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Mauritius e l'isola di Rodrigues

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«Una paradiso che attende solo di essere visitato», ripetono gli operatori turistici che si occupano dell’isola Rodrigues, uno spicchio di mondo, in mezzo all’Oceano Indiano.

Spiagge incredibilmente belle, coste incontaminate, innumerevoli occasioni per fare sport acquatici ed escursioni, un'atmosfera autentica che si è conservata proprio grazie alla lontananza dalle rotte turistiche consuete: situata a 560 chilometri da Mauritius, cui è collegata da un volo giornaliero (Air Mauritius) e da tre passaggi marittimi settimanali, l'isola di Rodrigues è un mondo davvero incontaminato e tutto da scoprire.

La barriera corallina, che la circonda quasi interamente, forma una splendida laguna color turchese ideale per i sub che vogliano ammirare le bellezze dei fondali, con le più diverse varietà di pesci, tartarughe e magnifiche gorgonie colorate, al largo di Point Coton, Pointe Roche Noire, Pointe Palmiste e …
«Una paradiso che attende solo di essere visitato», ripetono gli operatori turistici che si occupano dell’isola Rodrigues, uno spicchio di mondo, in mezzo all’Oceano Indiano.

Spiagge incredibilmente belle, coste incontaminate, innumerevoli occasioni per fare sport acquatici ed escursioni, un'atmosfera autentica che si è conservata proprio grazie alla lontananza dalle rotte turistiche consuete: situata a 560 chilometri da Mauritius, cui è collegata da un volo giornaliero (Air Mauritius) e da tre passaggi marittimi settimanali, l'isola di Rodrigues è un mondo davvero incontaminato e tutto da scoprire.

La barriera corallina, che la circonda quasi interamente, forma una splendida laguna color turchese ideale per i sub che vogliano ammirare le bellezze dei fondali, con le più diverse varietà di pesci, tartarughe e magnifiche gorgonie colorate, al largo di Point Coton, Pointe Roche Noire, Pointe Palmiste e Baladirou, nei pressi di Pointe aux Cornes.

Le spiagge bianche caratterizzano l’isola di Rodrigues: Pointe Coton, St François, Baladirou e Petit Gravier sono tra i lidi più spettacolari. La costa sudorientale offre occasioni da non perdere a chi ama windsurf e kitesurf, grazie a una laguna di oltre 200 chilometri quadrati (il doppio dell'isola stessa) e al vento costante. Chi poi vuole unire la vacanza attiva alla scoperta delle tradizioni dell'isola potrà vivere un'esperienza unica con una battuta di pesca a bordo delle tipiche piroghe a vela che gli abitanti ancora oggi utilizzano per solcare il mare.

Innumerevoli opportunità di natura e sport vengono offerte anche dall'entroterra, dove è possibile compiere escursioni a piedi e in mountain bike fra foreste di mangrovie, appezzamenti terrazzati e piante autoctone frutto di una tenace opera di salvaguardia dell'ecosistema: fra le zone più belle quella intorno a Mont Limon e Mont Maturin, che offre una splendida vista dall'alto sull'isola.

Tranquillità, splendidi panorami e una natura intatta si possono scoprire anche nei numerosi isolotti che circondano Rodrigues, meta di impedibili escursioni fra panorami mozzafiato e oasi che offrono rifugio a decine di specie di avifauna. Ma a Rodrigues non è solo la natura ad essere incontaminata: grazie alla lontananza dai percorsi consueti, si è conservata intatta anche la tipica cultura creola.

Potrete trovare l'autenticità delle tradizioni nella musica (da non perdere il séga tambour, una versione della danza popolare di impronta africana, come anche le versioni creole dei balli coloniali), nel tipico artigianato che propone manufatti in paglia, foglie di aloe e fibre di cocco ma anche prelibate conserve, in una gastronomia semplice, autentica e saporita, caratterizzata da pietanze squisite come il pollo al miele, le grigliate, i piatti di pesce densi di spezie.

Centro nevralgico dell'isola, che conta circa 10.000 abitanti, è anche il capoluogo, polo delle attività economico-amministrative di Rodrigues. Colpiscono soprattutto il calore e la semplicità della popolazione, per la maggior parte creola: nelle strade della città e attraverso le banchine del porto si respira la serenità di tradizioni antiche, perpetuate nei gesti sapienti dei numerosi artigiani.

Alzarsi presto il mercoledì e il sabato per passeggiare tra i banchi del mercato è un'esperienza che riporta a ritmi di vita dimenticati. Da visitare i numerosi giardini e il bell'edificio coloniale che ora ospita la residenza ufficiale del Commissario dell'isola, nel centro della città.

Mauritius e la sua storia
La Repubblica di Mauritius è un’isola-nazione nell'Oceano Indiano sud- occidentale, a circa 900 km a est del Madagascar, considerata parte del continente Africano. Oltre all'isola principale, la repubblica comprende anche le isole di St. Brandon e Rodrigues (appunto) e le Isole Agalega. Mauritius fa parte delle Isole Mascarene, un arcipelago di origine vulcanica che potrebbe appartenere a una catena sommersa che comprende anche le Seychelles e Réunion, situata 200 km a sud-ovest. Mauritius era già nota ai Malesi e agli Arabi almeno dal X secolo; gli Arabi la chiamavano Diva Harab.

I Portoghesi la scoprirono nel 1505 e la battezzarono Ilha do Cerne ("isola del cigno"), ma l'isola rimase disabitata fino al primo insediamento olandese, nel 1598.

Furono gli Olandesi a darle il nome di Mauritius, in onore del principe Maurizio di Nassau. Cicloni e altri eventi climatici sfavorevoli portarono gli olandesi ad abbandonare l'isola alcuni decenni dopo.

Nel 1715 i francesi ne presero possesso, ribattezzandola Île de France. Conquistata dai britannici nel dicembre del 1810, Mauritius ritornò al suo nome olandese. Il 1° febbraio 1835 l'amministrazione abolì la schiavitù. Nel 1965, i britannici sottrassero a Mauritius l'Arcipelago delle Chagos, che divenne parte del British Indian Ocean Territory. In seguito, il governo di Mauritius sostenne che questa operazione era illegale secondo le leggi internazionali e rivendicò il possesso delle Chagos.

Il paese raggiunse l'indipendenza il 12 marzo 1968, diventando una repubblica nell'ambito del Commonwealth nel 1992. Mauritius è da sempre una democrazia stabile, con elezioni libere e regolari, che rispetta i diritti umani e che attrae ingenti investimenti dall'estero. Possiede uno dei più alti PIL pro-capite di tutta l'Africa.

L'isola è caratterizzata da un altopiano centrale che ha il suo punto più alto nel sudovest a Piton de la Petite Rivière Noire, 828 m slm. Verso nord, l'altopiano degrada dolcemente; verso sud, invece, la discesa verso la costa è ripida. L'isola è ricca di vestigia dell'attività vulcanica passata; due esempi sono il cratere di Trou aux Cerfs (Curepipe) e il lago vulcanico di Grand Bassin.

Quando giunsero i coloni, il terreno era punteggiato da ciottoli lavici; nel tempo sono stati raccolti per lasciar spazio alle coltivazioni, e sono ammonticchiati qua e là in piramidi, soprattutto nei pressi dei campi di canna da zucchero.

Mauritius è nota per la sua eccezionale bellezza naturalistica. Nel suo diario di viaggio Following the Equator, Mark Twain annotò che «si ha l'impressione che sia stata creata prima Mauritius e poi il paradiso, e che il paradiso sia stato copiato da Mauritius». È circondata dalla barriera corallina, che ha prodotto nel tempo la sabbia bianca delle spiagge.

Dato il carattere vulcanico dell'isola, le terre colorate sono probabilmente dovute alle rocce vulcaniche raffreddatesi a diverse temperature e trasformatesi, nel corso degli anni, nelle attuali sabbie colorate.

La fauna
Fra i mammiferi che popolano l'isola si possono citare la mangusta e il cervo di Giava (importato dagli Olandesi per essere usato come preda nelle battute di caccia). Nella zona del Rivière Noire si trovano anche maiali selvatici e macachi.

Numerosissimi sono gli uccelli, sebbene anche in questo caso molte specie siano in pericolo. Il gheppio di Mauritius è un esempio di specie a rischio; il Mauritius Kestrel Conservation Program, fondato nel 1973, sta cercando di salvare la specie. Viene protetto dal MWAF invece il parrocchetto di Mauritius. Sono in pericolo anche il piccione rosa, la coracina di Mauritius, il bulbul nero di Mauritius (bulbul è il nome arabo di "usignolo"), il pigliamosche del paradiso delle Mascarene e l'occhialino di Mauritius.

Sono già estinti, oltre al celebre dodo, il pappagallo nero di Mauritius e il porciglione di Mauritius. Fra le specie invece più diffuse si possono citare il fody rosso del Madagascar, la maina indiana, il tessitore gendarme e soprattutto il bulbul dai mustacchi rossi.

Le acque intorno a Mauritius, con la loro barriera corallina, pullulano di vita; dalle specie che vivono nel reef (pesce pagliaccio, pesce pulitore, gamberetto delle attinie, alle diverse specie di mante (Manta birostris, aquila di mare, torpedine, trigone e Taeniura melanospilos), gli squali (squalo nutrice e pinna bianca) e le murene, oltre agli innumerevoli invertebrati e a qualche rara tartaruga marina.

La più grande riserva naturale di Mauritius è il Black River Gorges National Park, attorno all'area del Rivière Noire, di oltre 3600 ettari. Altre riserve (molte delle quali su isole o atolli attorno a Mauritius) sono Le Pouce, Île Ronde, Île aux Serpents, Île aux Aigrettes, Île Cocos, Île aux Sables e Bois Sec. Vi sono poi una certa quantità di riserve naturali inaccessibili al pubblico, che vengono utilizzate per i programmi di conservazione delle specie.

La letteratura
La letteratura mauriciana è stata a lungo tradizionalista, e ispirata a quella francese. L'opera letteraria mauritana più celebre in assoluto è Paolo e Virginia (Paul et Virginie, 1778) di Bernardin de Saint-Pierre, un romanzo romantico che appartiene alla storia della letteratura mondiale. Ancora in francese scrissero nel XX secolo autori come Loïs Masson (L'étoil et la Clef), Malcolm de Chazal (Petrusmok), Yvan Lagesse, Khal Torabully, semiologo creatore della coolitude e poeta, e altri.

La letteratura in lingua creola fu sostanzialmente fondata dall'opera "pionieristica" di Charles Bassaic (fine del XIX secolo), ma ha conosciuto un vero sviluppo solo a partire dagli anni '70, con autori come René Asgarally (Quand Montagne Pren Difé), Ramesh Ramdoyal (Le Mare Mo Mémoire) e Dev Virahsawmy (La Fimé de Lizié).

Alla letteratura in lingua francese e creola si affiancano anche tradizioni minori, per esempio in hindi (un autore mauritano molto apprezzato anche in India è Abhimanyu Unnuth). Per quanto concerne Mauritius e la storia della letteratura, si può anche ricordare che Baudelaire scrisse a Mauritius la sua prima poesia.