La bussola magnetica
di Pietro PalliniGli indicatori di tipo classico, con le loro rassicuranti lancette, che affollavano il cruscotto dell'aereo hanno ceduto il posto a sei monitor colorati. I Viaggi
Se chi ha avuto, diciamo un ventina d'anni fa, l'occasione di entrare nella cabina di pilotaggio di un aereo di linea, potesse ripetere oggi quella sua visita, molto probabilmente stenterebbe a riconoscere il posto in cui si trova. Tutti gli indicatori di tipo classico, con le loro cifre bianche su quadranti neri e le loro rassicuranti lancette, che affollavano il cruscotto dell'aereo hanno ceduto il posto a sei monitor colorati.
I quattro laterali contengono tutte le indicazioni necessarie al mantenimento di rotta e quota, mentre i due al centro forniscono i dati per controllare lo stato di salute dei motori e degli impianti di bordo. Altri due o tre piccoli schermi più piccoli, in basso, corredati di tastierini alfanumerici, consentono ai piloti di colloquiare con il sistema di navigazione.
La transizione da un tipo di strumentazione all'altro, cominciata nei primi anni novanta, ha causato non poche difficoltà ai piloti formati su aerei tradizionali, con lo scoglio, che per molti si…
I quattro laterali contengono tutte le indicazioni necessarie al mantenimento di rotta e quota, mentre i due al centro forniscono i dati per controllare lo stato di salute dei motori e degli impianti di bordo. Altri due o tre piccoli schermi più piccoli, in basso, corredati di tastierini alfanumerici, consentono ai piloti di colloquiare con il sistema di navigazione.
La transizione da un tipo di strumentazione all'altro, cominciata nei primi anni novanta, ha causato non poche difficoltà ai piloti formati su aerei tradizionali, con lo scoglio, che per molti si…
Se chi ha avuto, diciamo un ventina d'anni fa, l'occasione di entrare nella cabina di pilotaggio di un aereo di linea, potesse ripetere oggi quella sua visita, molto probabilmente stenterebbe a riconoscere il posto in cui si trova. Tutti gli indicatori di tipo classico, con le loro cifre bianche su quadranti neri e le loro rassicuranti lancette, che affollavano il cruscotto dell'aereo hanno ceduto il posto a sei monitor colorati.
I quattro laterali contengono tutte le indicazioni necessarie al mantenimento di rotta e quota, mentre i due al centro forniscono i dati per controllare lo stato di salute dei motori e degli impianti di bordo. Altri due o tre piccoli schermi più piccoli, in basso, corredati di tastierini alfanumerici, consentono ai piloti di colloquiare con il sistema di navigazione.
La transizione da un tipo di strumentazione all'altro, cominciata nei primi anni novanta, ha causato non poche difficoltà ai piloti formati su aerei tradizionali, con lo scoglio, che per molti si è rivelato insormontabile, del dover gestire quantità enormi di dati concentrati in pochissimo spazio. Basti pensare che nei due schermi principali posti davanti a ciascun pilota sono condensate una cinquantina di informazioni diverse che prima andavano raccolte da strumenti sparsi: più che un semplice cambio di abitudini, una vera rivoluzione che tanti non hanno accettato, scegliendo di concludere la loro carriera ai comandi dei sempre più rari aerei “con le lancette”.
Ma ormai, nell'era del cosiddetto glass-cockpit, le algide superfici dei monitor hanno definitivamente soppiantato i vecchi strumenti. Unica sopravvissuta, al centro del parabrezza, la vecchia cara bussola magnetica a lettura diretta, identica a quella dei vecchi aerei e dei piccoli monomotori da turismo. Alla sua spartana semplicità è affidato, con l'ausilio del cronometro, anch'esso passato praticamente indenne attraverso la rivoluzione digitale, l'arduo ma non impossibile compito di trovare la strada di casa se il rutilante armamentario di monitor e schermi dovesse un giorno, ipotesi remota ma non per questo trascurabile, chiudere le trasmissioni.
I quattro laterali contengono tutte le indicazioni necessarie al mantenimento di rotta e quota, mentre i due al centro forniscono i dati per controllare lo stato di salute dei motori e degli impianti di bordo. Altri due o tre piccoli schermi più piccoli, in basso, corredati di tastierini alfanumerici, consentono ai piloti di colloquiare con il sistema di navigazione.
La transizione da un tipo di strumentazione all'altro, cominciata nei primi anni novanta, ha causato non poche difficoltà ai piloti formati su aerei tradizionali, con lo scoglio, che per molti si è rivelato insormontabile, del dover gestire quantità enormi di dati concentrati in pochissimo spazio. Basti pensare che nei due schermi principali posti davanti a ciascun pilota sono condensate una cinquantina di informazioni diverse che prima andavano raccolte da strumenti sparsi: più che un semplice cambio di abitudini, una vera rivoluzione che tanti non hanno accettato, scegliendo di concludere la loro carriera ai comandi dei sempre più rari aerei “con le lancette”.
Ma ormai, nell'era del cosiddetto glass-cockpit, le algide superfici dei monitor hanno definitivamente soppiantato i vecchi strumenti. Unica sopravvissuta, al centro del parabrezza, la vecchia cara bussola magnetica a lettura diretta, identica a quella dei vecchi aerei e dei piccoli monomotori da turismo. Alla sua spartana semplicità è affidato, con l'ausilio del cronometro, anch'esso passato praticamente indenne attraverso la rivoluzione digitale, l'arduo ma non impossibile compito di trovare la strada di casa se il rutilante armamentario di monitor e schermi dovesse un giorno, ipotesi remota ma non per questo trascurabile, chiudere le trasmissioni.