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Estonia

Alla scoperta di Tallinn

Un borgo antico in perfetto stato nel centro storico. Ma anche una zona nuova in pieno fermento architettonico. Uno sguardo ai numerosi volti della capitale sul Baltico. I Viaggi

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UNA CITTÀ con un borgo medievale in perfetto stato. Una vita notturna molto attiva. Un gran numero di giovani per le strade. Una zona nuova in espansione ricca di design e architetture d’avanguardia. Ristoranti gustosi, spazi verdi e un museo di arte contemporanea degno di nota. E’ la nuova Tallinn, la capitale estone che non ci si aspetta. In molti apprezzano la città vecchia, old town come la chiama qualcuno, un nucleo di edifici del XIV Medioevo e modernità Baltico ha riguadagnato la sua indipendenza (1991) con la caduta dell’Unione Sovietica, i giovani si danno un gran daffare, studiano le lingue straniere, viaggiano instancabilmente alla scoperta dell’Occidente e alla ricerca di una nuova stagione di sviluppo.

L'incremento della rete di collegamenti commerciali e marittimi con Helsinki e l’Europa è evidente e negli ultimi anni sono spuntati d’improvviso i grattacieli, i negozi alla moda, gli spazi dedicati all’arte contemporanea. Se il parco di Kadriorg appena fuori dalla città è tuttora preso d’assedio per visitare la casa della residenza estiva dello zar nonché il museo d’arte straniera, la nuova meta oggi sembra essere il Kumu, il nuovo museo per l’arte contemporanea, ospitato in un palazzo futuribile progettato dall’architetto finnico Pekka Vapaavuori e inaugurato appena due anni fa.

Fino a gennaio 2009 ospita una mostra intitolata “La realtà del sabotaggio” ovvero la fotografia surrealista in Europa dal 1922 al 1947, nonché fino a marzo 2009 una video installazione di Lauri Astala, famoso artista visivo finalndese che ha esposto anche al Kiasma, il museo d’arte contemporanea di Helsinki. Certo la Raekoja Plats, epicentro e cuore della città vecchia con le sue torri merlate, continua ad essere uno dei luoghi più amati da turisti e ragazzi, ma in molti frequentano per lo shopping la nuova zona di Rotermann dove i vecchi edifici in mattoncini con le antiche fornaci, convivono con i nuovi edifici in ferro e cristallo. Ragazze vestite alla moda impazziscono per i negozi freschi d’apertura dedicati alle giovani griffes e dopo lo shopping in molti si fermano a fare quattro chiacchiere in locali come il Basilik e il Cafè Raval con tanto di arredamento minimalista. Nella vecchia Pikk, romantica strada del centro di Tallin con le belle botteghe che vendono il lino, l’artigianato, l’ambra - per riconoscere la vera dalla finta basta un fiammifero, la plastica si scioglie l’ambra no - si passeggia piacevolmente fino ad arrivare nella parte alta della città dove svetta il Castello di Toompea con le sue tre torri difensive e in basso si ammirano la Cattedrale Alexander Nevsky e l’imponente chiesa di San Nicola con la collezione di arte medievale. I più giovani però preferiscono ormai per i loro rendez vous la bellissima piazza rinnovata appena sopra Harju, la strada all’inizio della città vecchia. Al posto di un vecchio edificio e di un cinema devastati da un incendio molti anni fa, appare oggi una bellissima piazza terrazzata con fontane, panchine giganti e bar alla moda dove i più giovani si incontrano e fanno quattrochiacchiere.

E’ uno dei segnali del boom architettonico degli ultimi anni, così come la nuova sinagoga degli architetti Lembit-Kaur Stoor e Tonis Kimmel con - addirittura - un ristorante all’interno di nome Moses, aperto a pranzo e cena con cucina kosher, una delle opere architettoniche registrate nel nuovo libro appena uscito a Tallinn dal titolo “Arhitektuuriaasta 2007” in vendita al Kumu. Verso il mare, nella zona di Rotermanni gli architetti Vahur Sova, Ott Kadarik, Villem Tomiste e Mihkel Tuur stanno cambiando l’immagine della città: scale in acciaio, costruzioni quasi sospese nell’aria flirtano con l’edificio completamente restaurato della vecchia fabbrica dello zucchero con gli inconfondibili mattoncini rossi e bianchi e accanto ancora oggi ferve il cantiere dei nuovi palazzi che diventeranno loft e uffici. Prima di lasciare la città vale una visita The Museum of Occupation and of the Fight for Freedom, il museo dell’occupazione e della libertà, dove trovano posto accanto ai cimeli comunisti come le singolari statue giganti di Lenin o Stalin, alcuni reperti che testimoniano il cammino dell’Estonia nel corso del ‘900.