Il tibet riapre al mondo
A poco più di un mese dalle Olimpiadi, la Cina riapre finalmente il Tibet al mondo. O perlomeno ai turisti di tutto il mondo. Lo annuncia l’agenzia Xinhua, senza specificare se questa misura sarà applicata anche ai giornalisti e ai diplomatici stranieri.
Il Tibet è sigillato dal 14 marzo 2008. Erano i giorni della protesta dei monaci buddisti quando il regime cinese decise di utilizzare l’esercito per regolare i conti e consumare violenze e uccisioni lontane da occhi indiscreti.
Oggi, due turisti svedesi saranno i primi stranieri a mettere piede a Lhasa dopo più di tre mesi di black-out. Poi sarà la volta di quattro visitatori da Singapore. Un’apertura col contagocce, per ora: la Cina sembra aver adottato una politica molto cauta. A fine aprile aveva permesso solo ai turisti di Hong Kong, Macao e Taiwan di varcare la soglia della sua immensa regione. Oggi è la volta degli stranieri. E chissà se i prossimi saranno i re…
Il Tibet è sigillato dal 14 marzo 2008. Erano i giorni della protesta dei monaci buddisti quando il regime cinese decise di utilizzare l’esercito per regolare i conti e consumare violenze e uccisioni lontane da occhi indiscreti.
Oggi, due turisti svedesi saranno i primi stranieri a mettere piede a Lhasa dopo più di tre mesi di black-out. Poi sarà la volta di quattro visitatori da Singapore. Un’apertura col contagocce, per ora: la Cina sembra aver adottato una politica molto cauta. A fine aprile aveva permesso solo ai turisti di Hong Kong, Macao e Taiwan di varcare la soglia della sua immensa regione. Oggi è la volta degli stranieri. E chissà se i prossimi saranno i re…
A poco più di un mese dalle Olimpiadi, la Cina riapre finalmente il Tibet al mondo. O perlomeno ai turisti di tutto il mondo. Lo annuncia l’agenzia Xinhua, senza specificare se questa misura sarà applicata anche ai giornalisti e ai diplomatici stranieri.
Il Tibet è sigillato dal 14 marzo 2008. Erano i giorni della protesta dei monaci buddisti quando il regime cinese decise di utilizzare l’esercito per regolare i conti e consumare violenze e uccisioni lontane da occhi indiscreti.
Oggi, due turisti svedesi saranno i primi stranieri a mettere piede a Lhasa dopo più di tre mesi di black-out. Poi sarà la volta di quattro visitatori da Singapore. Un’apertura col contagocce, per ora: la Cina sembra aver adottato una politica molto cauta. A fine aprile aveva permesso solo ai turisti di Hong Kong, Macao e Taiwan di varcare la soglia della sua immensa regione. Oggi è la volta degli stranieri. E chissà se i prossimi saranno i reporter.
Prima della rivolta dei monaci, si calcolava che nel 2008 il Tibet avrebbe accolto cinque milioni di turisti, con guadagni in crescita del 24%. Le cose, però, sono andate in maniera molto diversa: da fine aprile, solo 120mila viaggiatori hanno visitato Lhasa. Le perdite economiche sono state enormi: il Lhasa Hotel ha dovuto mettere in mobilità tre quarti del suo staff visto che nelle sue strutture nessuno metteva più piede.
Chi ha intenzione di guardare le Olimpiadi dal vivo, quindi, potrà fare un salto anche in Tibet. Voi che ne pensate? Visitereste la regione cinese o pensate che la situazione sia ancora instabile? E’ giusto che tutti possano godere delle bellezze di questa regione, o il turismo di massa mette in pericolo gli equilibri ambientali?
Il Tibet è sigillato dal 14 marzo 2008. Erano i giorni della protesta dei monaci buddisti quando il regime cinese decise di utilizzare l’esercito per regolare i conti e consumare violenze e uccisioni lontane da occhi indiscreti.
Oggi, due turisti svedesi saranno i primi stranieri a mettere piede a Lhasa dopo più di tre mesi di black-out. Poi sarà la volta di quattro visitatori da Singapore. Un’apertura col contagocce, per ora: la Cina sembra aver adottato una politica molto cauta. A fine aprile aveva permesso solo ai turisti di Hong Kong, Macao e Taiwan di varcare la soglia della sua immensa regione. Oggi è la volta degli stranieri. E chissà se i prossimi saranno i reporter.
Prima della rivolta dei monaci, si calcolava che nel 2008 il Tibet avrebbe accolto cinque milioni di turisti, con guadagni in crescita del 24%. Le cose, però, sono andate in maniera molto diversa: da fine aprile, solo 120mila viaggiatori hanno visitato Lhasa. Le perdite economiche sono state enormi: il Lhasa Hotel ha dovuto mettere in mobilità tre quarti del suo staff visto che nelle sue strutture nessuno metteva più piede.
Chi ha intenzione di guardare le Olimpiadi dal vivo, quindi, potrà fare un salto anche in Tibet. Voi che ne pensate? Visitereste la regione cinese o pensate che la situazione sia ancora instabile? E’ giusto che tutti possano godere delle bellezze di questa regione, o il turismo di massa mette in pericolo gli equilibri ambientali?