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In Austria sulle due ruote

Un itinerario per gli amanti della natura, della cultura mitteleuropea e della storia. È tra le montagne, i laghi, i villaggi non lontani da Bad Ischl, antica città imperiale, dove nacque l’amore fra Francesco Giuseppe e la futura principessa Sissi. Il mezzo  ideale per percorrerlo è la bicicletta
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Va’ dove ti porta il cuore, si potrebbe dire a chi si mette in viaggio lungo la Strada Romantica dell'Austria, l'itinerario cultural-paesaggistico che collega Salisburgo a Vienna attraversando città e regioni tra le più suggestive del Paese. A cominciare dal Salzkammergut, la provincia famosa per l'elevata concentrazione di laghi alpini in cui si specchiano le vette incappucciate dai ghiacciai e deliziosi villaggi-museo. Tra grandi e piccoli se ne contano una settantina, sebbene il più celebrato sia l'Hallstättersee, che il grande esploratore, geografo e naturalista Alexander von Humboldt (1769-1859) non esitò a definire «il più bel lago del mondo».

Da allora sono passati un paio di secoli, ma il panorama è rimasto praticamente immutato. Non sembra forse uscito da una stampa d'epoca, il borgo di Hallstatt, sulla sponda occidentale del lago? Attorno al campanile a punta si stringono i tipici edifici storici in stile gotico, rinascimentale e barocco che sono un repertorio completo…
Va’ dove ti porta il cuore, si potrebbe dire a chi si mette in viaggio lungo la Strada Romantica dell'Austria, l'itinerario cultural-paesaggistico che collega Salisburgo a Vienna attraversando città e regioni tra le più suggestive del Paese. A cominciare dal Salzkammergut, la provincia famosa per l'elevata concentrazione di laghi alpini in cui si specchiano le vette incappucciate dai ghiacciai e deliziosi villaggi-museo. Tra grandi e piccoli se ne contano una settantina, sebbene il più celebrato sia l'Hallstättersee, che il grande esploratore, geografo e naturalista Alexander von Humboldt (1769-1859) non esitò a definire «il più bel lago del mondo».

Da allora sono passati un paio di secoli, ma il panorama è rimasto praticamente immutato. Non sembra forse uscito da una stampa d'epoca, il borgo di Hallstatt, sulla sponda occidentale del lago? Attorno al campanile a punta si stringono i tipici edifici storici in stile gotico, rinascimentale e barocco che sono un repertorio completo, o quasi, dell'architettura alpina. Ma anche il segno di una storia ultramillenaria di cultura e prosperità, come racconta con dovizia di reperti e documenti d'epoca la nuova esposizione del museo cittadino.

Visitandolo si scopre che il paese e la zona circostante fino al monte Dachstein sono Patrimonio Culturale e Naturale tutelato dall'Unesco per il loro elevato valore storico, scientifico e ambientale. Pare infatti che l'area fosse popolata già 7000 anni fa e che furono gli uomini preistorici ad avviare lo sfruttamento dei ricchi giacimenti custoditi nel cuore di queste vallate. Oro? Argento? No, sale. O meglio, salgemma, nell'antichità più prezioso di ogni altro minerale.

Si ritiene che la Salzwelten Hallstatt sia la miniera di sale più antica del mondo, come confermerebbe anche il ritrovamento nel 1734 dell'"uomo nel sale", la salma di un minatore preistorico rimasto vittima di una frana che lo ha preservato, letteralmente "sotto sale", nei secoli. Raggiungibile comodamente in funicolare, la miniera è aperta al pubblico e con effetti di suoni e luci offre visite guidate che sono vere incursioni nel passato e prevedono anche una tappa al lago salino sotterraneo, un enorme bacino di 1400 metri quadrati in cui viene rievocata la storia delle miniere locali.

Dall'Hallstättersee, seguendo il corso del fiume Traun si giunge alla città termale di Bad Ischl. Lungo lo stesso tragitto si snoda anche un tratto della Ciclabile del Salzkammergut, un circuito lungo strade secondarie riservato ai ciclisti. Se Hallstatt nasce come centro minerario, Bad Ischl è invece città imperiale per eccellenza. Le sue Kaiser Therme sono le più antiche dell'Austria e fin dall'inaugurazione nel 1823 sono state la meta delle lunghe villeggiature della Corte imperiale e della nobiltà asburgica. Ma non solo. La stazione termale è passata alla storia soprattutto in quanto teatro del colpo di fulmine tra l'imperatore Francesco Giuseppe e la futura principessa Sissi, una delle più sfolgoranti bellezze dell'Ottocento.

La memoria dei lunghi soggiorni della coppia imperiale è presente praticamente ovunque nella cittadina dall'inconfondibile stile Belle Epoque. Dalla sontuosa Kaiservilla, che domina l'abitato dall'alto della collina ed è tuttora residenza privata degli Asburgo, all'elegante Kurhaus, sede di innumerevoli balli e feste di gala, oggi trasformata in teatro per ospitare gli spettacoli del Festival dell'Operetta, appuntamento culturale di punta dell'estate che è anche un omaggio a Franz Lehàr, uno dei maggiori compositori del genere, che proprio qui scrisse La Vedova Allegra e un'altra ventina di operette.

Il ricordo di Sissi, amante della vita all'aria aperta e, come diremmo oggi, vera fanatica del fitness, si ritrova anche lungo gli itinerari alpini che si snodano tra i pascoli e le cime dei dintorni. Un'escursione molto popolare conduce ai 1415 metri della Katrinalm (raggiungibile peraltro anche in funivia), da cui la vista spazia su un panorama mozzafiato che arriva fino al ghiacciaio del Dachstein.

Del resto tutta la regione è un vero paradiso per gli appassionati di escursionismo che hanno a disposizione una scelta quasi infinita di itinerari di ogni lunghezza e difficoltà. Il più scenografico è certamente il sentiero del Wolfgangsee, 27 chilometri immersi nella natura che seguono il perimetro del lago rivelando a ogni curva scorci incantevoli. Tappe obbligate nei villaggi di Strobl, sulla sponda orientale; St. Gilgen, paese natale della madre di Mozart; e St. Wolfgang, dove si trova l’Hotel Weißes Rössl che ha ispirato la celebre operetta Al Cavallino Bianco.

Chi non se la sentisse di compiere l'intero tragitto a piedi, nella bella stagione può contare sul servizio di battelli che fanno la spola da un borgo all'altro. Arte e sport vanno invece di pari passo lungo le sponde dell'Attersee, il lago più amato da Gustav Klimt che vi trascorse numerose estati ritraendone i panorami su tela. Oggi il sentiero "Klimt am Attersee", attraverso una serie di pannelli posizionati in punti strategici, consente di ripercorrerne le orme e di ammirare gli stessi paesaggi che incantarono l'artista.