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Gilroy, l'aglio made in California

È la manifestazione enogastronomica più importante in Usa. C'è anche l'elezione della Miss, ma non la più bella, solo quella che resiste di più all'alito del fidanzato
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Se si ama l'aglio e se con la scusa che fa bene alla salute lo si tagliuzza su insalate e bruschette anche a costo di ridurre ai minimi termini la vostra sociale, se insomma quando si sente parlare di Piacentino bianco, rosso di Sulmona, Serena e Rosso di Nubia si capisce esattamente di cosa si tratta, allora la California potrebbe essere il posto giusto da visitare: dal 24 al 26 luglio.

La festa del Bulbo. In quei giorni, nella cittadina di Gilroy - la più meridionale delle città della contea di Santa Clara, famosa per la coltivazione dell'aglio - si tiene infatti uno dei festival enogastronomici più importanti d'America, dedicato al bulbo bianco, croce e delizia della cucina. Il Gilroy Garlic Festival giunge quest'anno alla 31esima edizione e quella dell'anno passato, che ha registrato il record di 107mila presenze, ha regalato ai buongustai perle come il gelato all'aglio e le patate fritte aromatizzate.

Gli chef migliori. Ma non si devono immaginare questi tre giorni come una sempl…
Se si ama l'aglio e se con la scusa che fa bene alla salute lo si tagliuzza su insalate e bruschette anche a costo di ridurre ai minimi termini la vostra sociale, se insomma quando si sente parlare di Piacentino bianco, rosso di Sulmona, Serena e Rosso di Nubia si capisce esattamente di cosa si tratta, allora la California potrebbe essere il posto giusto da visitare: dal 24 al 26 luglio.

La festa del Bulbo. In quei giorni, nella cittadina di Gilroy - la più meridionale delle città della contea di Santa Clara, famosa per la coltivazione dell'aglio - si tiene infatti uno dei festival enogastronomici più importanti d'America, dedicato al bulbo bianco, croce e delizia della cucina. Il Gilroy Garlic Festival giunge quest'anno alla 31esima edizione e quella dell'anno passato, che ha registrato il record di 107mila presenze, ha regalato ai buongustai perle come il gelato all'aglio e le patate fritte aromatizzate.

Gli chef migliori. Ma non si devono immaginare questi tre giorni come una semplice sagra mangereccia di paese: qui arrivano ogni anno i migliori chef del mondo, indaffarati a stupire con sorprese e ricette sempre nuove. Tutte ovviamente nel segno del bulbo che secondo il folclore europeo serviva da scaccia-vampiri.

E anche la Miss. Poiché siamo negli States e gli eccessi non mancano mai, durante la manifestazione viene nominata anche Miss Gilroy Garlic Festival, reginetta incoronata, non tanto per l'aspetto fisico, ma sulla base della personale cultura in materia di aglio e del livello di tollerabilità all'odore.

La gara dell'alito
. Uno dei requisiti che orientano il voto della giuria è infatti quello di aver avuto almeno un fidanzato amante del bulbo a spicchi, sopportando il suo alito senza battere ciglio. Nel 2008 è stata eletta l'eroica Ariele Combs, che ha dichiarato di amare quest'alimento almeno quanto il proprio fidanzato.

I volontari. Al di là di maratone di cucina e concorsi paradossali il lato più bello del festival sta comunque nella quantità di giovani che ogni anno vi partecipano e che concretamente lo organizzano con turni di massiccio volontariato. L'edizione dell'anno scorso è stata resa possibile grazie alla collaborazione di ben 150 associazioni no-profit e all'impegno di 4000 volontari.

La storia. L'evento è nato nel 1979 grazie allo spirito di iniziativa di tre amanti dell'aglio, Rudy Melone, Don Christopher e Val Filice: da allora è stata creata la Gilroy Garlic Festival Association, che al festival e all'amore per questo alimento ha anche dedicato un libro di successo.

Il versante solidale. Dietro a quella che sembra un'operazione simpatica e puramente enogastronomica c'è dunque qualcosa di più, dato che l'appuntamento, che in 30 anni ha portato a Gilroy circa tre milioni di persone, serve principalmente a finanziare le associazioni del territorio, e rappresenta una manna per tutti i progetti di volontariato e assistenza che qui vengono organizzati.

La California insomma ha costruito sul bulbo più amato e odiato un impero enogastronomico e culturale invidiabile. E dire che l'aglio, secondo la maggior parte delle ricostruzioni storiche, è originario di Sicilia e Calabria: ma forse per amarlo in modo così appassionato ci voleva un po' di follia made in Usa. Informazioni sul sito