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Europa low cost: Parigi

La capitale francese è capace di accogliere e soddisfare ogni tipo di esigenza, ogni curiosità. Itinerari classici e meno battuti. Il Marais

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La Ville Luimière è ormai così “vicina”, che sembra di esserci sempre stati, anche se non è vero. Eppure, ogni volta, anche se si è alla seconda, o quinta visita, sembra sempre la prima volta. Chissà perché. Difficile scegliere un itinerario da seguire che possa essere valido per tutti i gusti. La capitale francese è capace di accogliere e soddisfare ogni tipo di esigenza, ogni curiosità. Per conoscere nel dettaglio le innumerevoli occasioni di svago nei prossimi giorni, si consiglia di acquistare in edicola uno di quei periodici che elencano le iniziative in corso. Tenendoci invece più sul tradizionale ecco gli itinerari consigliati più tradizionali, tra monumenti e luoghi di interesse artistico.
IL MARAIS
Nella Parigi storica, presa d'assalto dai turisti e vittima della crescita dei prezzi del mercato immobiliare, il Marais rimane stranamente uno dei quartieri più autentici della capitale francese. Differenti comunità - ebraica, asiatica, gay - convivono in un equilibrio fragile, ma estremamente originale, che ricorda la vivacità sociale e culturale della Parigi medievale. In rue Pavée, la più antica strada di Parigi pavimentata in pietra (da qui il suo nome), i ragazzi dell'ortodossa scuola talmudica, al termine delle lezioni corrono a mangiare gustosi falafel nei negozi kosher di rue de Rosiers. Qui siamo al centro della comunità ebraica che in questa zona è insediata dal XIII secolo.

Ma, a pochi metri dal Pletzl, la piazzetta yiddish che rappresenta lo snodo principale del villaggio ebraico, si incontrano gruppi di donne che si danno appuntamento al 3W -  Women with Women - un locale riservato al pubblico femminile. Mentre, proprio di fronte, si aprono le vetrine del bar Adonis che, a partire dalle ore serali, è affollato di giovani gay che danno vita a lunghe notti all'insegna della trasgressione.

È questo oggi il Marais, un piccolo miracolo di convivenza tra comunità diversissime, circondato dai magnifici palazzi aristocratici del Rinascimento. Perché questa antichissima zona di Parigi, che nel Medioevo era costituita da un'enorme palude - Marais significa, appunto, palude - venne edificata come una “ville nouvelle” alla fine del 1500. E al centro di questa "nuova città" venne costruita la splendida Place de Vosges, inaugurata nel 1612 per il matrimonio tra Luigi XIII e Anna d'Austria.

Nel quartiere sono state aperte, fin dal 1980, gallerie d'arte contemporanea, come Yvon Lambert in rue Vieille du Temple, Daniel Templon in rue Beaubourg o Emmanuel Perrotin in rue de Turenne, mentre rue Saint Claude sta divenendo il luogo più ricercato per le neonate gallerie d'avanguardie. Non a caso, anche numerosi stilisti hanno deciso di vivere qui, come Christian Lacroix, John Galliano, Alexandre McQueen, Gian Battista Valli.

Fin dai primi anni della rinascita del Marais, lo stilista Azzedine Alaïa ha creato uno spazio "allucinante" in rue de la Verrerie frequentato dalle grandi top model degli anni '80 e '90. In quel periodo si vedevano passeggiare per il Marais Naomi Campbell o Claudia Schiffer, che la sera si davano appuntamento a Le Bains in rue du Bourg-l'Abbé, il club discoteca più à la page di Parigi, frequentato all'epoca da Prince, Lenny Kravitz, Jean Paul Gaultier.

Resta da domandarsi però come convivono questi differenti "tipi umani" C'è chi sostiene che la convivenza è legata a una pacifica indifferenza. "Le comunità si vedono, ma non si frequentano", dice Emmanuel de La Pagerie, vicepresidente di Gaylib, l'associazione degli omosessuali liberali. Altri pensano differentemente. Joseph Atlan, presidente del Beth Hamidrash, centro di studi ebraici ortodossi, sottolinea il cambiamento nello spirito del Marais: "È sempre più difficile per gli studenti della scuola talmudica essere circondati dalla diffusa presenza gay". Al punto che si ipotizza uno spostamento in altra sede dell'antico istituto scolastico ebraico.

E lo stesso Emmanuel de La Pagerie ammette che alcuni omosessuali esibiscono atteggiamenti fortemente provocatori. E basta passare davanti ai locali gay più famosi come il Cox in rue des Archives o il Raid in rue du Temple per avere un'idea della situazione. "Ma - conclude La Pagerie - se il Marais gay può essere talvolta uno zoo, tuttavia non è mai un ghetto". In ogni caso, al di là di definizione più o meno esaustive, è sufficiente allontanarsi 500 metri a nord del quartiere ebraico, verso la rue du Temple, un altro pezzo storico del Marais, per incontrare un'altra comunità. Dove, prima di Napoleone, sorgeva la grande enclave dei Cavalieri Templari - una zona franca nel cuore di Parigi - oggi le quartier du Temple è popolato da una comunità multietnica, formata prevalentemente da arabi e cinesi.


 

PARIGI IN UN GIORNO
Se il tempo a vostra disposizione è piuttosto limitato si consiglia di visitare almeno Notre Dame, Louvre, la Torre Eiffel, l’Arco di trionfo, gli Champs-Élysées, Montmatre. Non si riuscirà certo a vedere tutto questo nei dettagli, ma di sicuro un'infarinatura di tutto per poi approfondire in seguito. La parte più difficile è la visita del Luovre, alla quale vanno dedicate almeno due ore. Il resto dei monumenti scorre via più veloce, se avanza tempo e non si trova coda si salga sulla Torre Eiffel.

PARIGI IN DUE GIORNI
Con un giorno in più aggiungete ai monumenti precedenti anche questi altri: Museo d'Orsay, Conciergerie Sainte Chapelle. E poi un giro nei quartieri Marais e place de Vosges, con un’eventuale serata a teatro. È bene comunque dedicare più tempo al Louvre (3-4 ore) e al museo d'Orsay (2ore). Consigliatissima la salita alla Torre Eiffel (2 ore).

PARIGI IN TRE GIORNI
Questo è ovviamente il periodo migliore per la visita di Parigi. Si potrà così dedicare più tempo ai monumenti ed aggungere ancora qualcosa: Cimitero di Pere Lachais, Parc de la Villette, Opera, Bastille, Crociera lungo la Senna.