Corbu – si faceva chiamare così e soprattutto dagli intimi – al Barbican di Londra fino al 24 maggio. Le Corbusier al Barbican Centre, aperto nel 1982 a un passo dalla cattedrale di Saint Paul e progettato da tre inglesi Chamberlin, Powell & Bonn che, secondo alcuni, nei tratti dell'edificio, si sono ispirati proprio all'architetto svizzero che ha vissuto per tanto tempo a Parigi. La mostra, iniziata qualche giorno fa, ha avuto un successo immediato e inaspettato. Davanti all'entrata c'è sempre la fila. Inaspettato perché Le Corbusier, così stimato in Francia e oggetto di tante polemiche nel resto del mondo, in Inghilterra, sia nel suo periodo di grande successo che negli ultimi anni, non è mai stato tanto considerato. Adesso invece, l'esposizione ha suscitato un nuovo dibattito sul suo interminabile lavoro, sulla sua produzione sterminata. Cento edifici, 170 progetti non costruiti e 75 di urbanistica, 400 pitture a olio, sette affreschi, 200 litografie, 4o tappezzerie, 50 sculture, 20 mobili, 50 libri, seimila disegni autografi e 32 mila degli studi di architettura.
Certo, non c'è tutto questo al Barbican, c'è soltanto una piccola parte del suo lavoro complessivo, progetti, disegni, dipinti. Ma abbastanza per rimettere insieme il suo puzzle creativo e parte della sua teoria tramandata negli anni attraverso l'Unité d'Habitation in Marseille. Un palazzo città tirato su tra il '47 e il '52, un gigante di cemento pensato per ospitare 1600 persone in 337 appartamenti di 23 tipi, single, coppie, famiglie, 98 metri per ogni nucleo e tra un appartamento e l'altro al posto dei corridoi ci sono le strade con i negozi e al posto dei tetti terrazze con piscine... Il progetto di casa modulare che è diventato il soggetto di tantissime imitazioni, anche brutte, peggiori rispetto ai suoi disegni iniziali. Corbu insomma, è estremamente attuale. L'architetto che si considerava un voyer (“Sono un asino che ha l'occhio. Si tratta dell'occhio di un asino che ha capacità di sensazioni. Sono un asino con l'istinto della proporzione. Sono e rimango un visivo impenitente”) e che scriveva su tutto quello che trovava, pacchetti di sigarette, taccuini, biglietti di teatro, ha ancora qualcosa da insegnare.
Se ne volete sapere di più consultate sul sito www.phaidon.com la sintesi dell'ultimo libro che Phaidon ha pubblicato nel mondo “Le Corbusier le grand” con introduzione di Jean Louis Cohen e saggi di Tim Benton. Ci sono i suoi palazzi, i suoi disegni, i suoi quadri. E anche i suoi amori. Uno, sul quale non esistono prove, con Josephine Baker fotografata accanto a lui nel '29.
Certo, non c'è tutto questo al Barbican, c'è soltanto una piccola parte del suo lavoro complessivo, progetti, disegni, dipinti. Ma abbastanza per rimettere insieme il suo puzzle creativo e parte della sua teoria tramandata negli anni attraverso l'Unité d'Habitation in Marseille. Un palazzo città tirato su tra il '47 e il '52, un gigante di cemento pensato per ospitare 1600 persone in 337 appartamenti di 23 tipi, single, coppie, famiglie, 98 metri per ogni nucleo e tra un appartamento e l'altro al posto dei corridoi ci sono le strade con i negozi e al posto dei tetti terrazze con piscine... Il progetto di casa modulare che è diventato il soggetto di tantissime imitazioni, anche brutte, peggiori rispetto ai suoi disegni iniziali. Corbu insomma, è estremamente attuale. L'architetto che si considerava un voyer (“Sono un asino che ha l'occhio. Si tratta dell'occhio di un asino che ha capacità di sensazioni. Sono un asino con l'istinto della proporzione. Sono e rimango un visivo impenitente”) e che scriveva su tutto quello che trovava, pacchetti di sigarette, taccuini, biglietti di teatro, ha ancora qualcosa da insegnare.
Se ne volete sapere di più consultate sul sito www.phaidon.com la sintesi dell'ultimo libro che Phaidon ha pubblicato nel mondo “Le Corbusier le grand” con introduzione di Jean Louis Cohen e saggi di Tim Benton. Ci sono i suoi palazzi, i suoi disegni, i suoi quadri. E anche i suoi amori. Uno, sul quale non esistono prove, con Josephine Baker fotografata accanto a lui nel '29.