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Aria di festa a Vilnius

E' la capitale europea della Cultura nel 2009. Numerosissimi gli eventi in programma. L'occasione per scoprire la città diventata patrimonio dell'Unesco.

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C'è aria di festa in Lituania, il più grande e il più meridionale dei Paesi Baltici, visitato da circa 30 mila turisti italiani lo scorso anno. Nel 2009 Vilnius assume il ruolo di capitale Europea della Cultura e si celebrano al tempo stesso i mille anni dall'origine del nome del Paese, citato per la prima volta nei monastici Annales Quedlinburgensis. Per questa eccezionale ricorrenza il governo ha stanziato 64 milioni di euro destinati al restauro del patrimonio culturale ed architettonico, allo sviluppo delle infrastrutture, nonchè alla promozione e alla comunicazione del Paese come meta turistica con una previsione di aumento di traffico almeno del 15%.

Le iniziative dureranno tutto l'anno e coinvolgeranno non meno di tre milioni di persone in oltre 300 progetti artistici, culturali e sociali: l'occasione permetterà a molti monumenti, musei e chiese di togliersi la polvere di secoli e presentarsi nello splendore originale. "Storia e cultura dal vivo" è lo slogan di queste manifestazioni che puntano a recuperare un vasto patrimonio finora poco conosciuto e a sottolineare come la Lituania sia stato un crocevia di popoli, che nei secoli hanno plasmato l'identità del Paese con il contributo di tedeschi, polacchi, ebrei, russi, bielorussi, di diverse religioni, tradizioni e attività artigianali e commerciali.

Il programma di Vilnius capitale Europea della cultura 2009 comprende 160 eventi, la gran parte gratuiti, che mirano a stimolare l'interesse ed il coinvolgimento dei turisti non meno che della popolazione residente e dei numerosi emigrati di origine lituana che hanno fatto fortuna negli Stati Uniti e in Europa: non si tratta soltanto di congressi internazionali, ma di mostre nelle accademie delle belle arti e nei musei, musicisti e pittori di strada, maxischermi cinematografici nelle piazze, spettacoli di danza, concerti, teatro, illuminazione notturna laser del centro storico, sculture barocche di ghiaccio.

La visita della Lituania comincia dalla capitale Vilnius. Fin dal XVII secolo la città vanta un notevole patrimonio di architettura barocca: le vie del centro storico anche oggi stupiscono per le numerose antiche chiese che sembrano dame del passato con le larghe gonne dipinte a colori pastello. Nel centro della la città vecchia (Senamiestis), delimitato dai fiumi Neris e Vilnele ed entrato a fare parte del patrimonio dell'Unesco dal 1994 sono talmente tante che il prezzo di una camera dipende da quanti campanili si vedono dalle finestre, secondo un popolare modo di dire.

Se si eccettua qualche concessione al gotico per l'originale chiesa di Sant'Anna con l'annessa basilica dei Bernardini e al bianco neoclassico della cattedrale con il suo curioso campanile staccato che sembra un faro, l'omogeneità di stile del centro ben restaurato di Vilnius è sorprendente: si rivive un'intatta atmosfera barocca lungo la Pilies gatvé la via pedonale che forma l'asse del passeggio da nord a sud, con i migliori negozi, ristoranti e bar e intorno al grande complesso dell'università, fondata come collegio dei Gesuiti nel 1579.

Proprio di fronte un edificio del 1581 che fu residenza dei docenti è stato ristrutturato nell'Hotel Narutis, un ambiente lussuoso di design, con resti di antiche mura e decori nell'interno ricavato dall'unione di più edifici, sormontati da una copertura in vetro. Dalla via principale si diparte un dedalo di viuzze silenziose, illuminato la sera da fanali in ferro battuto: è la zona delle ambasciate e il quartiere più elegante della città. Proseguendo nel passeggio di chiesa in chiesa, tra cui sinagoghe e chiese ortodosse, anche se la Lituania è un Paese profondamente cattolico, si arriva all'ampia piazza di forma triangolare che ospita nel centro dell'antico Municipio, bianca costruzione colonnata del 1799. Questo vivace snodo di traffico cittadino è dominato dall'imponente facciata Art Nouveau dei primi del '900 dell'Hotel Astorija, tra ai migliori della città, e dalla facciata rosa confetto della grande basilica di San Casimiro, prima chiesa barocca della città del 1604, divenuta per contrappasso museo dell'ateismo durante il regime sovietico, ma restituita al culto e riconsacrata nel 1991.

[[ge:rep-locali:repubblica:117040076]]Chi si muove in automobile può prendere in considerazione diversi itinerari per conoscere il territorio lituano, che corrisponde circa a due regioni italiane e si gira senza problemi con buone strade e un collegamento autostradale veloce con la costa del Mar Baltico. E' l'occasione per andare a vedere le spiagge dell'ambra: già Tacito nominava le popolazione baltiche come "popolo dei raccoglitori di ambra". Palanga è la spiaggia più animata della Lituania. Chi ha interessi culturali non potrà trascurare il Museo dell'Ambra, il più importante dei Paesi Baltici, ospitato nel neoclassico palazzo Tyskevicius in mezzo a un grande parco botanico, un polmone verde nel cuore della città: raccoglie una collezione di 25.000 pezzi, molti dei quali unici al mondo.

Da Klaipeda, il principale porto lituano, cinque minuti di traghetto portano alla penisola di Neringa, con le alte dune di sabbia a picco sul mare della laguna dei Curoni, in uno scenario naturale insolito e di grande bellezza. Anche chi ha poco tempo e non ha mezzi di locomozione dovrebbe però effettuare almeno un'escursione fuori Vilnius, in direzione di Kaunas, la "capitale provvisoria" come è soprannominata per essere stata capitale della Repubblica Lituana nel breve periodo tra le due guerre mondiali, quando Vilnius era occupata dai polacchi. Vicino a Kaunas si trova il Museo all'aria aperta, che illustra il folklore e le costruzioni tipiche dei villaggi lituani.

La meta più importante e da non mancare però, raggiungibile anche con la ferrovia o con escursioni guidate da Vilnius, è il castello di Trakai, una costruzione in mattoni rossi e tetti aguzzi da cartolina su un'isoletta circondata dalle acque del lago: è una vera icona del Paese tanto imbiancata di neve d'inverno come sotto il sole estivo. Il castello in posizione assai scenografica, con spalti, torri di guardia e percorso di ronda, si raggiunge passando su ponti di legno e contiene interessanti resti che testimoniamo l'intricata storia del Paese.