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Bruxelles, il paradiso della birra

nella capitale belga, breve viaggio tra i locali di antica tradizione più amati dai bruxelloises

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A Bruxelles la birra è già nell'aria. Nella capitale del Belgio, questa frase perde la retorica da cartolina e assume l'effervescenza e le bollicine della Lambic, la rinomata birra che si fabbrica solo qui grazie alla particolare atmosfera. Ma nel cuore d'Europa, la birra non è solo una bevanda o un modo per passare il tempo. È cultura, tradizione, natura, è il tempo stesso. Si può dire che i bruxelloises guardino il mondo attraverso un boccale. Seduti ad un tavolo, basta guardare al bicchiere di birra che gli sta di fronte per capire il periodo dell'anno o della giornata: corposa e scura d'inverno, leggera e aromatizzata ai frutti o ai fiori d'estate; accompagnata da crostini al formaggio e di media gradazione all'ora dell'aperitivo oppure sopra gli otto gradi e senza niente per il dopo cena. Il Belgio chiamato anche "paradiso della birra" per la tradizione che vanta più di 450 etichette e l'arte dell'affinage - certi tipi di birra come le rifermentate invecchiano fino a 20 anni come i grandi vini - e degli abbinamenti (numerosi sono i corsi per diventare sommelier di birra), ha nella capitale una summa dei saperi e sapori del luppolo.

Chiunque passi per Bruxelles non può resistere alla tentazione di bere un bicchiere di Lambic o Gueuze, ma la visita può essere un'occasione per scoprire l'arte del brassage. La prima testimonianza di questa "scienza" si trova al Musée de la Bière installato proprio nel cuore della città: sulla Grand Place in un antico edificio che dal XVII secolo ospita la Corporazione dei birrai. A partire da questa prima tappa si può muovere alla scoperta di indirizzi magari meno ricchi di storia, ma con altrettante bollicine. Si va dai negozi iper-specializzati dove sugli scaffali troneggiano più di 400 etichette nazionali insieme ai relativi bicchieri e accessori, ai ristoranti dove la birra diventa protagonista anche nei piatti, passando per le brasserie storiche dove ogni settimana vengono proposti palets de degustation (una tavoletta con cui si servono quattro o cinque boccali di birre diverse da degustare in un certo ordine) di produzioni nazionali particolari.

I percorsi della birra qui non si limitano al centro, ma attraversano tutta la città e le sue culture. Che si chiami bière o bier, la birra è patrimonio comune dei due gruppi linguistici: i valloni di lingua francese e fiamminghi che parlano il nederlandese. Ai locali storici, intorno alla Grand Place dove i pensionati si ritrovano da sempre per giocare a "421" (un antico gioco con le carte), si aggiungono ritrovi di tendenza nei nuovi quartieri pensati per una clientela giovane, ma altrettanto appassionata. Anche nella zona dove hanno sede le Istituzioni comunitarie (intorno al Rond-point-Schuman), i pub con nomi irlandesi o scozzesi offrono birre locali ai funzionari stranieri di stanza qui che la sera si allontanano un po' dall'Europa per avvicinarsi alla passione del Paese che li ospita. Con questa vocazione cosmopolita, sostenuta dal suo passato che le ha lasciato una ricca eredità di monumenti e tradizioni, Bruxelles non è solo la capitale dell'Europa e della birra, ma anche dei gourmet.

Con 1800 ristoranti, negozi di delicatessen e oltre un centinaio di vie dedicate alle delizie della tavola, la capitale belga è un paradiso dei buongustai che qui possono coltivare tutte le loro passioni e approfondire le proprie conoscenze in musei specializzati come quello dedicato alla cioccolata o all'indivia. La cucina belga è, infatti, varia quasi quanto le sue birre e il soprannome di kiekefretter (mangiapolli) va oramai troppo stretto ai bruxelloises. Tra i vapori della Rue des Bouchers, dove ristoranti per tutti i palati e tasche si susseguono, si può sentire il mare di Knokke guardando i cesti di pesce esposti o sentire i rumori della foresta di Soignes poco fuori città, spalmando il saporito burro sui crostini di pane. Qui nessuno vi guarderà male se decideste di accompagnare, la sogliola di Ostenda o il foie gras con un bicchiere di birra. Anzi, il maître vi aiuterà a scegliere quella che si accorda meglio con il piatto ordinato. Oppure si può optare per una pietanza cucinata con la birra preferita come il waterzoi (pollo bollito con uno spesso passato di patate e verdura), la carbonade (carni miste stufate con verdura) o le moules (i mitili).In alcuni locali, addirittura, la birra troneggia nell'intero menù accompagnando il viaggiatore dall'antipasto al dolce in un'escalation che culmina nel matrimonio tra i due cibi simbolo di Bruxelles: cioccolata e birra.

Il cioccolato
Per i gourmet che passeggiano sulla piazza principale è difficile non cedere all'insegna che indica il Musée du Cacao et du Chocolat Nei tre piani del museo viene illustrata la lavorazione dalla fava alla praline con dimostrazioni dal vivo e degustazione. Musée du cacao et du chocolat
Grand Place, 13 da martedì a domenica 10-17

 La birra nel piatto

[1] Bier Circus
Un indirizzo imperdibile per gli appassionati della birra è Bier Circus. Dall'antipasto alla mousse au chocolat tutti i piatti vantano una birra diversa tra gli ingredienti da accompagnare con ulteriori birre. Le proposte gastronomiche cambiano settimanalmente ma il rotì de porc a l'ardenoise a la Kriek e prunes è notevolePrezzi: piatti sui 10 euro circa Rue de l'Einsegnement, 89 & 0032-2-2180034

 [2] Den Talurelekker Nella stessa via al numero 25 si trova Den Talurelekker. In un ambiente arredato con mobili Art Nouveau si gustano specialità belghe e di BruxellesPrezzi: circa 15 euro a piattoRue de l'Einsegnement, 25 & 0032-2-2193025 Chiuso sabato e domenica[3] In't SpinnekopkeUn altro indirizzo che propone numerosi piatti realizzati con la birra, con una lista di circa 100 etichette. In un locale rustico, ma con un'atmosfera particolare si possono gustare le moules a la bière de Maredsous : un piatto che unisce i due elementi tradizionali della cultura gastronomica del Paese: birra e mitiliPlace du Jardin aux Fleurs, 1 1000 Bruxelles & 0032-2-5118695[4] FalstaffBrasserie Art Nouveau, che è aperta dal lontano 1901, offre carbonade e altri piatti di qualità della capitale, accompagnandoli con le principali e le migliori birre belghe Prezzi: Pasto sui 25 euroRue Henry Maus, 19& 0032-2-5118789. Tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte Conoscerla e acquistarla[1] Brasserie CantillonQuesta brasserie- museo è l'unica in città a fabbricare la birra in maniera artigianale e naturale. Qui si può seguire l'intero processo di produzione della Lambic e della Gueuze. Tra le birre fabbricate: Gueze 100% Lambic, Kriek, Vigneronne, Grand Cru Bruocsella, Iris, Saint Lamvinus, Rosè de GambrinusRue Gheude 56& 0032-2-5214928 Lunedì venerdì 9-17 L'ingresso a 3,5 euro comprende un bicchiere di birra a fine visita.[2]

Beer Mania
Un altro indirizzo per fare shopping. Qui si vendono circa 400 birre in grado di soddisfare gli intenditori, ma anche i "dilettanti" più curiosi Chaussée de Wavre 174 [nel quartiere di Ixelles ][3] Al Musée de la bière Si può seguire l'evoluzione del brassage, il processo che porta dall'acqua alla birra. In una sala è stata ricostruita una brasserie del XVII secolo con attrezzi originali, mentre in un'altra stanza si può assistere alla proiezione del moderno procedimento tra tubi e caldaie in acciaio. Nei 4 euro del biglietto è compreso un bicchiere di birraGrand Place lunedì-venerdì 10-17; sabato 12-17; & 0032-2-5114987 [4]

de bier tempel
Un po' in tutta la città i negozi di delicatessen offrono birre belghe, mentre in tutti i negozi di souvenir si trovano gadget e t-shirt che si rifanno alla bevanda nazionale, ma questo è il vero e proprio tempio della birra (un nome, una garanzia). Qui oltre 400 tipi di birra ammiccano con le loro stravaganti etichette. Basta chiedere alle commesse per essere aiutati a scegliere tra grand cru, birre aromatizzate, produzioni artigianali e serie limitate. Una parete scintilla con 300 tipi diversi di bicchieri, ma non mancano sottobicchieri, magliette, magneti e stappabottiglie con le forme più straneRue Marchè aux Herbes 56.

Specialità artigianaliPizzi, cioccolato e fragranti gaufresn CioccolataLe praline belghe sono famosissime e in tutta la città si trovano numerosi negozi, ma Pierre Marcolini è un vero maître chocolatier che produce gateaux, tavolette, gelati e pate a tartiner superbi. Praline a 52 euro/kg. Tavolette da 100gr euro3,5[1] Pierre Marcolini Place du Grand Sablon, 390032-2-5141206 biscottiI famosi speculos sono sottili biscotti alle spezie con mandorle che si trovano da Dandoy insieme al pain d'epices, al pavè de Bruxelles (una sorta di brioche con ciliegie candite sopra) e ai biscotti di Saint Nicolas (lunghi anche 1 metro). Biscotti 18 euro/kg[2] Dandoy Rue au Beurre14 &0032-2-5110326 n giocattoli I giocattoli di una volta, gli orsi di pelouche da collezione e le tipiche casine dei Paesi Bassi in resina dipinte a mano.[3] Maison Martin Galerie de la Reine 14-16n gaufresLe gaufres di Bruxelles (quelle leggerissime) e di Liegi (con pezzi di zucchero nell'impasto) sono offerte ad ogni angolo di strada, ma i bruxelloises vanno solo da Papillon che le fa con 36 ingredienti diversi, segretissimi [4] Papillon Rue Marchè aux Herbes, 87&0032-2-5133608n pizzi belgiLe dentelles, sono i preziosissimi pizzi belgi, i prezzi variano da 1 a 10.000 euro[5] Manifacture Belge de Dentelles Galerie de la Reine 6-8 &0032-2-5114477
L'indivia belgaGli appassionati di indivia belga, invece, non esiteranno a spingersi un po' fuori città per visitare il Musée Geuzenberg. Qui si ripercorre la storia di questa verdura nata quasi due secoli fa dalla distrazione di un contadino che lasciò le piantine coperte di terra e dissotterrandole scoprì che erano cresciute bianche e a forma di fuso con un delicato sapore. Musée Geuzenberg


Le birre belghe
Una tradizione birraia dal medioevoNel 1907 in Belgio c'erano 3387 brasserie. In meno di un secolo si sono ridotte a poco più di cento. Ma se diminuisce il numero di brasserie cresce la qualità e la fama delle birre belghe nel mondo. Ad essere apprezzate sono le piccole produzioni artigianali, le bières d'abbaye e le trappiste che, sebbene prodotte in quantità limitate, riescono a raggiungere i boccali degli estimatori italiani. Nelle abbazie belghe, la tradizione birraia risale al medioevo quando i monaci trappisti adottarono il processo di fermentazione per rendere potabile l'acqua. Nel corso dei secoli, molte abbazie hanno smesso di produrla direttamente e hanno concesso la licenza sulla ricetta e sul nome a birrifici industriali - le bière d'abbaye - mentre restano solo sette monasteri al mondo dove i frati producono ancora in proprio la vera "trappiste". Sei di questi sono in Belgio. Le abbazie di Westvleteren, Rochefort, Orval, Chimay, Westmalle e Achel sono le uniche a potersi fregiare del marchio "authentic trappist product". La maggior parte di queste etichette sono reperibili all'estero, ma alcuni tipi particolari di birra possono essere bevuti solo sul posto come la Orval legére che viene servita esclusivamente nella locanda vicino all'abbazia, o la Rochefort "6" che viene birrificata solo due volte l'anno e consumata dai monaci durante il pranzo della domenica. Altrettanto antica e caratteristica è la bière blanche che i belgi chiamano la birra "delle donne". Nata nel XIV secolo, questa birra di frumento ha la sua capitale a Hoegaarden che dà il nome anche ad una famosa etichetta. Da provare sono la Speciale che si produce da ottobre a febbraio e la Grand Cru, una birra da degustazione. Un discorso a parte merita la birra "a vapeur" ultima rappresentante di una tradizione birraia che non conosceva ancora l'elettricità. All'avvento dei nuovi macchinari, è sopravvissuta una sola brasserie, a Pipaix, che produce ancora le sue sei etichette, una volta al mese, con il vecchio metodo.

VEDERE
Casa museo di Victor HortaLa Casa Museo dell'architetto Victor Horta, punta di diamante dell'Art Nouveau, che ebbe in questa città uno dei centri più vivaciRue Américane, 25 0032-2-5430490 aperto martedì- sabato dalle 14 alle 17,30n Grand PlaceUna visita della città non può non cominciare dalla Grand Place: una spettacolare piazza dove si affacciano palazzi costruiti in epoche diverse, ma tutti ricalcanti un unico modulo rinascimentale. In questa cornice, dove elementi decorativi italiani sono interpretati in stile fiammingo, spicca l'Hotel de la Ville costruto nel 1449 con la sua Beffroi detta la "Tour inimitable". n manneken PisQuasi alle spalle in un angolo della Rue de l'Etuve si può ammirare il Manneken Pis, il vero e proprio simbolo di Bruxelles. La celebre fontana in bronzo di gusto rinascimentale raffigura un bambino a cui vengono donati abiti ricchi e stravaganti con cui viene agghindato. Parte del suo fornito guardaroba è esposto in una delle sale della Maison du Roi, il museo della Città di Bruxelles, sulla Grand Place di fronte al Municipion SS. Michel et GudeleSalendo su per la collina si entra nella cattedrale dei SS. Michel et Gudule, una costruzione iniziata nel 1226, successivamente modificata ed ingrandita in un miscuglio di stili dal romanico al gotico al rinascimentale. La Cattedrale è illuminata da splendide vetrate e conserva al suo interno un pulpito in quercia e sei confessionali del 1600 finemente intagliatin Musée Royal de Beaux ArtsDiviso in due sezioni: Museo d'Arte Antica e Museo d'Arte Moderna. Nella prima, sale dedicate a Bosch, Memlings, Rubens e Bruegel, mentre la sezione moderna ospita tra i molti artisti belgi, opere di Magritte e di Delvaux Rue de la Regence 3 & 0032-2-5083211n Hotel SolvayUn capolavoro d'Art Nouveau progettato da Victor Horta nel 1894 che merita di essere visto Avenue Louise, 224 & 0032-2-6473733n Art NouveauBruxelles è la capitale europea dell'Art Nouveau. Sparsi per la città si trovano gli edifici e tutti gli elementi decorativi più rappresentativi di questo stile nato a cavallo dell'800 e del '900 n Le GaleriesScorrere le vetrine passeggiando nelle varie Galeries che si snodano intorno alla Grand Place è un vero piacere: quella de la Reine e quella des Princes, la Royale che ospita storiche maison e l'Agora con i suoi articoli etnici. Costruite intorno alla metà dell'800 le gallerie mescolano elementi neoclassici ed eclettici e sono un ottimo luogo dove passeggiare quando il tempo volge al brutton Museo degli strumenti musicaliL'ex sede dei magazzini Old England oggi ospita una delle collezioni più importanti di strumenti musicaliRue Montagne de la Cour, 80