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Il tempio delle sorprese

In Cambogia alla scoperta del tempio Angkor Wat, il più grande del mondo.

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Nella cittadina cambogiana di Skun i ragni imparano a toccarli e a mangiarli fin da bambini. A settantacinque chilometri dalla capitale Phnom Penh, Skun è famosa nel mondo per accogliere i suoi visitatori in maniera molto originale: alle porte della città sorge un mercato di ragni. Contenuti in grossi recipienti i ragni vengono mantenuti freschi fino al momento della frittura che avviene in pentoloni di olio bollente e poi offerti ai visitatori. I turisti occidentali non sempre accettano di buon grado l'usanza. La frittura dei ragni è uno dei tanti sistemi adottati dai cambogiani per aumentare la curiosità per la Cambogia con l'evidente intento di aumentare il flusso turistico Il turismo per i cambogiani significa benessere e il benessere, lentamente, comincia ad affermarsi in alcune città. Come nella capitale Phnom Penh o come a Seam Reap, la porta di porta di Angkor. Un luogo magico, patrimonio dell'Unesco,  che vale la pena conoscere. I templi dell'area di Angkor sono oltre un migliaio, alcuni ridotti a macerie ma altri sono semplicemente fantastici. La visita d'obbligo è per il tempio Angkor Wat  il monumento religioso più grande del mondo. Il tempio fu fatto costruire dal re Suryavarman II: volle  che la gigantesca costruzione partisse da 4 lati contemporaneamente, cosicché fu completata in meno di 40 anni. Potrebbe trattarsi di un mausoleo un luogo dove il re avrebbe potuto essere venerato dopo la morte. Infatti, l'entrata principale è situata ad ovest, come nei templi funerari, e non ad est, come consuetudine per i templi indù. Il tempio è a forma di rettangolo, lungo circa 1,5 km. da ovest a est e 1,3 km. da nord a sud; all'interno del fossato che circonda completamente il muro perimetrale di 3,6 km vi sono tre gallerie rettangolari, costruite una sopra l'altra. Al centro del tempio si trovano cinque torri. E' diventato il simbolo della Cambogia ed appare sulla bandiera nazionale. Dal 1990 Angkor Wat ha visto rinascere gli sforzi per la conservazione. Il turismo ha anche fornito dei fondi aggiuntivi per la manutenzione: circa il 28% dei guadagni dai biglietti d'ingresso di tutto il sito di Angkor viene speso nel tempio.
  Ma le sorprese per questo tempio non finiscono qui. Tracciando una nuova mappa con l'aiuto anche dei radar della Nasa, alcuni  ricercatori hanno "rivisto" le dimensioni di quella che fu la capitale dell'impero khmer dal nono al sedicesimo secolo: la sua superficie si estendeva su un'area di circa 3.000 chilometri quadrati ed ospitava una popolazione di un milione di persone. Secondo gli autori di uno  studio  pubblicato sui Pnas, la rivista dell'Accademia nazionale delle Scienze americana si tratta di un 'immensa metropoli, nata e sviluppatasi su un sistema idraulico complesso, nel cuore della foresta tropicale: quello che sorgeva anticamente intorno al tempio di Angkor Vat, in Cambogia, capolavoro dell'architettura khmer e oggi patrimonio dell'umanità, era il più grande insediamento urbano dell'epoca preindustriale, almeno tre volte più vasto di quanto si era creduto finora. Il tutto grazie a un'avanzatissima rete idraulica, che permetteva di conservare l'acqua per utilizzarla nelle stagioni secche, arrivando anche a deviare il corso di un fiume, il Siem Reap, facendolo arrivare fino al cuore dell'insediamento. Ma lo stesso miracolo di ingegneria idraulica che permise alla città di fiorire e prosperare nei secoli, fu, con ogni probabilità, anche causa della sua rovina. Divenne ingestibile e ciò, sommato alla sovrappopolazione e all'eccessiva deforestazione, portò al collasso dell'intero sistema.