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Norvegia, paradiso d'inverno

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Fiabesca, mistica, surreale. Culla delle più autentiche tradizioni nordiche e paradiso degli sport sulla neve. È questa l'idea che tutti hanno della Norvegia d'inverno. Più difficile invece immaginare che la sua frizzante e fascinosa capitale, Oslo, sia da dicembre a aprile una meta perfetta anche per i più freddolosi. Merito della corrente del Golfo che lambisce il suo fiordo, dei monti che la proteggono dalle piogge atlantiche e dell'aria secca e vigorosa. Ma non solo. Il segreto dell'antica Christiania, piccola e vivibilissima, è quello di offrire la possibilità di passare "al caldo" un sacco di tempo: tra musei (ben 50) e pasticcerie, ristoranti e locali dopo-cena, centri culturali, villaggi artigianali, teatri e concept-store, tutti perfettamente collegati da una rete di efficientissimi tram, autobus, traghetti e battelli rigorosamente riscaldati. Senza contare, nel periodo natalizio ormai alle porte, le mille possibilità di "rifugiarsi" tra mercatini dell'Avvento e botteghe caratteristiche, concerti e gallerie d'arte, spettacoli per bambini e lezioni per preparare i caratteristici dolci delle feste. Da dove partire per un itinerario anti-freddo? Dalla cultura, naturalmente che, tra le attività del tempo libero è, insieme allo sport, al top delle preferenze dei suoi 500mila abitanti. Classica, ma imperdibile la Galleria Nazionale [1] (Universitetsgaten 13; parzialmente chiusa in questo periodo per ristrutturazione) in pieno centro città, un concentrato di capolavori di artisti norvegesi dall'800 alla Seconda guerra mondiale. Si trova qui anche L'urlo di Edvard Munch (dipinto nel 1893, una delle cinque diverse versioni dell'opera tutte realizzate dall'autore), rubato e poi recuperato nel 1944. Accanto alla tela della Bambina Malata dipinta dall'artista a dieci anni dalla morte della sorella e profondamente segnata da graffi e segni evidenti. È la prova di un'abitudine poco conosciuta di Munch: quella di esporre i propri quadri (con grande disperazione dei suoi restauratori) alla neve e alla pioggia per far assumere loro una specie di patina naturale. Un momento di pausa nella visita delle numerose sale? Fate un salto al piano terra, vicino all'ingresso, alla Caffetteria Pascal [2], elegante "succursale" del più noto bar-ristorante-pasticceria della città (sede principale in Drammensvn 10) frequentato anche dai principi reali Haakon e Mette-Merit che vi ordinano spesso i dolci preferiti. Trionfo di pasticcini, torte dolci e salate, mousse alla frutta e uno dei migliori caffè espresso all'italiana di tutta Oslo. Usciti dalla Galleria Nazionale bastano pochi passi lungo la Karl Johans Gate, strada-salotto della città, per entrare nel Museo Storico [3](Venderiks Gate 2). Aspettatevi un viaggio attraverso la storia norvegese (dai vichinghi al Medioevo): vita, arte, artigianato e religione. Ma c'è di più: tutte le prime domeniche del mese, il museo riserva ai bambini, in diverse lingue, speciali visite per capire meglio la storia nazionale e internazionale. Fra le mostre (fino al 17/2/2005) merita una visita quella sui reperti vichinghi (mobili, gioielli, abiti) di Kaupanger, la più antica città del Paese. Proseguendo lungo la centralissima via si può far tappa all'edificio di mattoni gialli che ospita il Parlamento (visite solo il sabato), mentre sul lato opposto ci si può accomodare ai tavolini del mitico Grand Café [4], tutto ebani e specchi. Un tempo era il ritrovo preferito di artisti e intellettuali, da Ibsen a Munch allo scultore Gustav Vigeland, oggi di tutto il bel mondo norvegese. Se una cioccolata con panna o un caffè sono riusciti a riscaldarvi potete proseguire a piedi per altri cinque minuti (in alternativa c'è il metrò) e raggiungere così un altro "interno sacro". Si tratta della Oslo Domkirke [5], (Stortorget 1, aperta tutti i giorni in inverno 12-18) la cattedrale della città che risale al 1697. Da notare le vetrate colorate di Emmanuel Vigeland e i dipinti sul soffitto. Maestosa, la settecentesca pala d'altare che raffigura l'Ultima Cena e la Crocifissione. È venuto il momento di spostarsi dalla Karl Johans per andare a vedere un altro interessantissimo luogo storico: la Casa museo [6] dell'autore di Casa di Bambola Henrik Ibsen, il celeberrimo drammaturgo norvegese. Per raggiungerla da qui si può prendere un autobus o il tram. È venuto il momento di sperimentare i mezzi pubblici di Oslo e se temete lunghe attese al freddo, sotto le pensiline, sbagliate. Ci si può procurare presso l'ufficio turistico un orario che normalmente viene rispettato al secondo: un po' perché il traffico non è certo caotico, ma soprattutto perché la società che gestisce i trasporti ha tutto l'interesse a non far arrivare in ritardo i propri mezzi. È facoltà di ogni passeggero, infatti, constatando (orario alla mano) un ritardo di 20 minuti, chiamare un taxi, farsi portare a destinazione e inviare la ricevuta di spesa all'Azienda dei trasporti, utilizzando gli appositi moduli che si trovano su autobus e metrò. Siamo o non siamo nel Nord Europa? Il Museo Ibsen si trova nell'ultima residenza del drammaturgo (Arbiens Gate, 1) quella abitata tra il 1895 e il 1906, anno della morte. Una vecchia, affascinante casa costruita alla fine dell'Ottocento, dove il pezzo forte è lo studio dello scrittore, rimasto esattamente com'era con mobili originali, carte, lettere, libri. Dalla cultura allo sport il passo è breve. Un veloce percorso nella moderna e confortevole metropolitana ci permette di arrivare in meno di venti minuti al Museo dello sci [7] (Kongeveien 5) il più antico del mondo di questo genere con curiosi modelli d'epoca, una ricca documentazione, attrezzi e oggetti delle spedizioni polari. Ma anche un'ottima caffetteria, un negozio di divertenti souvenir in tema e soprattutto una vista eccezionale dalla Torre del celebre Trampolino di Holmenkollen [8] (56 metri di altezza e tribune per 100 mila persone). Questo è il quartiere più esclusivo della città: in collina, appena fuori dal centro, dove ogni anno a marzo i migliori atleti del mondo si sfidano nel salto con gli sci e da dove parte un fantastico comprensorio con panoramiche piste di fondo, illuminate anche la sera. Tornando verso il centro merita una sosta il bel Museo Internazionale d'Arte Infantile di Oslo, (Lille Froens vei, 4) il primo e più importante nel suo genere, una specie di regno della fantasia dei più piccoli, che raccoglie centomila disegni realizzati da bambini e ragazzi di 150 diversi Paesi del mondo. Il buio a Oslo arriva presto in questa stagione e la temperatura scende molto in fretta, ma la sera è proprio il momento migliore per godersi l'atmosfera giovane e vivace della capitale, senza ovviamente mettere troppo il naso al freddo. La cittadella del divertimento alla moda è il bel quartiere di Aker Brygge [9], ex degradata zona del porto, oggi completamente rinata e trasformata nel principale polo d'attrazione per chi vuol restare fuori fino a tardi. Qui c'è solo l'imbarazzo della scelta tra teatri, cinema, jazz club, discoteche, bar e ristoranti. Due indirizzi per tutti: il caffè Black Box [10] (Stranden 3) palcoscenico alternativo per spettacoli di musica e danza e il Teatro Imax [11] (Holmens gate 1), la più moderna sala cinematografica del Nord Europa, con proiezioni no stop ad alta tecnologia, film 3D e speciali effetti sonori. In altre zone della città, tra i locali più trendy ci sono il [12] Bla (Brenneriveien 9), jazz club con artisti internazionali, il Bliz, ambientato in una vecchia abitazione bohémien, con caffè-libreria e musica dal vivo e il Cosmopolitan, (Ruselokk 15) risto-bar nel nuovo quartiere Vika, felice combinazione di ambiente norvegese e minimal-jap. ShoppingDalla tradizione al moderno designAnche lo shopping si può fare al caldo, nella capitale norvegese, famosa soprattutto per gli oggetti di design e gli accessori "di tendenza", con un giro mirato tra negozi super forniti e concept-store all'ultima moda. Da Norways Designs (Stortingsgaten 28) vetri, vasi, vassoi, portacandele, accessori per la casa in plexiglass e legno ma anche divertenti cappelli e mini borse in feltro colorato, bijoux di ispirazione scandinava e pantofole in lana cotta e pelle di renna. Per qualcosa di più tradizionale e artigianale da Husfliden (Lille Grensen 7) ci sono giochi in legno (bellissima la pecora-dondolo) per bambini, classici maglioni norvegesi, tipici troll, oggetti in legno per la cucina e la casa. Per chi preferisce i centri commerciali, c'è l'esclusivo Paleet, con ben 42 negozi-boutique e 7 ristoranti aperti dal mattino a tarda notte (Karl Johans Gate 37/43). Imperdibile, in previsione del Natale, (dal 6/11 al 23/12), una visita alla famosa vetreria Hadeland Glassverk (Jevnaker 3521) dove cercare originali regali, far divertire i bambini cucinando biscotti allo zenzero e imparando a soffiare il vetro, oppure fare uno spuntino tra caffetterie e ristoranti. Sempre fuori città, ben servito dai mezzi pubblici, si può passare un interno pomeriggio tra botteghe artigianali e gallerie d'arte del sito storico di Baerums Verk, (www.baerumsverk.no) un villaggio operaio di case in legno del XVIII secolo, costruite per i lavoratori di un'antica fonderia, restaurate e trasformate, dove fare acquisti di qualità e visitare il museo che ne racconta la storia. In occasione dell'Avvento si organizzano mercatini Natalizi e dimostrazioni di artigiani al lavoro. Val la pena di ricordare che al momento della partenza, in aeroporto, si può chiedere il rimborso dell'IVA per gli acquisti fatti (nei negozi convenzionati) durante il soggiorno, perché la Norvegia non fa parte dell'Unione Europea. Ricordate però di chiedere al negoziante, all'atto del pagamento, il modulo "Global Refund Cheque", se la spesa supera i 310 nok, circa 39 euro (info, www.globalrefund.com, 0047-22-67156010) Il premio Nobel Capitale mondiale della paceCome ogni anno, il 10 dicembre, verrà consegnato a Oslo, l'unico dei Premi Nobel assegnato fuori dalla Svezia: quello per la Pace, attribuito quest'anno alla kenyota Wangari Maathai. La data del 10 dicembre non è casuale: è il giorno della morte del chimico e ingegnere svedese Alfred Nobel (deceduto a San Remo nel 1896), che ideò il prestigioso premio dividendo il suo patrimonio di 30 milioni di corone e stabilì che, diversamente dagli altri (per la fisica, chimica, medicina e letteratura) fosse delegato a una commissione designata dal Parlamento norvegese. Per questo la cerimonia di consegna, presenti i reali norvegesi come ospiti d'onore, si tiene a Oslo fin dal 1901, quando il Premio fu riconosciuto al fondatore della Croce Rossa, lo svizzero Jean Henri Dunant. L'evento si svolge, dal 1990, nella gigantesca Sala delle Feste del Municipio, (1000 posti, visitabile tutto l'anno), con pavimenti in marmo, decorata con il grande dipinto di Henrik Sorensen, "La Norvegia al lavoro e in festa". La sede del comitato che assegna il Premio si trova nell'Istituto Nobel, sulla Drammensveien, il cui ingresso è preceduto da due busti dell'inventore-filantropo, di cui uno opera dello scultore Gustav Vigeland.