Viaggi

Incappucciati a Chieti

In occasione del Venerdì Santo, 10 aprile, una delle celebrazioni più emozionanti e sentite di tutta Italia: per le vie della città il corteo incappucciato delle antiche Confraternite

2 minuti di lettura
Nemmeno la minaccia delle truppe tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale riuscì a fermarla: una devozione ardente che affonda le sue radici in oltre mille anni di storia, una suggestione che si ripete intatta e ininterrotta da secoli, un rito carico di pathos e intima commozione che richiama ogni anno migliaia di fedeli da tutti i paesi.
È la Processione del Cristo Morto di Chieti, una della più antiche e note celebrazioni del Venerdì Santo di tutta Italia,: un rituale che risale all’842 e che testimonia la forza e la bellezza senza tempo delle più autentiche tradizioni abruzzesi.
Curata dall’antica Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti la celebrazione sopravvive da secoli senza interruzione alcuna e rivive ogni anno con la stessa sacra e solenne drammaticità delle origini, unendo alla partecipazione spirituale la possibilità di contemplare vere e proprie opere d’arte.
Come da tradizione, al primo calar dell’imbrunire, per le vie della città illuminate dalla fiamma di alti tripodi e dai ceri di migliaia di fedeli, avanzano in corteo i simboli della Passione, splendide statue lignee del 1855 che richiamano gli avvenimenti salienti della Via Crucis del Cristo: il gallo, l’angelo, la scala, le tenaglie, le lance, la borsa e la Croce appena sbozzata.

Drappi di seta dai balconi e dalle finestre affacciate lungo il percorso incorniciano il procedere cadenzato degli appartenenti alle diverse Confraternite, ciascuno incappucciato e con indosso l’abito del proprio sodalizio.

Un quadro di indescrivibile fascino cui fulcro è il Cristo Morto portato a spalla dagli incappucciati dell’Arciconfraternita della Buona Morte: una splendida opera d’arte del Seicento ricoperta da un preziosissimo e antico velo bianco e adagiata su una bara avvolta da un panno di velluto nero ricamato in oro.

Segue a pochi passi la statua della Vergine Addolorata rivestita con abito di seta nera rimato a fili dorati, anch’essa vero e proprio capolavoro artistico.

A riempire l’aria il Miserere del maestro teatino Saverio Selecchy, composto tra il XVIII e il XIX secolo: una struggente melodia cantata esclusivamente da voci maschili e accompagnata dal suono di centocinquanta violini, in un connubio di potenza corale e dolcezza melodica che lascia senza fiato per la sua commovente e tragica bellezza.

La storia testimonia che nemmeno le più avverse condizioni meteorologiche hanno mai fermato la Processione del Cristo Morto, che nel corso dei secoli ha sempre avuto luogo sebbene, in alcuni casi, secondo percorsi più brevi.
Memorabile la celebrazione del 1944 quando le truppe di occupazione tedesca tentarono di rastrellare gli uomini che vi avevano devotamente preso parte nonostante il pericolo e che riuscirono poi a dileguarsi quasi tutti attraverso le uscite della cattedrale di Chieti.

 
La Provincia di Chieti, si affaccia sull’Adriatico con circa 70 Km di costa e con un’estensione di circa 2586 Kmq, essa rappresenta il cosiddetto “Abruzzo Citeriore”, ed è compresa tra la provincia di Pescara e il Molise, da cui è separata rispettivamente dal fiume Pescara e dal fiume Trigno. Con un territorio montuoso e collinare popolato di fiorenti cittadine e caratteristiche borgate, si estende dalla ciclopica bastionata della Maiella fino al mare Adriatico, da cui è bagnata a nord-est. È una terra che si divide tra passato e presente e vanta il privilegio di possedere, in un medesimo ambito territoriale, un’incredibile varietà di risorse che vanno dalle riserve naturali ai santuari e ai centri storici, dalle aree archeologiche alle colline, alle campagne, alla montagna. Un forte mix di Natura, Archeologia, Gastronomia, Tradizioni religiose. Lo si definisce un “territorio mosaico”, a cominciare dal suo aspetto geografico perché in pochi chilometri si passa dal litorale marino alle cime dell’Appennino centro-orientale, in un continuo saliscendi fra valli parallele e campagne raramente pianeggianti.
Per informazioni:
 
Provincia di Chieti
Tel. +39 0871 4082238
fax +39 0871 322393
www.provincia.chieti.it