ORMAI LA NOTIZIA è ufficiale. Tarzan esiste! Cominciano ad essere molte le fotografie di turisti che hanno documentato la presenza di un uomo bianco che si aggira seminudo nella foresta pluviale del Congo. L’uomo indossa solamente un gonnellino in pelle di leopardo e si sposta di liana in liana proprio come il leggendario personaggio creato dalla fantasia dello scrittore statunitense Edgar Rice Borroughs. Con molta probabilità si tratta di un mitomane che vuole far parlare di se, ma sta di fatto che la notizia si è talmente divulgata che da tutto il mondo fanno a gara per accaparrarsi la prenotazione per la visita guidata nella giungla con l’intento di vederlo. Per saperne un po’ di più ci siamo recati anche noi nella zona dove il tarzanide è stato avvistato più volte. Accompagnati da Mr. Bamba, un simpatico autoctono che parla un discreto italiano, ci apprestiamo ad avventurarci nella foresta dopo una pausa nel villaggio Miwonde in cui ci ospiteranno per una notte.
I BAMBINI, curiosi e pieni di vitalità si avvicinano sorridenti gridando in coro: “ Uzungu! Uzungu!”. Mr. Bamba ci spiega che “Uzungu” significa “Uomo bianco, amico” . Domandiamo a mr. Bamba cosa bisogna rispondere in questo caso e lui ci risponde: “Muntu” che significa “uomo nero, amico”. L’idea di interagire giocosamente con i bambini ci stuzzica. Si avvicina un ragazzino con l’aria lieta che si rivolge a noi con il solito: “Uzungu”. A questo punto rispondo immediatamente: “Muntu!”. Il bambino mi tira un sasso in piena fronte. Chiedo delucidazioni a mr. Bamba. Nel suo italiano elementare mi spiega che dipende dalla pronuncia “Muntu” con la “u” aperta significa “Uomo nero, amico” con la “u” chiusa significa invece “Brutto sgorbio puzzolente, sparisci dalla mia vista” ed io l’ho pronunciato con la “u” chiusa. Decidiamo di non avventurarci più con la lingua locale e andiamo a dormire subito dopo aver cenato. La mattina dopo, di buon ora, ci addentriamo nella foresta. Ore di cammino tra l’intrigata vegetazione seguendo mr. Bamba che sembra conoscere quei luoghi come le sue tasche. All’improvviso lo vediamo! Seduto su un ramo, Tarzan ci scruta con il suo sguardo selvaggio che contrasta con la pelle diafana e i capelli castano-chiaro. Con un gesto felino si sposta su un altro ramo e si lancia su una liana emettendo dei versi più scimmieschi che umani. Ma la liana cede e Tarzan caracolla vicino i nostri piedi emettendo un suono stavolta a noi familiare: “Porca zozza!!!”. Tarzan parla italiano? Ci avviciniamo per soccorrerlo, sembra si sia fatto particolarmente male ad un ginocchio. Lui prova ad allontanarsi ma la gamba indolenzita non gli permette di muoversi con agilità.
FINALMENTE si fa avvicinare e lo curiamo con quello che mr. Bamba ha nello zaino, qualche garza e acqua ossigenata. Tarzan, dopo qualche poco convincente tentativo di tenere il punto sul suo linguaggio scimmiesco, si rende conto di essere stato tradito da quel “Porca zozza” e finalmente si sbottona. Il suo vero nome è Stefano Petrocchi, romano, anni quarantadue, ex dirigente di una nota casa automobilistica, sposato e padre di tre figli. Licenziato in tronco dopo venti anni di lavoro e avendo perso un mare di soldi in investimenti sbagliati consigliati dalla sua banca si è inventato questo lavoro. Assoldato dall’azienda del turismo del Congo, fa Tarzan per attirare più viaggiatori possibili. La storia ci tocca il cuore, lo stesso Mr. Bamba appare commosso. Per fortuna che ho una conoscenza molto influente nel circo Togni e gli prometto una raccomandazione per un numero esotico nello spettacolo circense. Almeno può lavorare in Europa, più vicino alla sua famiglia.
I BAMBINI, curiosi e pieni di vitalità si avvicinano sorridenti gridando in coro: “ Uzungu! Uzungu!”. Mr. Bamba ci spiega che “Uzungu” significa “Uomo bianco, amico” . Domandiamo a mr. Bamba cosa bisogna rispondere in questo caso e lui ci risponde: “Muntu” che significa “uomo nero, amico”. L’idea di interagire giocosamente con i bambini ci stuzzica. Si avvicina un ragazzino con l’aria lieta che si rivolge a noi con il solito: “Uzungu”. A questo punto rispondo immediatamente: “Muntu!”. Il bambino mi tira un sasso in piena fronte. Chiedo delucidazioni a mr. Bamba. Nel suo italiano elementare mi spiega che dipende dalla pronuncia “Muntu” con la “u” aperta significa “Uomo nero, amico” con la “u” chiusa significa invece “Brutto sgorbio puzzolente, sparisci dalla mia vista” ed io l’ho pronunciato con la “u” chiusa. Decidiamo di non avventurarci più con la lingua locale e andiamo a dormire subito dopo aver cenato. La mattina dopo, di buon ora, ci addentriamo nella foresta. Ore di cammino tra l’intrigata vegetazione seguendo mr. Bamba che sembra conoscere quei luoghi come le sue tasche. All’improvviso lo vediamo! Seduto su un ramo, Tarzan ci scruta con il suo sguardo selvaggio che contrasta con la pelle diafana e i capelli castano-chiaro. Con un gesto felino si sposta su un altro ramo e si lancia su una liana emettendo dei versi più scimmieschi che umani. Ma la liana cede e Tarzan caracolla vicino i nostri piedi emettendo un suono stavolta a noi familiare: “Porca zozza!!!”. Tarzan parla italiano? Ci avviciniamo per soccorrerlo, sembra si sia fatto particolarmente male ad un ginocchio. Lui prova ad allontanarsi ma la gamba indolenzita non gli permette di muoversi con agilità.
FINALMENTE si fa avvicinare e lo curiamo con quello che mr. Bamba ha nello zaino, qualche garza e acqua ossigenata. Tarzan, dopo qualche poco convincente tentativo di tenere il punto sul suo linguaggio scimmiesco, si rende conto di essere stato tradito da quel “Porca zozza” e finalmente si sbottona. Il suo vero nome è Stefano Petrocchi, romano, anni quarantadue, ex dirigente di una nota casa automobilistica, sposato e padre di tre figli. Licenziato in tronco dopo venti anni di lavoro e avendo perso un mare di soldi in investimenti sbagliati consigliati dalla sua banca si è inventato questo lavoro. Assoldato dall’azienda del turismo del Congo, fa Tarzan per attirare più viaggiatori possibili. La storia ci tocca il cuore, lo stesso Mr. Bamba appare commosso. Per fortuna che ho una conoscenza molto influente nel circo Togni e gli prometto una raccomandazione per un numero esotico nello spettacolo circense. Almeno può lavorare in Europa, più vicino alla sua famiglia.