La Tunisia, 1300 chilometri di costa, ben 300 giorni di sole all’anno e tre lunghi millenni di storia. Facilissima da raggiungere, grazie ai tantissimi collegamenti aerei giornalieri sia da Roma che da Milano, la Tunisia è nella top ten delle mete più richieste da oltre 650mila turisti Italiani, tra cui 180 mila crocieristi. Perché? Perché riesce a soddisfare le esigenze più diverse. Vediamo come.
Per chi cerca il relax, Tunisia fa rima con talassoterapia, la “cura del mare”. Non è certo un caso che proprio dalla comunità scientifica tunisina provengano i più validi contributi a livello di ricerca e diffusione della talassoterapia e che la Tunisia sia la seconda destinazione mondiale per questo tipo di trattamento. Oltre ai centri talassoterapici tunisini – che sono sottoposti ad una legislazione restrittiva circa il prelevamento e lo stoccaggio dell’acqua, progettazione e gestione delle strutture e formazione del personale – Tunisia vuol dire anche hammam. Solo per darvi un’idea: l’hammam di El-Hamma, a Gabes, riceve più di un milione di bagnanti l’anno.
Molto ricercate anche le terme, quasi tutte in luoghi dal passato millenario.
Da sperimentare il Tempio delle acque a Zaghouan, in prossimità delle terme d’inverno e d’estate di Thuburbo Majus, quelle di Giulia Mummia di Bulla Regia o, ancora, le Terme di Antonino a Cartagine. Per il piacere delle vie respiratorie, sono consigliate, nella Krumiria, le tre sorgenti calde della piccola città di Hammam-Bourguiba, tra Tabarka e Ain Draham; per i reumatismi meglio optare per le sette sorgenti calde di Korbous, nella penisola di Cap Bon o per le terme di Djebel Oust, a 35 km da Tunisi vicino a Zaghouan.
Per gli amanti dell’arte, Tunisia significa tre millenni di siti archeologici: ben sette sono iscritti nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Tappa obbligatoria: l’epica Cartagine, la città dell’amore tra Enea a Didone, di cui oggi potete vedere lo spettacolare Parco archeologico delle terme di Antonino e Il Tophet, una delle principali aree sacre della città punica (VII-II sec. a.C.). Infine, il pezzo forte: la vacanza per chi ama l’avventura. Il deserto, raggiungibile quotidianamente da Tunisi con voli diretti a Tozeur, è davvero una miniera di opportunità.
Da Tozeur, dove potete visitare il museo Dar Cherait ed il parco delle Mille e una Notte, potete trascorrere una notte nell’oasi di Tamerza, attraversare le gole di Selja, tra deserto e canyon, a bordo del treno panoramico “Lezard Rouge” (tragitto di andata e ritorno, con partenza da Metlaoui, è di circa due ore) o sorvolare le oasi a bordo di una mongolfiera.
E poi ancora: potete esplorare le dune di sabbia a bordo di quad, vivere escursioni sul dorso di un dromedario e dormire negli accampamenti berberi; potete praticare lo “speed sail” sul lago salato o trascorrere una notte sotto le tende a Ksar Ghilane, giocare a golf tra le dune del deserto all’Oasis Golf di Tozeur; o, ancora, visitare le case trogloditiche di Mattata (il set di Guerre Stellari): sono abitazioni sotterranee scavate nella sabbia attorno a un profondo cortile centrale a cielo aperto, come quella di Luke Skywalker, lo jedi protagonista.
E potete anche visitare gli Ksour (plurale di Ksar), villaggi fortificati che servivano da rifugio ai berberi contro gli attacchi nomadi. Vi si trovano i ghorfas, granai che servivano da riserva per il grano ma anche da abitazioni rifugio. Famosi quelli di Tataouine, Ksar Haddada e Ouled Soultane. Il periodo migliore per andare nel sud della Tunisia va da fine settembre a fine maggio.
Se andate tra ottobre e dicembre potrete godervi anche il Festival Internazionale del Sahara, tra le bianche dune di Douz: è il luogo di ritrovo annuale dei popoli del deserto, con cavalieri, musicisti e saltimbanchi, e della grande arte dei maestri sellai e delle loro sontuose selle bordate di seta, di fili d’oro e argento, autentico orgoglio dell’artigianato tunisino.
E lì, senza chiudere gli occhi, potrete davvero vivere un sogno da Mille e una notte.
Per chi cerca il relax, Tunisia fa rima con talassoterapia, la “cura del mare”. Non è certo un caso che proprio dalla comunità scientifica tunisina provengano i più validi contributi a livello di ricerca e diffusione della talassoterapia e che la Tunisia sia la seconda destinazione mondiale per questo tipo di trattamento. Oltre ai centri talassoterapici tunisini – che sono sottoposti ad una legislazione restrittiva circa il prelevamento e lo stoccaggio dell’acqua, progettazione e gestione delle strutture e formazione del personale – Tunisia vuol dire anche hammam. Solo per darvi un’idea: l’hammam di El-Hamma, a Gabes, riceve più di un milione di bagnanti l’anno.
Molto ricercate anche le terme, quasi tutte in luoghi dal passato millenario.
Da sperimentare il Tempio delle acque a Zaghouan, in prossimità delle terme d’inverno e d’estate di Thuburbo Majus, quelle di Giulia Mummia di Bulla Regia o, ancora, le Terme di Antonino a Cartagine. Per il piacere delle vie respiratorie, sono consigliate, nella Krumiria, le tre sorgenti calde della piccola città di Hammam-Bourguiba, tra Tabarka e Ain Draham; per i reumatismi meglio optare per le sette sorgenti calde di Korbous, nella penisola di Cap Bon o per le terme di Djebel Oust, a 35 km da Tunisi vicino a Zaghouan.
Per gli amanti dell’arte, Tunisia significa tre millenni di siti archeologici: ben sette sono iscritti nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Tappa obbligatoria: l’epica Cartagine, la città dell’amore tra Enea a Didone, di cui oggi potete vedere lo spettacolare Parco archeologico delle terme di Antonino e Il Tophet, una delle principali aree sacre della città punica (VII-II sec. a.C.). Infine, il pezzo forte: la vacanza per chi ama l’avventura. Il deserto, raggiungibile quotidianamente da Tunisi con voli diretti a Tozeur, è davvero una miniera di opportunità.
Da Tozeur, dove potete visitare il museo Dar Cherait ed il parco delle Mille e una Notte, potete trascorrere una notte nell’oasi di Tamerza, attraversare le gole di Selja, tra deserto e canyon, a bordo del treno panoramico “Lezard Rouge” (tragitto di andata e ritorno, con partenza da Metlaoui, è di circa due ore) o sorvolare le oasi a bordo di una mongolfiera.
E poi ancora: potete esplorare le dune di sabbia a bordo di quad, vivere escursioni sul dorso di un dromedario e dormire negli accampamenti berberi; potete praticare lo “speed sail” sul lago salato o trascorrere una notte sotto le tende a Ksar Ghilane, giocare a golf tra le dune del deserto all’Oasis Golf di Tozeur; o, ancora, visitare le case trogloditiche di Mattata (il set di Guerre Stellari): sono abitazioni sotterranee scavate nella sabbia attorno a un profondo cortile centrale a cielo aperto, come quella di Luke Skywalker, lo jedi protagonista.
E potete anche visitare gli Ksour (plurale di Ksar), villaggi fortificati che servivano da rifugio ai berberi contro gli attacchi nomadi. Vi si trovano i ghorfas, granai che servivano da riserva per il grano ma anche da abitazioni rifugio. Famosi quelli di Tataouine, Ksar Haddada e Ouled Soultane. Il periodo migliore per andare nel sud della Tunisia va da fine settembre a fine maggio.
Se andate tra ottobre e dicembre potrete godervi anche il Festival Internazionale del Sahara, tra le bianche dune di Douz: è il luogo di ritrovo annuale dei popoli del deserto, con cavalieri, musicisti e saltimbanchi, e della grande arte dei maestri sellai e delle loro sontuose selle bordate di seta, di fili d’oro e argento, autentico orgoglio dell’artigianato tunisino.
E lì, senza chiudere gli occhi, potrete davvero vivere un sogno da Mille e una notte.