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Brasile, torna la balena 'franca'

Sembrava estinta e invece ha fatto la sua riapparizione al largo di Santa Catarina a sud del paese. Tutti col binocolo ad assistere ad un eccezionale spettacolo della natura

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E’ un vero boom di ecoturisti quello che si sta verificando a Santa Catarina, nel sud del Brasile. Tutti con binocolo e costume per osservare il tenero spettacolo della balena australe che si riteneva ormai scomparsa dalle acque brasiliane in seguito allo sterminio messo a segno nel XVIII secolo dai grandi cacciatori provenienti dalla Azzorre. Tanto che, nel 1995, fu nominata dal governatore di Santa Caterina, “monumento nazionale dello Stato”.

Invece, inaspettatamente, la balena franca australe non solo è ritornata nelle tiepide acque brasiliane ma ha scelto proprio il litorale di Santa Catarina per fare i cuccioli. In tutto il Brasile, il punto migliore per il whale watchin è Praia do Rosa, celebre località a 70 km a sud della capitale turistica Florianópolis ( trecentomila abitanti che si triplicano d’estate), lungo il litorale dello Stato di Santa Catarina. Questo tratto di costa già famoso per gli sport acquatici - è una delle tappe del campionato mondiale di surf (WTC) - e per la grande varietà delle sue bellissime spiagge, da agosto a novembre diventa anche il palcoscenico naturale di uno spettacolo tenero e indimenticabile: osservare le balene che allattano e curano i propri cuccioli prima di lasciarli alle sfide del mare aperto. Nell'Area di Preservação Ambiental nell’ultima stagione ce ne sono state ben 22, con tanto di prole.

Grande 156 mila100 ettari, è la più importante area protetta in cui le balene allevano i loro balenotteri nei primi mesi di vita. Attorno, splendide strutture per accogliere gli amanti dell’ecoturismo e imbarcazioni per il whale watching:. Tutto organizzato per visitare l’area in armonia con la vita dei cetacei, in un momento tanto delicato e intimo della loro fase evolutiva. Perché sono così tanti gli ecoturisti che vogliono vedere la balena franca australe?

La storia di questo cetaceo è davvero affascinante: la caccia fu ufficialmente vietata nell’ormai lontano 1973. Da allora si registrarono solo sporadici avvistamenti non confermati dalla comunità scientifica, che invece riteneva la specie irrimediabilmente estinta dalle acque brasiliane. Ma nel 1982, al largo della costa di Santa Catarina, vennero avvistati una balena adulta e il suo piccolo.

Da questa meravigliosa scoperta nacque il Progetto internazionale balena Franca il cui obiettivo da 27 anni è quello di garantire la sopravvivenza e la ripopolazione della Balena Franca Australe - lunga circa 18 metri, pesa fino a 60 tonnellate - nelle acque del Brasile. In che modo? Creando aree protette ed educando la popolazione alla tutela dell’ambiente marino.

Ecco dunque che nel settembre del 2000 nacque l’Area di Protezione Ambientale della Balena Franca meta ora di tanti turisti. Risultato: nell’incantevole Praia do Rosa, la popolazione di cetacei cresce con un ritmo del 7% e anche il numero degli amanti delle balene che accorrono per assistere a questo spettacolo è aumentato di ben 10 volte rispetto al 2007. Il progetto ha poi partorito anche due splendide realtà molto amate dagli ecoturisti: il Centro Nacional de Conservação da Baleia Franca a Imbituba, dedicato all’educazione ambientale - dove si può ammirare una riproduzione di un balenottero in dimensioni naturali e visitare i laboratori di ricerca - e il bellissimo Museu da Baleia de Imbituba, unico nel suo genere in tutto il Sud America, che sorge proprio dove un tempo si trovava l’ultima stazione baleniera del Brasile.