Un'alternativa all'Oriental, che è unico, favoloso, ma straborda di europei e pecca a volte di superbia, vi propongo di trascorrere qualche giorno al Westin Banyan Tree di Bangkok. L'albergo non passa inosservato, è il più alto edificio di tutta la Thailandia, un grattacielo post-moderno alto e piattissimo che domina il cielo della capitale proprio come gli alberi da cui prende il nome (il Banyan è il fico del Bengala) che signoreggiano nella giungla. Seduti alla Compass rose lounge del cinquantanovesimo piano, con in mano un bicchiere di succo di ananas o un Martini, sarete al riparo dai rumori, dai gas inquinanti, dal traffico, che fanno di Bangkok una città meravigliosa e impossibile. Sì, l'altezza è uno dei fascini del Westin Banyan Tree. Tutto avviene di giorno sulle nuvole e di notte sulle stelle.
Le camere, o meglio gli appartamentini, visto che sono tutte suites, si affacciano sulla città. Dal letto, aprendo le tende, rischierete di avere le vertigini. Vedrete (ma non sentirete) Toyota e tuk-tuk, i mini-taxi a tre ruote, che sfrecciano lungo il viale Rama IV e Sathorn Road. Da un lato c'è il fiume, dall'altro il centro della città. E se per caso passerete lì il Capodanno, ammirerete i fuochi d'artificio che illuminano ogni angolo della metropoli.
L'albergo è in una posizione strategica non solo per i viaggi d'affari ma anche per le soste dei turisti, che poi proseguono per le acque limpide di Phuket, per le gite in elefante a Chiang-Mai o per i templi della Cambogia. Le luci rosse di Pat-Pong - per chi piacciono - vengono accese ogni pomeriggio e ogni sera ad appena un chilometro di distanza. Un taxi vi porterà in pochi minuti (e per pochi baht) al centro commerciale di Siam square o al palazzo reale.
Sia chiaro: il Westin non è, come l'Oriental, in mezzo al brulichio di persone e di auto, di giocatori di scacchi e venditori di giri fluviali sul Chao Phraya. In compenso, è un'oasi protetta dove il corpo si abbevera e la mente si riposa dopo una giornata frenetica trascorsa ad inseguire tutto quello che c'è da vedere e da fare a Bangkok.
In nessun luogo dell'albergo il concetto dell'oasi è così evidente come al 53° piano dove, tra profumi di incenso e musiche soft, si entra nel Banyan Tree fitness centre, il paradiso dove le antiche tecniche orientali di cura del corpo si sposano con i ritrovati della tecnica. Il tradizionale massaggio (da non perdere il giorno dell'arrivo per meglio superare il jet-lag) viene fatto in una sala che si affaccia sulla città. C'è una palestra hi-tech. Ci sono camere di meditazione e per cure facciali. Invece di una piscina, sulla terrazza di legno del Westin Banyan Tree, sospesa in mezzo a Bangkok, ci sono tre enormi (e piacevoli) jacuzzi a temperature diverse, una tiepida, una calda, una caldissima. E dopo il bagno ci si gode, all'aperto, il panorama, il vento e una bevanda gelata.
Le suites sono arredate con uno stile molto essenziale, elegante ma non pomposo, molto legno, radica, pannelli alla giapponese, senza concessioni al cattivo gusto. La camera da letto è comoda, essenziale; il salottino ha un grande tavolo per lavorare, un armadietto pieno di cancelleria, un altro con la macchina del caffè, e naturalmente poltrone e sofà. Nel bagno ci sono una doccia e una vasca. Si mangia in un ristorante al piano terra, che dà su un giardino alla giapponese, con un ottimo buffet internazionale. Sessanta piani più in alto, al Bai Yun, ci sono tutti i piatti della cucina cinese e un ''dim sum'' all'ora di colazione. E il grande vantaggio, sia dei ristoranti che delle suites del Westin Banyan Tree, è naturalmente che la moneta thailandese, il baht, si è svalutata del 50 per cento nell'ultimo anno. Quindi l'oasi nel cielo è a prezzi da saldo.
Le camere, o meglio gli appartamentini, visto che sono tutte suites, si affacciano sulla città. Dal letto, aprendo le tende, rischierete di avere le vertigini. Vedrete (ma non sentirete) Toyota e tuk-tuk, i mini-taxi a tre ruote, che sfrecciano lungo il viale Rama IV e Sathorn Road. Da un lato c'è il fiume, dall'altro il centro della città. E se per caso passerete lì il Capodanno, ammirerete i fuochi d'artificio che illuminano ogni angolo della metropoli.
L'albergo è in una posizione strategica non solo per i viaggi d'affari ma anche per le soste dei turisti, che poi proseguono per le acque limpide di Phuket, per le gite in elefante a Chiang-Mai o per i templi della Cambogia. Le luci rosse di Pat-Pong - per chi piacciono - vengono accese ogni pomeriggio e ogni sera ad appena un chilometro di distanza. Un taxi vi porterà in pochi minuti (e per pochi baht) al centro commerciale di Siam square o al palazzo reale.
Sia chiaro: il Westin non è, come l'Oriental, in mezzo al brulichio di persone e di auto, di giocatori di scacchi e venditori di giri fluviali sul Chao Phraya. In compenso, è un'oasi protetta dove il corpo si abbevera e la mente si riposa dopo una giornata frenetica trascorsa ad inseguire tutto quello che c'è da vedere e da fare a Bangkok.
In nessun luogo dell'albergo il concetto dell'oasi è così evidente come al 53° piano dove, tra profumi di incenso e musiche soft, si entra nel Banyan Tree fitness centre, il paradiso dove le antiche tecniche orientali di cura del corpo si sposano con i ritrovati della tecnica. Il tradizionale massaggio (da non perdere il giorno dell'arrivo per meglio superare il jet-lag) viene fatto in una sala che si affaccia sulla città. C'è una palestra hi-tech. Ci sono camere di meditazione e per cure facciali. Invece di una piscina, sulla terrazza di legno del Westin Banyan Tree, sospesa in mezzo a Bangkok, ci sono tre enormi (e piacevoli) jacuzzi a temperature diverse, una tiepida, una calda, una caldissima. E dopo il bagno ci si gode, all'aperto, il panorama, il vento e una bevanda gelata.
Le suites sono arredate con uno stile molto essenziale, elegante ma non pomposo, molto legno, radica, pannelli alla giapponese, senza concessioni al cattivo gusto. La camera da letto è comoda, essenziale; il salottino ha un grande tavolo per lavorare, un armadietto pieno di cancelleria, un altro con la macchina del caffè, e naturalmente poltrone e sofà. Nel bagno ci sono una doccia e una vasca. Si mangia in un ristorante al piano terra, che dà su un giardino alla giapponese, con un ottimo buffet internazionale. Sessanta piani più in alto, al Bai Yun, ci sono tutti i piatti della cucina cinese e un ''dim sum'' all'ora di colazione. E il grande vantaggio, sia dei ristoranti che delle suites del Westin Banyan Tree, è naturalmente che la moneta thailandese, il baht, si è svalutata del 50 per cento nell'ultimo anno. Quindi l'oasi nel cielo è a prezzi da saldo.