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Il parco Nazionale Andasibé-Mantadia

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CIRCA 150 chilometri a est della capitale Antananarivo si trova a parer mio la più bella e interessante area naturalistica dell’intero Madagascar e quella che maggiormente testimonia della sua ricchezza naturale. Al villaggio di Andasibé, posto a due chilometri dall’inizio del Parco Nazionale Mantadia (chiamato anche Perinet), si arriva con l’auto in tre ore ma, a quanto ne so, pare sia stata recentemente ripristinata anche l’antica ferrovia che però, a parte il trasporto merci, fa solo tre corse settimanali per i viaggiatori; (dev’essere divertentissimo percorrere in treno tutto il tragitto, ma non ci ho provato).

Il PN Andasibé-Mantadia, 15.500 ettari, che contiene al suo interno anche la Riserva Speciale Anamalazaotra, rappresenta un concentrato mirabile della natura malgascia. L’attrazione maggiore e il simbolo di questo gioiello naturalistico é l’indri. Delle 51 specie di lemuri (o proscimmie, mammiferi che hanno avuto, rispetto alle scim…
CIRCA 150 chilometri a est della capitale Antananarivo si trova a parer mio la più bella e interessante area naturalistica dell’intero Madagascar e quella che maggiormente testimonia della sua ricchezza naturale. Al villaggio di Andasibé, posto a due chilometri dall’inizio del Parco Nazionale Mantadia (chiamato anche Perinet), si arriva con l’auto in tre ore ma, a quanto ne so, pare sia stata recentemente ripristinata anche l’antica ferrovia che però, a parte il trasporto merci, fa solo tre corse settimanali per i viaggiatori; (dev’essere divertentissimo percorrere in treno tutto il tragitto, ma non ci ho provato).

Il PN Andasibé-Mantadia, 15.500 ettari, che contiene al suo interno anche la Riserva Speciale Anamalazaotra, rappresenta un concentrato mirabile della natura malgascia. L’attrazione maggiore e il simbolo di questo gioiello naturalistico é l’indri. Delle 51 specie di lemuri (o proscimmie, mammiferi che hanno avuto, rispetto alle scimmie africane, un’evoluzione a sé stante) che vivono nel Madagascar e nelle isole vicine, l’indri ((Indri indri) è il più grande e vistoso. Sopravvissuto alle stragi dei mammiferi maggiori perpetrata nei secoli dalle popolazioni locali, questo lemure vive ancora, minacciato d’estinzione, solo nella parte nordorientale del paese.

Già prima di essere scoperto, arrampicato sugli alti alberi di questa folta giungla, si annuncia con le sue urla terribili. Poi lo si vede, grande e morbido peluche bianco e nero, che salta agilissimo da un ramo all’altro. Uno spettacolo bellissimo e commovente. Eseguito l’avvistamento d’obbligo del personaggio principale della Riserva, abbiamo il tempo di godere di quanto la natura circostante ci offre. Ce n’è per tutti i gusti. Intanto la vegetazione, sfondo ideale per la ricca fauna dell’area protetta. Grandi felci arboree che ricordano i paesaggi del Carbonifero, alberi di palissandro scampati alle motoseghe dei trafficanti di legno pregiato, maestosi ficus dalle radici a piramide, palme del viaggiatore con la chioma a ventaglio dalle cui foglie, bucate con un temperino, sgorga acqua limpida e buonissima.

Lungo i corsi d’acqua e attorno ai laghetti, enormi pandani e palme di varie specie e, sulle acque immobili, distese di ninfee rosate e celesti. Dai rami penzolano, in quasi tutti i mesi dell’anno, candide e sofisticate orchidee arboree. In questo paradiso verdeggiante è possibile ammirare, meglio se con una guida esperta, una galleria di animali entusiasmante: ecco grandi farfalle multicolori dalle “code” lunghissime, insetti stecco anch’essi molto colorati, e, sempre in tema di colori, camaleonti dalle forme e dimensioni più diverse, dal massiccio camaleonte di Parson (Calumma parsoni), che arriva a 65 centimetri di lunghezza, ai molti altri delle 53 specie (2/3 di tutti i camaleonti del mondo) di questa isola.

Un giro dopo il tramonto per scoprire gli animali notturni ci regala la piccola rana dorata (Mantella aurantiaca) che sosta sul fogliame umido di rugiada, una rossa rana pomodoro (Dyscophus antongili) e numerosi piccoli lemuri che si muovono silenziosi e prudenti tra le fronde. Tra questi non vediamo però l’ ayé-ayé (Daubentonia madagascariensis), un grande lemure nero dai costumi singolari che vive solo in limitati luoghi di questa parte dell’isola ed è considerato tra i più rari del mondo. Di giorno, in volo o sui rami, smaglianti martin pescatori violetti, dronghi (Dicrurus forficatus) dal piumaggio blu notte (li chiamano “Les rois des oiseaux”per via di una coroncina di piume) e altri uccelli di ogni colore e dimensione. Ma naturalmente, sono i lemuri a tener banco.

Tra i tanti della Riserva Alamazaotra, oltre al mitico indri si possono vedere lo stilizzato lemure bianco e nero (Varecia variegata variegata), il lemure fulvo (Eulemur fulvus fulvus) e il raro bellissimo simpona o sifaka diademato (Propithecus diadema candidus). Un vero gioiello del regno animale che vive in poche foreste nordorientali ed é minacciato dalla progressiva distruzione della vegetazione naturale per la pratica del tavy (agricoltura "taglia e brucia"), dal bracconaggio, dal contrabbando di specie rare e anche dalla predazione da parte del fossa (Cryptoprocta ferox), un grande mammifero carnivoro che ancora si aggira in queste giungle ma che é assai difficile da osservare in natura. Soprattutto in difesa del simpona si batte il WWF che da 40 anni opera nell’isola con oltre 100 progetti diversi, testimoniati dai tanti cartelli col simbolo del panda che si incontra lungo le strade