Viaggi

Madagascar

Gli animali dell'Isola Rossa

Vette di 2500 metri, foreste pluviali e una varietà di flora e di fauna che pone il Madagascar ai primi posti nel mondo per la ricchezza della biodiversità

1 minuti di lettura
CENTOSESSANTA MILIONI di anni fa, grazie al fenomeno della Deriva dei Continenti, dalla costa sudorientale del continente africano si staccò una “fetta” di territorio, formando una grande isola bislunga che emerge a 600 chilometri a est del Mozambico. Il Madagascar, 580.000 chilometri quadrati, circa il doppio dell’Italia, è definito anche l’Isola Rossa. Questo perché - come può costatare chi la percorra lungo le strade o lo guardi dal cielo - i diboscamenti effettuati dalle popolazioni malesi-polinesiane, che iniziarono a colonizzare l’isola 2000 anni fa, e la conseguente erosione, hanno messo a nudo la laterite, tipico suolo dei territori tropicali che, oltre a tingere di rosso il terreno, percola nei fiumi colorandoli.

Un’analogia tra il Madagascar e una fetta di cocomero può essere fantasiosa ma possibile, perché, proprio come il cocomero, la costa orientale (cioè la “buccia” del frutto) è ancora completamente verde, in forte contrasto con il resto del territorio. La ragione di ciò risiede nella stretta catena montuosa - con vette che superano i 2500 metri - che corre da nord a sud e condensa i venti monsonici carichi di pioggia provenienti da oriente. Così le precipitazioni, 2000 millimetri annui, unite alla forte acclività dei suoli, consentono in quella esigua fascia la sopravvivenza di splendide e ininterrotte foreste pluviali.

L'isolamento arcaico dalle coste africane ha permesso al Madagascar di conservare una varietà di specie animali e vegetali che lo pone, con le Isole Galapagos, ai primi posti nel Pianeta per la ricchezza di biodiversità, costituita i buona parte da specie endemiche, cioè esclusive, ancora poco inquinate da altre provenienti dall’esterno. Tanto per farsi un’idea, il numero di specie di flora e fauna di quest’isola rappresenta il 5% dell’intera biodiversità mondiale e, di queste, l’80% vive solo lì.

Naturalmente tale varietà di piante e animali è supportata da un’analoga ricchezza di ambienti diversi: si va dagli arcipelaghi del nord, con luminose barriere coralline e intatte isole tropicali, alla stupefacente vegetazione di didieracee, piante grasse spinose e intricate, dell’arido meridione; e dalle cattedrali di baobab (ne esistono 6 specie diverse contro le sole 2 dell’intera Africa) di Morondava sulla costa occidentale, all’immensa barriera corallina di Tulear, una delle più lunghe del mondo. Il tutto in un territorio - sia pur devastato dagli incendi per ricavare terreni coltivabili per una popolazione in crescita - ricco di paesaggi agrari verdissimi, con case in terra cruda di commovente bellezza e costumi tradizionali di grande fascino folclorico.