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Caravaggio a Malta

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E SE NON FOSSE fuggito da una città all'altra per i guai con la giustizia, per il suo carattere inquieto e violento, Caravaggio sarebbe stato un grande viaggiatore? «Non proprio», risponde il professor Antonio Pinelli, ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Firenze, «il pittore lasciò Roma perché era inseguito da una condanna a morte e non perché cercava nuove esperienze o per viaggiare. Non molto diverso fu l’esilio a Napoli, dove trovò ospitalità presso i Carafa, imparentati con i Colonna.

I suoi spostamenti seguirono la logica delle protezioni: veniva accolto da personaggi influenti che gli davano asilo per la sua fama artistica. Ogni volta, là dove andava, lasciava opere importanti, in molti casi visibili oggi dove vennero realizzate ». Ci furono cambiamenti di vita e di poetica nelle sue peregrinazioni? «Lasciò la Milano della Controriforma, dove ormai è certo che nacque e si formò culturalmente», continua il professor Pinelli, «per stabilirsi a Roma capitale dell’arte, tappa obbligata per pittori, scultori e architetti dell’epoca. Napoli fu un’esperienza non solo artistica ma anche umana: a quel tempo era la città più popolosa d’Europa, cosmopolita, mediterranea, spagnola, con grandi ricchezze e tanta povertà". Pinelli conclude con la permanenza del pittore a Malta: «Per Caravaggio l’isola dei Cavalieri rappresentava una grande opportunità di lavoro. Ottenne il cavalierato per motivi artistici, ritrasse il Gran Maestro Alof de Wignacourt. Entrò nelle grazie del Cavaliere di Malta Fra’ Antonio Martelli che dipinse in una tela ora a Palazzo Pitti». Malta festeggia in questi giorni i 400 anni della presenza di Michelangelo Merisi nell’isola con una mostra a La Valletta, fino al 30 novembre: Caravaggio e l’immagine del divino, divisa in due sezioni, una al Fine Arts Museum (South street), che presenta una serie di Caravaggeschi del '600, e l’altra al National Museum of Archeology (Republic street). Realizzata da RomArtificio in collaborazione con Heritage of Malta, questa seconda sezione propone opere provenienti dall’Italia e dall’estero, tra le quali i due S.Francesco in meditazione, quello di Carpineto Romano e quello della Chiesa dei Cappuccini a Roma (quest’ultimo non attribuito con certezza all’artista), il S.Francesco di Cremona, il Sacrificio di Isacco e la Decapitazione di S.Gennaro di Palestrina. La Cattedrale di S.Giovanni della Valletta, conserva tre opere di Caravaggio.

__img2__ La decollazione del Battista (commissionatagli dal Gran Maestro), l'Amorino dormiente e il San Girolamo scrivente. Info: 00356-21221623. Info turistiche. Luogo legato alla permanenza di Caravaggio a Malta è il Forte S.Angelo (oggi sede dell’Ordine dei Cavalieri di Malta), nel quale fu rinchiuso il 6 ottobre del 1608 per un litigio con un potente personaggio dell’isola, e dal quale fuggì calandosi da una finestra su una barca che lo portò in Sicilia.
Lasciata Malta, il professor Pinelli indica come inizio del viaggio sulle tracce delle opere del pittore, la Sicilia, dove Caravaggio soggiornò dopo la fuga dalle carceri maltesi. «Si potrebbe andare a Palermo per vedere la splendida Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, realizzata nel 1609, ma dall’Oratorio della Compagnia di S.Lorenzo la tela fu rubata nel 1969». A Siracusa, prima tappa del suo soggiorno siciliano, Caravaggio fu ospitato dall’amico pittore Mario Minniti; qui dipinse il Seppellimento di S.Lucia, pala d’altare della Chiesa di S.Lucia commissionatagli dal Senato della città. Il dipinto, che era nel Museo Bellomo, ora è nella chiesa di S.Lucia al Sepolcro, in piazza S.Lucia. A Messina sono conservate al Museo Regionale (viale della Libertà - 090-361292) due tele realizzate nel 1608: l’Adorazione dei pastori, commissionatagli dal Senato Messinese e la Resurrezione di Lazzaro, richiestagli da Giovanni Battista de’Lazzari per la chiesa dei Padri Crociferi. A Napoli, (dove era già fuggito dopo la campagna laziale) soggiornò al ritorno dalla Sicilia, sicuro dell’ormai prossimo perdono del papa. Nella città partenopea realizzò molte tele, di queste, La flagellazione, dipinta per i De Franchis a S.Domenico Maggiore, è ora al Museo di Capodimonte (via Miano 2 - 081-7499111); il Martirio di Sant’Orsola, è a Palazzo Zevallos Stigliano (Intesa San Paolo, via Toledo 185 - 0080016052007) e Le sette Opere della Misericordia, è conservato al Pio Monte della Misericordia (via dei Tribunali 253 - 081-446944). Il pittore realizzò a Napoli anche la Madonna del Rosario, commissionatagli dal suo protettore Luigi Carafa Colonna per la Cappella del Rosario: è oggi a Vienna nel Kunsthistorisches Museum. Opere celebri di Caravaggio sono a Roma (S.Maria del Popolo, Pinacoteca Capitolina, Galleria Borghese, S.Luigi dei Francesi, Palazzo Barberini, Collezione Odescalchi, S.Agostino, Pinacoteca Vaticana, Galleria Doria Pamphilj). «Nel periodo che Caravaggio trascorse nelle campagne laziali appena lasciata Roma», aggiunge il professor Pinelli, «fu ospitato a Paliano, Palestrina, Zagarolo, Carpineto Romano, dal potentissimo principe Colonna». Di quel periodo rimane la Decapitazione di S.Gennaro, nella chiesa di S.Antonio di Palestrina fino al 1986 e il S.Francesco della chiesa di S.Pietro a Carpineto, ora conservato al Museo di Palazzo Barberini, ma che dovrebbe ritornare nel piccolo centro laziale al Museo La Reggia dei Volsci. Per i Colonna, Caravaggio dipinse la Cena in Emmaus (ora a Brera) e La Maddalena in estasi, appartenente ad un collezionista privato. Un altro San Francesco , diverso come composizione, è conservato a Cremona al Museo Civico (via Ugolani Dati 4 - 0372-407770 ), realizzato a Roma da Caravaggio e «probabilmente arrivato nella città lombarda grazie al Cardinale Benedetto Ala, governatore di Roma ai tempi del pittore e vescovo di Urbino dal 1610 al 1620», spiega Mario Marubi direttore del Museo. Altre opere del maestro, oltre che sparse per il mondo, sono a Milano (Pinacoteca Ambrosiana, Brera) e a Firenze (Uffizi, Pitti).