La creazione (o sarebbe più coerente dire in questa occasione il “varo”?) di nuove rotte, va sempre festeggiata. Anche perché il mondo delle crociere continua a stupire, sia per il crescente interesse dei viaggiatori, sia per la politica dei prezzi. Prezzi, in molti casi, invariati dal 2008. La nuova crociera, anzi le nuove crociere da salutare, sono quelle del Navigator of the Seas, della Royal Caribbean International: la più grande “ammiraglia” che parte dall’Italia per far rotta nel Mare Nostrum. Gli itinerari sono due, Mediterraneo occidentale e Mediterraneo orientale: partono da Civitavecchia e inaugurano una lunga stagione che inizia il 14 giugno e si protrae fino al 27 settembre. Elencare le meraviglie del Navigator fa pensare con tenerezza alle prime navi da crociera a vapore che solcarono l’Atlantico, tra l’America e la Gran Bretagna, dal 1840 in poi. Bastimenti che ebbero anche viaggiatori d’eccezione, come Mark Twain e Charles Dickens. Lo scrittore inglese raccontò, dopo aver viaggiato sul Britannia, di essersi svegliato «per le grida della moglie che trovava continuamnte l’acqua sul pavimento della cabina». E, ancora, che «non si sarebbe meravigliato di vedere davanti a sé Nettuno con il tridente e uno squalo infilzato». Twain, invece, dopo la traversata oceanica sul Gallia del 1879, si lamentò di aver dormito in una cabina che «assomigliava ad una bara».
Quanto tempo è passato da quando si mangiavano a bordo solo carne e pesce essiccati, salati o affumicati, e si beveva, come raccontano i diari di bordo del Britannia, il latte fresco di una mucca portata appositamente sul piroscafo. Oggi, una nave da crociera come il Navigator offre, con prezzi accessibili a tutti, quel lusso immaginato da Jules Verne nel suo romanzo Une ville flottante del 1871, e vissuto, nella realtà di 100 anni fa, solo dai pochi viaggiatori molto ricchi, quelli dei primi «alberghi galleggianti». Così venivano chiamati all’inizio del Novecento i transatlantici, che però, portavano anche, stipati nelle classi inferiori, gli emigranti verso Nuovo Mondo.
Torniamo dunque alle meraviglie (anche gastronomiche) che riserva oggi un gigante del mare come Navigator. La nave da crociera della Royal Caribbean International, offre agli ospiti cinque dining rooms principali (The Nutcracker, Coppelia, Swan Lake, Arabesque, Pirouette), un ristorante più intimo (il Portofino), una steakhouse (la Chops Grill), un wine bar per gli amanti del buon vino (il Vintages Wine Bar), uno Champagne bar, un Cigar bar (il Conoisseur), un pub che ricorda l’Irlanda (il Two Poets), una passeggiata alta 4 piani (la Royal Promenade) su cui si affacciano negozi, boutique, bar e pasticcerie. Se a metà Ottocento, come racconta Mark Twain, l’unico spazio comune per i viaggiatori era una «piccola sala con una stufa per riscaldarsi», un colosso come Navigator propone ogni tipo di intrattenimento: un teatro (il Metropolis per 1.362 spettatori), una sala cinematografica (la Multimedia Screening Room), una discoteca, un jazz club, una biblioteca, un Casinò, spazi per giovani e bambini, una cappella per le funzioni e (perché no?) anche per chi vuole sposarsi a bordo. Nel 1871 Jules Verne, sulla sua città galleggiante, immaginava anche lo sport, che consisteva in «corse tra passeggeri sui ponti di passeggiata»: il suo romanzo visionario è da molto tempo realtà sulle navi da crociera.
E Navigator, in questo campo, soddisfa ogni esigenza. C’è una parete per arrampicata di oltre 60 metri sul mare, tre piscine, un’attrezzatissima palestra, una pista per i pattinatori (lo Studio B che la sera diventa sala spettacoli), un campo da basket, una pista da jogging, un simulatore e un mini-golf da nove buche. Lo scrittore americano David Foster Wallace, qualche tempo fa, intitolò un suo libro satirico, dedicato alle crociere, Una cosa divertente che non farò mai più. Nel testo descriveva il viaggio sulla nave: noioso, popolato di pensionati, con le cabine troppo piccole e gli spettacoli brutti. Da qualche anno quel concetto è stato completamente ribaltato. Le crociere sono sempre più amate da persone di ogni età; le cabine, sono diventate spaziose e arredate come camere d’albergo, gli spettacoli, lo sport e i passatempi sono di prima qualità. E allora, partendo per una crociera, si dovrebbe tornare al sogno della città galleggiante di Jules Verne: «non soltanto una macchina nautica, ma un microcosmo [...] e se esso porta un mondo con lui, un osservatore non si meraviglierà di incontrarvi, come sopra un più vasto teatro, tutte le passioni umane». l
Quanto tempo è passato da quando si mangiavano a bordo solo carne e pesce essiccati, salati o affumicati, e si beveva, come raccontano i diari di bordo del Britannia, il latte fresco di una mucca portata appositamente sul piroscafo. Oggi, una nave da crociera come il Navigator offre, con prezzi accessibili a tutti, quel lusso immaginato da Jules Verne nel suo romanzo Une ville flottante del 1871, e vissuto, nella realtà di 100 anni fa, solo dai pochi viaggiatori molto ricchi, quelli dei primi «alberghi galleggianti». Così venivano chiamati all’inizio del Novecento i transatlantici, che però, portavano anche, stipati nelle classi inferiori, gli emigranti verso Nuovo Mondo.
Torniamo dunque alle meraviglie (anche gastronomiche) che riserva oggi un gigante del mare come Navigator. La nave da crociera della Royal Caribbean International, offre agli ospiti cinque dining rooms principali (The Nutcracker, Coppelia, Swan Lake, Arabesque, Pirouette), un ristorante più intimo (il Portofino), una steakhouse (la Chops Grill), un wine bar per gli amanti del buon vino (il Vintages Wine Bar), uno Champagne bar, un Cigar bar (il Conoisseur), un pub che ricorda l’Irlanda (il Two Poets), una passeggiata alta 4 piani (la Royal Promenade) su cui si affacciano negozi, boutique, bar e pasticcerie. Se a metà Ottocento, come racconta Mark Twain, l’unico spazio comune per i viaggiatori era una «piccola sala con una stufa per riscaldarsi», un colosso come Navigator propone ogni tipo di intrattenimento: un teatro (il Metropolis per 1.362 spettatori), una sala cinematografica (la Multimedia Screening Room), una discoteca, un jazz club, una biblioteca, un Casinò, spazi per giovani e bambini, una cappella per le funzioni e (perché no?) anche per chi vuole sposarsi a bordo. Nel 1871 Jules Verne, sulla sua città galleggiante, immaginava anche lo sport, che consisteva in «corse tra passeggeri sui ponti di passeggiata»: il suo romanzo visionario è da molto tempo realtà sulle navi da crociera.
E Navigator, in questo campo, soddisfa ogni esigenza. C’è una parete per arrampicata di oltre 60 metri sul mare, tre piscine, un’attrezzatissima palestra, una pista per i pattinatori (lo Studio B che la sera diventa sala spettacoli), un campo da basket, una pista da jogging, un simulatore e un mini-golf da nove buche. Lo scrittore americano David Foster Wallace, qualche tempo fa, intitolò un suo libro satirico, dedicato alle crociere, Una cosa divertente che non farò mai più. Nel testo descriveva il viaggio sulla nave: noioso, popolato di pensionati, con le cabine troppo piccole e gli spettacoli brutti. Da qualche anno quel concetto è stato completamente ribaltato. Le crociere sono sempre più amate da persone di ogni età; le cabine, sono diventate spaziose e arredate come camere d’albergo, gli spettacoli, lo sport e i passatempi sono di prima qualità. E allora, partendo per una crociera, si dovrebbe tornare al sogno della città galleggiante di Jules Verne: «non soltanto una macchina nautica, ma un microcosmo [...] e se esso porta un mondo con lui, un osservatore non si meraviglierà di incontrarvi, come sopra un più vasto teatro, tutte le passioni umane». l