Oggi si arriva a Cadaqués da terra, ma non è sempre stato così. Fino agli anni '50, tutto arrivava via mare. Cadaqués era un piccolo villaggio di pescatori in fondo a una baia profonda. Isolato, perciò attraente. L'isolamento geografico è rimasto, malgrado la modernità, una delle caratteristiche che insieme al mare, alla luce, agli artisti, al vento e al senso di libertà fanno Cadaqués.
Anche oggi, arrivare a Cadaqués non è agevole: da Figueres, la città più vicina, bisogna percorrere 35 km di strada tortuosa all'interno dell'aspro promontorio di Cap de Creus, geologicamente un enorme sasso pirenaico precipitato verso il mare. L'isolamento, elemento costitutivo del luogo per chi vi arriva, preserva Cadaqués da un turismo di massa. Non ci sono discoteche né grandi alberghi, ma un'atmosfera ancora sostenibile.
La luce e il vento sono connessi perché questa è la Tramuntana Republik, come qualcuno dice. Gabriel García Márquez cita Cadaqués nel suo racconto Tramontana. Il vento del nord si infila dai Pirenei e rende l'aria secca e leggera, la luce satura e delicata. Cadaqués, le cui origini risalgono all'Alto Medioevo, ha vissuto vari momenti di splendore, diversi l'uno dall'altro: l'800, quando il vino delle vigne di Cap de Creus e i pesci conservati sotto sale venivano esportati in Europa e a Cuba (fu la filossera a distruggere l'età dell'oro a fine secolo); gli anni '20 del '900, quando sulla scorta di Dalì, che amò il luogo con una "fedeltà fanatica", i grandi artisti dell'epoca (tra i tanti, Picasso, García Lorca, Buñuel, Eluard, Max Ernst, Man Ray, Duchamp, Derain, Albeniz, Breton) frequentarono e amarono quello era un piccolo paese di pescatori; la bohème viaggiante e la "gauche divine" degli anni '50-'60; infine, gli hippies dei '70 preceduti dai grandi della Pop Art inglese, come Richard Hamilton e David Hockney.
Oggi, il miracolo è che a Cadaqués si percepisce ancora tutto questo, pur sotto le tracce di un turismo crescente. A Cadaqués - oltre il mare, il cielo, la gente - c'è da vedere la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria che domina il paese e fu dipinta, fra gli altri, da Picasso, Dalì, Magritte, Derain. Ha un bel retablo barocco, ma è la sua stessa presenza a commuovere, con due cipressi verdissimi a lato della facciata.
Poi, Es Baluard, antica torre difensiva costruita direttamente sugli scogli, oggi sede di uno dei Municipi più spettacolari del Mediterraneo. Ancora, le architetture moderniste, con alcune grandi case dalle ricche ed eclettiche decorazioni, tipiche degli emigranti di ritorno che avevano fatto fortuna in America, ma anche di notabili della zona, come appunto il padre di Dalì. E, ovviamente, il paese antico, con le viuzze pavimentate di pietre scure di Cap de Creus disposte a spina (memoria dell'opus spicatum romano). Cosa si fa a Cadaqués con le belle giornate, anche d'inverno? La mattina, colazione a bordo mare. I posti più tradizionali sono il Maritim e il Meliton, sul Paseig, la spianata alberata di fronte alla baia. Entrambi ricchi di memorie e di frequentazioni passate. Al Meliton, Duchamp aveva il suo tavolino fisso per giocare a scacchi. Al Maritim, davanti a un caffè, che per la sua bontà non fa rimpiangere quello italiano, va in scena lo spettacolo del mare e del cielo di Cadaqués.
Poi, il mare, anche d'inverno. Anche se a Cadaqués le spiagge non sono comodissime per camminarci, perché piccole e di ciottoli. Probabilmente questo, unito all'isolamento geografico, ha contribuito a salvare il luogo da eccessi di sfruttamento turistico. Anche le spiagge raccontano storie. Per esempio è sulla spiaggia di Llanè che Dalì e Buñuel discussero le idee e i piani di lavorazione del capolavoro surrealista L'Âge d'or, che venne girato, nel 1930, a Cap de Creus. A Cadaqués il Mediterraneo mantiene pressoché intatta la dignità di gran mare antico. Per un aperitivo verso sera, il Rosa Azul in paese offre Mojitos perfetti, mentre il Chiringuito sulla spiaggia Des Oliveres ha il fascino di un luogo sereno di fronte a una delle tante baie della profonda insenatura al cui termine sorge il paese. Si fa ora di cena. Cadaqués è uno dei pochi posti al mondo dove panorama e buona cucina vanno d'accordo.
Basta evitare qualche trappola per turisti e sul lungomare c'è più di un posto consigliabile. Dopo cena, il Café la Habana sembra mantenere un'atmosfera confidenziale. Alcuni negozi si fanno ricordare: Pepa, con abiti raffinati; Waiting for Richard, con felpe e magliette molto rudi e molto originali; la grande scelta di Castañer del negozio su Plaça Rahol; i tessuti indiani sotto l'arco di Riba Pitxot. E poi il marchio Tramuntana Republik, inventato da un ragazzo del luogo: i suoi prodotti (per ora magliette, adesivi e poco più) si trovano al ristorante Ix, ritrovo di ispirazione buddhista di fronte all'hotel Llané Petit. Cadaqués, con la sua dolcezza di vivere, non sarebbe la stessa senza il suo entroterra, diverso dal bianco paese di pescatori. Cap de Creus è un paesaggio pirenaico in mezzo al mare, luogo di natura forte, colpito da venti a tratti irresistibili, ma anche luogo materno, con una serie ininterrotta di insenature profonde.
Luogo, nel passato, di contrabbandieri e naufragi, oggi paesaggio dallo straniante sapore wendersiano. Cap de Creus è solcato da molti sentieri, che arrivano alle varie calette oppure si insinuano nell'interno. Torniamo a Cadaqués per una sorpresa finale. Una casa del paese ospita una delle ultime opere di Duchamp: un bellissimo camino di cui esisteva testimonianza in una foto di Man Ray del 1968, che lo ritraeva in costruzione, con l'armatura ancora ben visibile.
Duchamp morì proprio quell'anno, dopo aver passato le ultime undici estati a Cadaqués. Il pittore inglese Richard Hamilton, che l'anno scorso si è commosso fino alle lacrime visitando la casa, ha chiesto di esser fotografato accanto al camino
Anche oggi, arrivare a Cadaqués non è agevole: da Figueres, la città più vicina, bisogna percorrere 35 km di strada tortuosa all'interno dell'aspro promontorio di Cap de Creus, geologicamente un enorme sasso pirenaico precipitato verso il mare. L'isolamento, elemento costitutivo del luogo per chi vi arriva, preserva Cadaqués da un turismo di massa. Non ci sono discoteche né grandi alberghi, ma un'atmosfera ancora sostenibile.
La luce e il vento sono connessi perché questa è la Tramuntana Republik, come qualcuno dice. Gabriel García Márquez cita Cadaqués nel suo racconto Tramontana. Il vento del nord si infila dai Pirenei e rende l'aria secca e leggera, la luce satura e delicata. Cadaqués, le cui origini risalgono all'Alto Medioevo, ha vissuto vari momenti di splendore, diversi l'uno dall'altro: l'800, quando il vino delle vigne di Cap de Creus e i pesci conservati sotto sale venivano esportati in Europa e a Cuba (fu la filossera a distruggere l'età dell'oro a fine secolo); gli anni '20 del '900, quando sulla scorta di Dalì, che amò il luogo con una "fedeltà fanatica", i grandi artisti dell'epoca (tra i tanti, Picasso, García Lorca, Buñuel, Eluard, Max Ernst, Man Ray, Duchamp, Derain, Albeniz, Breton) frequentarono e amarono quello era un piccolo paese di pescatori; la bohème viaggiante e la "gauche divine" degli anni '50-'60; infine, gli hippies dei '70 preceduti dai grandi della Pop Art inglese, come Richard Hamilton e David Hockney.
Oggi, il miracolo è che a Cadaqués si percepisce ancora tutto questo, pur sotto le tracce di un turismo crescente. A Cadaqués - oltre il mare, il cielo, la gente - c'è da vedere la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria che domina il paese e fu dipinta, fra gli altri, da Picasso, Dalì, Magritte, Derain. Ha un bel retablo barocco, ma è la sua stessa presenza a commuovere, con due cipressi verdissimi a lato della facciata.
Poi, Es Baluard, antica torre difensiva costruita direttamente sugli scogli, oggi sede di uno dei Municipi più spettacolari del Mediterraneo. Ancora, le architetture moderniste, con alcune grandi case dalle ricche ed eclettiche decorazioni, tipiche degli emigranti di ritorno che avevano fatto fortuna in America, ma anche di notabili della zona, come appunto il padre di Dalì. E, ovviamente, il paese antico, con le viuzze pavimentate di pietre scure di Cap de Creus disposte a spina (memoria dell'opus spicatum romano). Cosa si fa a Cadaqués con le belle giornate, anche d'inverno? La mattina, colazione a bordo mare. I posti più tradizionali sono il Maritim e il Meliton, sul Paseig, la spianata alberata di fronte alla baia. Entrambi ricchi di memorie e di frequentazioni passate. Al Meliton, Duchamp aveva il suo tavolino fisso per giocare a scacchi. Al Maritim, davanti a un caffè, che per la sua bontà non fa rimpiangere quello italiano, va in scena lo spettacolo del mare e del cielo di Cadaqués.
Poi, il mare, anche d'inverno. Anche se a Cadaqués le spiagge non sono comodissime per camminarci, perché piccole e di ciottoli. Probabilmente questo, unito all'isolamento geografico, ha contribuito a salvare il luogo da eccessi di sfruttamento turistico. Anche le spiagge raccontano storie. Per esempio è sulla spiaggia di Llanè che Dalì e Buñuel discussero le idee e i piani di lavorazione del capolavoro surrealista L'Âge d'or, che venne girato, nel 1930, a Cap de Creus. A Cadaqués il Mediterraneo mantiene pressoché intatta la dignità di gran mare antico. Per un aperitivo verso sera, il Rosa Azul in paese offre Mojitos perfetti, mentre il Chiringuito sulla spiaggia Des Oliveres ha il fascino di un luogo sereno di fronte a una delle tante baie della profonda insenatura al cui termine sorge il paese. Si fa ora di cena. Cadaqués è uno dei pochi posti al mondo dove panorama e buona cucina vanno d'accordo.
Basta evitare qualche trappola per turisti e sul lungomare c'è più di un posto consigliabile. Dopo cena, il Café la Habana sembra mantenere un'atmosfera confidenziale. Alcuni negozi si fanno ricordare: Pepa, con abiti raffinati; Waiting for Richard, con felpe e magliette molto rudi e molto originali; la grande scelta di Castañer del negozio su Plaça Rahol; i tessuti indiani sotto l'arco di Riba Pitxot. E poi il marchio Tramuntana Republik, inventato da un ragazzo del luogo: i suoi prodotti (per ora magliette, adesivi e poco più) si trovano al ristorante Ix, ritrovo di ispirazione buddhista di fronte all'hotel Llané Petit. Cadaqués, con la sua dolcezza di vivere, non sarebbe la stessa senza il suo entroterra, diverso dal bianco paese di pescatori. Cap de Creus è un paesaggio pirenaico in mezzo al mare, luogo di natura forte, colpito da venti a tratti irresistibili, ma anche luogo materno, con una serie ininterrotta di insenature profonde.
Luogo, nel passato, di contrabbandieri e naufragi, oggi paesaggio dallo straniante sapore wendersiano. Cap de Creus è solcato da molti sentieri, che arrivano alle varie calette oppure si insinuano nell'interno. Torniamo a Cadaqués per una sorpresa finale. Una casa del paese ospita una delle ultime opere di Duchamp: un bellissimo camino di cui esisteva testimonianza in una foto di Man Ray del 1968, che lo ritraeva in costruzione, con l'armatura ancora ben visibile.
Duchamp morì proprio quell'anno, dopo aver passato le ultime undici estati a Cadaqués. Il pittore inglese Richard Hamilton, che l'anno scorso si è commosso fino alle lacrime visitando la casa, ha chiesto di esser fotografato accanto al camino