Anacapri, le opere di Arnaldo Pomodoro
La mostra permanente, visitabile da tutti, intitolata, "Rive dei Mari" nell'ingresso del Capri Palace Hotel. È un altorilievo di 36 metri
Anacapri si è presa la sua rivincita. Negletta e snobbata per anni è ora sotto le luci della ribalta. Questo fine settimana arriva il maestro Arnaldo Pomodoro ad inaugurare la sua opera monumentale realizzata per il Capri Palace Hotel&Spa. Intitolata Rive dei Mari, è un altorilievo di 36 metri per 3 in fiberglass con polvere di marmo bianco che corre lungo la parete del camminamento di ingresso dell’albergo.
«È un omaggio al mare. Al mare che conserva dentro di sé il Tempo e la Storia. Da qui la citazione dell'osso di seppia che è un reperto primigenio della natura a cui devo la vitalità e la matericità delle mie superfici», spiega il Maestro, che domani, sabato, incontrerà il pubblico alle 18 al Capri Palace.
Segni archetipi, fossili, grandi conchiglie, strumenti di pesca ed altri elementi che evocano i relitti consunti dal mare compongono l’immensa figurazione. L’opera si aggiunge alla ricca collezione d’arte dell’albergo che si presenta agli occhi degl…
«È un omaggio al mare. Al mare che conserva dentro di sé il Tempo e la Storia. Da qui la citazione dell'osso di seppia che è un reperto primigenio della natura a cui devo la vitalità e la matericità delle mie superfici», spiega il Maestro, che domani, sabato, incontrerà il pubblico alle 18 al Capri Palace.
Segni archetipi, fossili, grandi conchiglie, strumenti di pesca ed altri elementi che evocano i relitti consunti dal mare compongono l’immensa figurazione. L’opera si aggiunge alla ricca collezione d’arte dell’albergo che si presenta agli occhi degl…
Anacapri si è presa la sua rivincita. Negletta e snobbata per anni è ora sotto le luci della ribalta. Questo fine settimana arriva il maestro Arnaldo Pomodoro ad inaugurare la sua opera monumentale realizzata per il Capri Palace Hotel&Spa. Intitolata Rive dei Mari, è un altorilievo di 36 metri per 3 in fiberglass con polvere di marmo bianco che corre lungo la parete del camminamento di ingresso dell’albergo.
«È un omaggio al mare. Al mare che conserva dentro di sé il Tempo e la Storia. Da qui la citazione dell'osso di seppia che è un reperto primigenio della natura a cui devo la vitalità e la matericità delle mie superfici», spiega il Maestro, che domani, sabato, incontrerà il pubblico alle 18 al Capri Palace.
Segni archetipi, fossili, grandi conchiglie, strumenti di pesca ed altri elementi che evocano i relitti consunti dal mare compongono l’immensa figurazione. L’opera si aggiunge alla ricca collezione d’arte dell’albergo che si presenta agli occhi degli ospiti come una vera e propria Art gallery: al Bar degli Artisti ad esempio si sorseggiano drink intitolati a Mirò e a Magritte circondati da opere importanti come l’installazione di Fabrizio Plessi ispirata alla Grotta Azzurra o le grandi tele di Luca Pignatelli.
Ma Anacapri è anche passeggiate e concerti al tramonto: a Villa San Michele ogni venerdì sera fino alla fine di agosto c’è un concerto, dal Jazz alla Classica. Lo scenario è mozzafiato, il programma ben articolato e i biglietti non superano i 15 euro. Più schiva e appartata, Anacapri rappresenta l’altra metà dell’isola, lontana dalla mondanità, dal palcoscenico continuato che è la celeberrima Piazzetta.
Il centro storico, con le tipiche case imbiancate, conserva ancora i silenzi e la propria identità di piccolo borgo: il 28 giugno sfilerà in processione Sant’Antonio, patrono di Anacapri, tra profumi di incenso e petali di fiore di ginestra.
Si incontrano ancora i vecchi artigiani come Antonio Viva che assembla a mano i classici sandali di cuoio. Ma si può anche fare uno shopping alternativo e di tendenza per esempio alla Pop Gallery che propone solo pezzi unici di designer e artigiani del Mediterraneo come il visionario Paolo Sandulli.
A mare si va sugli scogli di Gradola sopra la Grotta Azzurra oppure al Faro di Punta Carena. Ci sono ancora piccole trattorie di tradizione familiare come Da Gelsomina, dove si mangiano le antiche ricette isolane e si può anche pernottare in stanze semplici ma accoglienti.
Da non perdere è l’ascesa al Monte Solaro con la seggiovia: il panorama dilata lo sguardo e il cuore. Il consiglio è scendere a piedi e scoprire l’eremo di Santa Maria a Cetrella e i profumi veri dell’isola.
«È un omaggio al mare. Al mare che conserva dentro di sé il Tempo e la Storia. Da qui la citazione dell'osso di seppia che è un reperto primigenio della natura a cui devo la vitalità e la matericità delle mie superfici», spiega il Maestro, che domani, sabato, incontrerà il pubblico alle 18 al Capri Palace.
Segni archetipi, fossili, grandi conchiglie, strumenti di pesca ed altri elementi che evocano i relitti consunti dal mare compongono l’immensa figurazione. L’opera si aggiunge alla ricca collezione d’arte dell’albergo che si presenta agli occhi degli ospiti come una vera e propria Art gallery: al Bar degli Artisti ad esempio si sorseggiano drink intitolati a Mirò e a Magritte circondati da opere importanti come l’installazione di Fabrizio Plessi ispirata alla Grotta Azzurra o le grandi tele di Luca Pignatelli.
Ma Anacapri è anche passeggiate e concerti al tramonto: a Villa San Michele ogni venerdì sera fino alla fine di agosto c’è un concerto, dal Jazz alla Classica. Lo scenario è mozzafiato, il programma ben articolato e i biglietti non superano i 15 euro. Più schiva e appartata, Anacapri rappresenta l’altra metà dell’isola, lontana dalla mondanità, dal palcoscenico continuato che è la celeberrima Piazzetta.
Il centro storico, con le tipiche case imbiancate, conserva ancora i silenzi e la propria identità di piccolo borgo: il 28 giugno sfilerà in processione Sant’Antonio, patrono di Anacapri, tra profumi di incenso e petali di fiore di ginestra.
Si incontrano ancora i vecchi artigiani come Antonio Viva che assembla a mano i classici sandali di cuoio. Ma si può anche fare uno shopping alternativo e di tendenza per esempio alla Pop Gallery che propone solo pezzi unici di designer e artigiani del Mediterraneo come il visionario Paolo Sandulli.
A mare si va sugli scogli di Gradola sopra la Grotta Azzurra oppure al Faro di Punta Carena. Ci sono ancora piccole trattorie di tradizione familiare come Da Gelsomina, dove si mangiano le antiche ricette isolane e si può anche pernottare in stanze semplici ma accoglienti.
Da non perdere è l’ascesa al Monte Solaro con la seggiovia: il panorama dilata lo sguardo e il cuore. Il consiglio è scendere a piedi e scoprire l’eremo di Santa Maria a Cetrella e i profumi veri dell’isola.