le sue acque sono mosse, la Pointe du Raz, contornata da mille scogli, esprime tutta la sua grandezza e la vera sensazione della fine del mondo, ecco allora il significato di Finistère, dal latino finis terrae.
Continuando il nostro percorso arriviamo ben presto nella vicina Douarnenez. La sua spiaggia offre diverse forme di intrattenimento e i più coraggiosi si cimentano in strani sport che sfruttano l'energia eolica. Il panorama marino passa in secondo piano davanti l'immensa distesa di car à voile. Si tratta di semplici macchine a tre ruote e con una vela, che si muovono nella direzione del vento. Intanto il mare si è ritirato per fare spazio a centinaia di metri di spiaggia dove i tanti turisti dei mesi estivi passeggiano alla ricerca di conchiglie marine.
Passando per Morgat e poi Brest, arriviamo nella terra delle leggende, il Finistère settentrionale. È da queste parti che è nata la strana e curiosa leggenda che risale addirittura al XVI secolo. La tradizione voleva che ogni bretone, almeno una volta nelle vita, partecipasse al Tro-Breiz: una sorta di tour della Bretagna. Si trattava di percorrere 700 chilometri, da St-Brieuc fino ad arrivare a Tréguier, e ogni volta raccogliersi in preghiera sulla tomba dei sette santi fondatori, così da acquisire indulgenze. Quelli che mancavano al loro dovere in vita, erano costretti ad effettuare lo stesso viaggio dopo la morte, avanzando ogni sette anni di una misura pari alla lunghezza della loro bara. Ancora oggi il pellegrinaggio sembra perdurare. Questa parte della Bretagna ci lascia senza fiato anche per il paesaggio che offre all'orizzonte.
Alzando lo sguardo, ci troviamo davanti all'Île Vierge dove è situato il faro più alto d'Europa e da dove si può intravedere anche l'Île d'Ouessant. Da qui entriamo nel canale della Manica: siamo nel paese portuale di Roscoff, famoso per le sue coltivazioni di carciofi. Una vegetazione indimenticabile e una campagna rigogliosa che lasceremo solo per un giro in barca da Beg-an-Fry fino a Locquirec, dove ritroveremo ad attenderci la bassa marea. Una grande emozione.
Da Trégastel, e poi tra Perros-Guirec e Trébeurden, vento ed onde svelano la loro forza scolpendo negli anni le rocce, dando loro delle forme insolite e degli equilibri precari. Gli spigoli curvati dei graniti, i colori vivi della terra e la profondità del mare blu, formano la Côte de Granit Rose. È senza dubbio a Plumanac che lo spettacolo di questi colossi di pietra è più singolare. Arrivati a Paimpol, si può prendere un traghetto fino all'isola di Bréhat, da qui finisce la costa dei graniti rosa. Qualcuno, un giorno, guardando il paesaggio davanti a sé ha detto: Ici on a dit que la mer a signé un pact d'amour avec la terre ("Qui si è detto che il mare ha firmato un patto d'amore con la terra").
Il nostro viaggio non può terminare senza visitare la parte settentrionale della Côte d'Armor e la baia di Saint Brieuc. Il mare si ritira per più di sette chilometri e rivela allora le sue multiple ricchezze. Lungo la strada troviamo la Côte de Penthévre e la Côte d'Emeraude. Una visita a Saint-Malo, città natale dello scrittore Chateaubriand, e ultima tappa del viaggio a Cancale, dove la cucina bretone ci stregherà, ancora una volta, con le deliziose ostriche e i gustosi frutti di mare.
Dinard. Nella capitale del cinema inglese Laggiù, all'ingresso della Plage de l'Écluse, a Dinard, c'è una statua: rappresenta un uomo pingue con due gabbiani posati sulla spalla; è Alfred Hitchcock forse perché proprio qui, all'inizio di ottobre, si tiene il Festival du Film Britannique, il Festival del cinema inglese: sta là sopra, incongruente: tutti lo guardano e lo fotografano e poi entrano nelle sale per vedere le pellicole inglesi della stagione, aspettando che si ripeta il miracolo di The Full Monthy o di Billy Elliot.
Il Festival del Cinema Britannico (www.festivaldufilm-dinard.com) si tiene a ottobre e dura meno di una settimana: la città di riempie dei divi che negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere tanto bene e che ci hanno regalato qualche autentica emozione.
Questa stessa spiaggia che il mare sta cercando di inghiottire, merita davvero una sosta nella scoperta dell'incantata Bretagna: da anni tocca il cuore e il pennello di artisti e sognatori. E così com'è, forse un po' più lunga, la si ritrova infatti in tanti dipinti di Pablo Picasso: perché Dinard già allora, a inizi Novecento, aveva l'aria che l'avvolge ancora oggi, alla James Ivory: ombrelloni a strisce bianche e blu, giostre, dimore fin de siècle, bella gente, quella promenade du Clair de Lune che, se un temporale non affligge la costa, è bello percorrere anche di notte. Curiosità Concorso artistico
Da maggio a settembre si terrà, come ormai ogni anno dato il grande successo dell'iniziativa, il concorso Couleurs de Bretagne in 50 città e villaggi della Bretagna. È gratuito ed è aperto a tutti. Dalla prima edizione, che risale al 1994, a oggi, hanno partecipato al concorso ben 20 mila artisti di età compresa tra 1 e 82 anni, che sono quotidianamente invitati a creare un'opera "in loco. http://couleursdebretagne.free.fr La gita a Pouldu. Anche Pouldu, piccolo villaggio del Finistère, è un luogo pieno di storia: è possibile visitare la casa dove ha vissuto per oltre un anno Paul Gauguin, che arrivò qui, insieme al pittore olandese Jacob Isaac Meyer de Haan, nell'ottobre del 1889, esasperato da tutti gli "artistucoli" che avevano invaso Pont-Aven
Ancora oggi la Bretagna appare possente e magica - non a caso è il paese delle nebbie di Avalon, delle leggende di re Artù, dei sortilegi di mago Merlino e di fata Morgana; ancora oggi la si visita cercando tracce di quelle stesse forze che a volte sentiamo agitare dentro di noi: il mare in tempesta, i naufragi disperati e lontani, l'oceano che ulula un canto di disperazione e vita. Era questo ad attirare, fin dal 1830 - dopo gli scritti di Chateaubriand, francese di Saint-Malo, ma anche di Balzac o di Michelet - pittori che, con cavalletti, tele, pennelli, colori, guanti che coprivano il palmo e metà dita e un pastrano pesante buttato sulle spalle, passavano le giornate sui promontori rocciosi.
Naufrage sur la côte bretonne di Pierre-Emile Berthélémy, Tempête, Côte de Belle-Íle di Claude Monet e le tante tele di Eugène Boudin o di Georges Lacombe, e anche di Maurice Denis, Paul Gauguin, Henri Matisse, Émile Bernard e di decine di altri artisti - sono opere nate così, in bilico sulle falesie. Furono proprio loro - quegli artisti che a decine popolavano d'estate come d'inverno Saint-Briac, Saint-Malo, Ploumanac'h, Saint-Servais, Sainte-Anne-la-Palud, Kerity, Saint-Guénolé, Concarneau, Le Pouldu, Lorient, Belle-Île, Douarnenez, Camaret, Le Trégor, Batz-sur-Mer, Nantes, e altri mille luoghi ancora, su e giù lungo la costa bretone - a creare la fama di queste coste, di questi boschi e foreste e a farli diventare la leggenda che oggi sono. Pont-Aven, il villaggio più noto, fu "scoperto" da un pittore americano, Robert Wylie, direttore del Pennsylvania Academy of Fine Arts, nel 1860. Paul Gauguin vi arriverà sei anni più tardi: quasi quarantenne, si era appena lasciato alle spalle una carriera nella finanza (e anche la famiglia) per lanciarsi nell'avventura della pittura. E lo farà con tutto sé stesso proprio in quel Bois d'Amour, lungo l'Aven, dove spronerà il giovane Paul Sérusier non a dipingere la natura ma a "sognare" davanti a lei.
A Pont-Aven i primi tre mesi soggiornò, come la maggior parte degli artisti che venivano a ritrarre la vita bretone - alla pensione di Marie-Jeanne Gloanec; l'antico albergo, che oggi si trova al 5 della Place Paul Gauguin, ospita una libreria-cartoleria. A fianco delle finestre del primo piano una targa commemorativa ricorda Gauguin e gli altri artisti. Nel 1892 Marie-Jeanne Gloanec fece costruire un nuovo hotel, Les Ajoncs d'Or, dove Gauguin trascorse l'ultimo soggiorno a Pont-Aven nel 1894. E non a caso qui tutto richiama il pittore francese: persino quei costumi tradizionali bretoni, con i caratteristici copricapo bianchi, fanno subito venire in mente le tele irreali nei colori, audaci nella composizione che Gauguin firmò in quegli anni. Poco più a sud di Pont-Aven si trova Belle-Île, che Claude Monet elesse a sua residenza: "Mi sono installato in un piccolissimo villaggio di Belle-Île; lavoro molto, i dintorni sono piacevoli ma selvaggi" scriveva. "Il mare incomparabilmente bello e puntellato da rocce fantastiche". Quelle stesse rocce dove si appollaiava, con cavalletto, tela, colori, guanti che coprivano il palmo e metà dita, e un pastrano pesante buttato sulle spalle.
Abramovic. Un parco di sculture tra i più importanti in Europa con opere di Richard Long (Un cercle en Bretagne, 1986); Giuseppe Penone (Sentier de Charme, 1986); Harald Klingelholler (Mit Buchstaben der Worte : Unrecht schreit, [Con le lettere d'ingiustizia gridata], 1995-2003); Tony Cragg (Gastéropodes, 1988); Jean-Pierre Raynaud (1000 pots bétonnés pour une serre ancienne, 1986). Tra le più suggestive Cristal cinéma, (1992) di Marina Abramovic: si tratta di un enorme blocco di cristallo di quarzo fumé del peso di oltre una tonnellata, estratto nel nord del Brasile.
Una sedia invita alla contemplazione e alla meditazione su questo blocco di tempo incastrato in un piccolo pezzo di muro: una sorta di proiezione, come intende l'artista anche con il titolo; un "cinema" con cui Marina Abramovic vuole raccontare, a chi riesce a coglierli, i 35 milioni di anni racchiusi nella pietra. In questa sua opera Marina Abramovic risulta addolcita: le sue performance sono solitamente estreme e suscitano reazioni forti e stranianti nel pubblico. Qui si tengono anche mostre temporanee: in corso Claude Closky (dal 5 aprile al 15 giugno), artista francese piuttosto versatile: la sua opera spazia infatti dal disegno al libro d'artista, dal collage alla fotografia, dal video all'affiche.
www.art-kerguehennec.com
I bretoni nascono con l'acqua del mare intorno al cuore". Così recita l'antico proverbio di una regione a noi vicina, che racchiude in sé una storia ricca di tradizioni e leggende. Il nostro itinerario attraversa le regioni della Loire-Atlantique, Morbhihan, Finistère meridionale e settentrionale, Côtes D'Armor e infine Ille e Villaine. Il viaggio sarà una lenta scoperta tra i tanti volti di questa regione, un continuo movimento tra mare e terra, tra strade che invitano alla sosta, percorsi gastronomici, balli tradizionali di paese e le tante storie dei suoi santi e dei calvari.
La nostra esperienza ha inizio a Nantes, da qui si prosegue verso occidente fino alla costa dell'oceano Atlantico, che non lasceremo più fino a Saint-Malo. Nantes, sebbene faccia parte del dipartimento della Loire-Atlantique, ha conservato molti legami storici e culturali con la Bretagna. In questa città vale la pena fermarsi a mangiare alla brasserie La Cigale . Il ristorante, fondato nel 1895, è caratterizzato da un'insolita atmosfera che avvolge chiunque vi entri. Le sue meravigliose decorazioni in ceramiche, le sculture, i grandi specchi e i suoi dipinti, gli hanno procurato il titolo di monumento nazionale. "La Cigale" è stata definita dall'attore Jean-Louis Trintignant come "la più bella brasserie del mondo". Proseguendo, sulla costa di Giada, si susseguono varie località balneari e quella che ha un certo charme, è sicuramente Pornic. Un consiglio è quello di fare una passeggiata dal porto verso il castello, lungo la Corniche de la Noëveillard che costeggia il litorale, tra le ville a picco sul mare.
Per i collezionisti di bambole in ceramica, è consigliato curiosare tra i tanti negozi che si affacciano sulla via principale del paesino. Più a nord si trova La Baule, conosciuta per la famosa spiaggia di sabbia fine, che vanta il titolo di "più bella spiaggia d'Europa". Verso l'entroterra, lungo la D92, fino al borgo medievale di Guérande, saremo accolti da caratteristiche case fatte in pietra. Sulla stessa strada, sempre lasciando il mare alle nostre spalle, si entra nel territorio della Grande Brière per arrivare al piccolo paese di Kerhinet, dove le case hanno il tetto di paglia. La nostra deviazione ci ha permesso di entrare nel territorio del Morbhihan (piccolo mare). Vale la pena fermarsi nella penisola di Sené che domina tutto il golfo con vista sulle decine di isole.
Per i curiosi della tradizione bretone è possibile fare un tour del golfo con la "sinagot", caratteristica barca da pesca con vele rosse. Ma è sempre il mare ad attirare la nostra attenzione: se prendiamo la D768, in poco tempo arriviamo nella penisola di Quiberon. Qui consigliamo una pausa per gustare qualche piatto tipico bretone: crêpes fatte con farina di grano saraceno, gli immancabili frutti di mare e le ostriche innaffiate con il Muscaded. Questo vino bianco dal sentore floreale, fresco e sapido, ben si addice a contrastare la dolcezza e la grassezza dei frutti di mare. In Bretagna, comunque, non c'è una gran produzione di vino, questo viene importato solo dal sud della Loira. Ma il poco vino prodotto, ha il pregio di esaltare l'umorismo bretone: "per berlo, infatti, occorre essere quattro uomini e un muro; uno che versa, uno che beve, due che lo tengono, ed il muro per impedirgli di cadere all'indietro".
Ancora qualche chilometro e davanti a noi Pont-Aven. Il suo borgo si estende sul grazioso fiumiciattolo Aven, le cui acque scorrono dolcemente tra le rocce, finendo per sottoporsi al fenomeno delle maree. Di questo paesino si ricorda anche la scuola di pittura che ha preso il nome dal villaggio stesso.
Tra una passeggiata sul fiume e una visita al museo, la nostra attenzione sarà catturata da un irresistibile profumo di caldi biscotti al burro. La Biscuiterie Traou Mad, fondata nel 1920, offre da sempre le più famose specialità bretoni: "les gallettes de Pont-Aven". Ma la Bretagna è anche una terra in cui si festeggia ancora il ritorno delle imbarcazioni dal mare, tradizione ancora viva nella cittadina di Audierne dove cooperative di pescatori ogni giorno vendono il loro pescato. Si respira un'atmosfera tutta marinara. La pesca non è solo un mestiere ma una cultura ancorata nel più profondo dell'anima. Per gli instancabili amanti del mare, è consigliato prendere un traghetto ed arrivare alla vicina Île-de-Sein, naturalmente clima e mare permettendo. Siamo poi nel Finistère meridionale, la parte più bretone della regione, famosa per i suoi antichi dialetti ma soprattutto per i Pardons: delle grandi feste religiose che si ripetono tutto l'anno. Davanti a noi,ancora, l'oceano. Quando le sue acque sono mosse, la Pointe du Raz, contornata da mille scogli, esprime tutta la sua grandezza e la vera sensazione della fine del mondo, ecco allora il significato di Finistère, dal latino finis terrae.
Continuando il nostro percorso arriviamo ben presto nella vicina Douarnenez. La sua spiaggia offre diverse forme di intrattenimento e i più coraggiosi si cimentano in strani sport che sfruttano l'energia eolica. Il panorama marino passa in secondo piano davanti l'immensa distesa di car à voile. Si tratta di semplici macchine a tre ruote e con una vela, che si muovono nella direzione del vento. Intanto il mare si è ritirato per fare spazio a centinaia di metri di spiaggia dove i tanti turisti dei mesi estivi passeggiano alla ricerca di conchiglie marine.
Passando per Morgat e poi Brest, arriviamo nella terra delle leggende, il Finistère settentrionale. È da queste parti che è nata la strana e curiosa leggenda che risale addirittura al XVI secolo. La tradizione voleva che ogni bretone, almeno una volta nelle vita, partecipasse al Tro-Breiz: una sorta di tour della Bretagna. Si trattava di percorrere 700 chilometri, da St-Brieuc fino ad arrivare a Tréguier, e ogni volta raccogliersi in preghiera sulla tomba dei sette santi fondatori, così da acquisire indulgenze. Quelli che mancavano al loro dovere in vita, erano costretti ad effettuare lo stesso viaggio dopo la morte, avanzando ogni sette anni di una misura pari alla lunghezza della loro bara. Ancora oggi il pellegrinaggio sembra perdurare. Questa parte della Bretagna ci lascia senza fiato anche per il paesaggio che offre all'orizzonte.
Alzando lo sguardo, ci troviamo davanti all'Île Vierge dove è situato il faro più alto d'Europa e da dove si può intravedere anche l'Île d'Ouessant. Da qui entriamo nel canale della Manica: siamo nel paese portuale di Roscoff, famoso per le sue coltivazioni di carciofi. Una vegetazione indimenticabile e una campagna rigogliosa che lasceremo solo per un giro in barca da Beg-an-Fry fino a Locquirec, dove ritroveremo ad attenderci la bassa marea. Una grande emozione.
Da Trégastel, e poi tra Perros-Guirec e Trébeurden, vento ed onde svelano la loro forza scolpendo negli anni le rocce, dando loro delle forme insolite e degli equilibri precari. Gli spigoli curvati dei graniti, i colori vivi della terra e la profondità del mare blu, formano la Côte de Granit Rose. È senza dubbio a Plumanac che lo spettacolo di questi colossi di pietra è più singolare. Arrivati a Paimpol, si può prendere un traghetto fino all'isola di Bréhat, da qui finisce la costa dei graniti rosa. Qualcuno, un giorno, guardando il paesaggio davanti a sé ha detto: Ici on a dit que la mer a signé un pact d'amour avec la terre ("Qui si è detto che il mare ha firmato un patto d'amore con la terra").
Il nostro viaggio non può terminare senza visitare la parte settentrionale della Côte d'Armor e la baia di Saint Brieuc. Il mare si ritira per più di sette chilometri e rivela allora le sue multiple ricchezze. Lungo la strada troviamo la Côte de Penthévre e la Côte d'Emeraude. Una visita a Saint-Malo, città natale dello scrittore Chateaubriand, e ultima tappa del viaggio a Cancale, dove la cucina bretone ci stregherà, ancora una volta, con le deliziose ostriche e i gustosi frutti di mare.
Dinard. Nella capitale del cinema inglese Laggiù, all'ingresso della Plage de l'Écluse, a Dinard, c'è una statua: rappresenta un uomo pingue con due gabbiani posati sulla spalla; è Alfred Hitchcock forse perché proprio qui, all'inizio di ottobre, si tiene il Festival du Film Britannique, il Festival del cinema inglese: sta là sopra, incongruente: tutti lo guardano e lo fotografano e poi entrano nelle sale per vedere le pellicole inglesi della stagione, aspettando che si ripeta il miracolo di The Full Monthy o di Billy Elliot.
Il Festival del Cinema Britannico (www.festivaldufilm-dinard.com) si tiene a ottobre e dura meno di una settimana: la città di riempie dei divi che negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere tanto bene e che ci hanno regalato qualche autentica emozione.
Questa stessa spiaggia che il mare sta cercando di inghiottire, merita davvero una sosta nella scoperta dell'incantata Bretagna: da anni tocca il cuore e il pennello di artisti e sognatori. E così com'è, forse un po' più lunga, la si ritrova infatti in tanti dipinti di Pablo Picasso: perché Dinard già allora, a inizi Novecento, aveva l'aria che l'avvolge ancora oggi, alla James Ivory: ombrelloni a strisce bianche e blu, giostre, dimore fin de siècle, bella gente, quella promenade du Clair de Lune che, se un temporale non affligge la costa, è bello percorrere anche di notte. Curiosità Concorso artistico
Da maggio a settembre si terrà, come ormai ogni anno dato il grande successo dell'iniziativa, il concorso Couleurs de Bretagne in 50 città e villaggi della Bretagna. È gratuito ed è aperto a tutti. Dalla prima edizione, che risale al 1994, a oggi, hanno partecipato al concorso ben 20 mila artisti di età compresa tra 1 e 82 anni, che sono quotidianamente invitati a creare un'opera "in loco. http://couleursdebretagne.free.fr La gita a Pouldu. Anche Pouldu, piccolo villaggio del Finistère, è un luogo pieno di storia: è possibile visitare la casa dove ha vissuto per oltre un anno Paul Gauguin, che arrivò qui, insieme al pittore olandese Jacob Isaac Meyer de Haan, nell'ottobre del 1889, esasperato da tutti gli "artistucoli" che avevano invaso Pont-Aven