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Napoli

Il teatro delle passioni

Alla rinascita del quartiere Scampia contribuiscono l'arte e lo spettacolo. Lo dimostra il progetto culturale Punta Corsara. I Viaggi

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Punta Corsara non è il nome di un luogo lontano, teatro di avventure. È invece, più semplicemente (o più ambiziosamente), il nome di un progetto culturale. Dove l'avventura viene vissuta, giorno per giorno, da un gruppo di persone che lavorano al progetto e che ne sono in vario modo coinvolte, con le difficoltà incontrate e ancora da incontrare, con le soluzioni trovate per arrivare dove si è arrivati e quelle che ancora bisogna cercare per continuare.

Punta Corsara, per essere ancora più precisi, è il progetto triennale (2007/2009) promosso dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Rachele Furfaro, assegnatario del finanziamento Stato-Regione tra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Regione Campania. L'idea nasce da Arrevuoto, esperienza teatrale e pedagogica iniziata nel 2006, che il Mercadante Teatro Stabile di Napoli ha immaginato e realizzato con Marco Martinelli, regista del Teatro delle Albe di Ravenna, intuendo l'entusiasmo dei giovani non attori napoletani e mescolando il centro della città con Scampia, la periferia.

Già per quanto accadeva allora, si riuscì a ottenere la riapertura dell'Auditorium di Scampia, spazio molto grande, inglobato nel complesso architettonico della Municipalità VIII, costruito vent'anni fa e praticamente inutilizzato. Punta Corsara non poteva che ripartire da qui, dalla guida artistica di Martinelli e dall'Auditorium di Scampia: il progetto ne prevede la ristrutturazione. I lavori si concluderanno entro il 2009. Il gruppo di lavoro di Punta Corsara crede che questo sia uno degli obiettivi più importanti da raggiungere: si tratta di lasciare un luogo reale, duraturo, di vita possibile per Scampia soprattutto, ma non solo per Scampia. Intanto Punta Corsara, in Auditorium, ha organizzato una prima breve stagione teatrale, da febbraio a giugno dell'anno scorso.

Da Morganti agli amici di Scena Verticale, da Scimone e Sframeli a Danio Manfredini, fino a Alfonso Santagata e il suo debutto nazionale con le Animenere, dal romanzo di Giuseppe Montesano, proprio a Scampia. La gradinata in teatro si è riempita, il pubblico del centro, attori, insieme a ragazzi e adulti del quartiere, rom e napoletani. Questa prima esperienza ha dimostrato le potenzialità dell'Auditorium, di un luogo verso cui comincia a nascere un senso di appartenenza. Quest'anno si tenta la stesso esperimento. Alla seconda stagione teatrale di Scampia, e al senso intero del progetto, hanno aderito le Albe con tre spettacoli da rappresentare tra teatro, scuole e chiese del quartiere, Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza, Marco Paolini e i Mercanti di Liquore, di nuovo Danio Manfredini, i Motus con la quarta tappa del progetto X (ics) Racconti crudeli della giovinezza, nata da una residenza a Scampia e alla Sanità, 7 giovani compagnie scelte da Punta Corsara insieme al gruppo delle Altre Velocità per tracciare una proposta di nuovo teatro e poi, ormai da tradizione, gli spettacoli di Arrevuoto.

Per creare una rete di partecipazione, si è lavorato non solo in Auditorium e non solo con il teatro. La Rassegna Itinerante si è svolta di domenica pomeriggio all'aperto. Dai burattini di Adrian Bandirali nella Baracca Scola Jungla, sede delle attività dell'Associazione Chi Rom... e chi no nel campo rom di Via Cupa Perillo, alle pallottole circensi dei Tony Clifton Circus nel Monterosa. Dagli attori sui trampoli del Teatro Tascabile di Bergamo tra le dune verdi della Villa Comunale a Ascanio Celestini, che ha raccontato le sue fiabe nel campetto del Monterosa. Questi angoli di Scampia sono diventati palcoscenici ideali perché spontanei.

L'idea sembrerebbe quella buona ma richiede tempo. Sulla durata e sulla costanza, si muovono anche i laboratori pedagogici, fondamentali in un quartiere come Scampia che è pieno di giovani. La possibilità di unire la socialità all'espressione, una tecnica e un'invenzione, avere un maestro e divertirsi, arrivare a un risultato artistico. Questo accomuna il lavoro svolto dagli operatori napoletani che conducono i laboratori nelle scuole e nell'Auditorium di Scampia. Come per gli spettacoli, anche queste attività hanno restituito il senso di un luogo vissuto ora più di prima, dove si può andare perché qualcuno prova a renderlo animato dalla cultura.

[[ge:rep-locali:repubblica:117039933]]Quest'anno ci saranno il circo, le bande musicali, l'arte urbana, teatro con adulti e anziani, la creazione di un telegiornale d'attualità. Oltre a Scampia, Punta Corsara ha organizzato alcuni progetti nel Casertano. Gigi Gherzi e Anita Mosca hanno lavorato a Villa Literno, con i ragazzi attori di Villa Literno Ensemble, ideando insieme La strada, uno spettacolo grottesco sui mali della loro terra che è stato presentato anche a Casal di Principe, in un teatro nato da terre confiscate alla camorra.

L'esplorazione del Casertano è stata oggetto dell'inchiesta coordinata da Maurizio Braucci e Stefano Laffi con scrittori e fotografi. Sarà pubblicata ad aprile dalla Minimum Fax. Questi sono rivoli, piani paralleli che rimandano a quella rete trasversale di relazioni e collaborazioni di vitale importanza, tanto quanto i luoghi, per un progetto come Punta Corsara, per porre basi anche per il futuro. È una rete che in fondo già sostiene il percorso di formazione ai mestieri dello spettacolo, altro fuoco centrale di Punta Corsara.
 
Attori, organizzatori, registi, tecnici, scenografi tra i più esperti in Italia, che vengono chiamati maestri perché hanno esperienza e attitudine per insegnare a venti giovani borsisti, cosa e come si studia per diventare attori, danzatori, tecnici e organizzatori. Loro sono i corsari, che fanno laboratori per attori, vanno nei teatri a fare i montaggi, girano per festival e affiancano gli organizzatori. Quest'anno saranno pronti, in Auditorium, a portare avanti insieme una stagione. Idealmente a loro e a chi si incontrerà nel percorso, Punta Corsara lascerà un'eredità per la quale si lavora nel presente.

L'autrice dell'articolo è direttrice organizzativa del Progetto Punta Corsara-Fondazione Campania dei Festival