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Giardini, incanto italiano

Quello della Reggia di Caserta si è guadagnato il titolo di Giardino più bello d'Italia. Ma sono tanti i parchi e i belvedere che meritano una visita 

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Nasceva come piccola oasi di bizzarrie botaniche. Incastonato nel vasto parco della Reggia di Caserta, ma appartato rispetto alla grandiosità dei giochi d’acqua che si ricorrono per oltre due chilometri e mezzo. E’ il delizioso Giardino Inglese, fresco di restauro, che ha conquistato quest'anno il titolo di "Parco più Bello d’Italia", secondo l’ormai storico concorso no-profit dedicato a parchi e giardini promosso da Briggs & Stratton e organizzato con il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, del Fai (Fondo per l’ambiente italiano) e dell’Aiapp (Associazione italiana di architettura del paesaggio).

Verdetto non facile da raggiungere per la giuria di illustri specialisti, che ha dovuto scegliere tra una lista di dieci gioielli dell’arte italiana del verde. Ecco, allora, un viaggio tra i finalisti del premio, a partire dal vincitore.

Lo volle fortemente Maria Carolina di Borbone, moglie di Ferdinando IV, su consiglio arguto di sir William Hamilton, ambasciatore inglese presso il re di Napoli, e soprattutto consorte della fascinosa lady Emma Hamilton (al centro dei pettegolezzi di tutta Europa per la scandalosa relazione con l’ammiraglio Nelson). All’interno del parco, capolavoro del giardiniere di corte l’inglese John Andrew Graefer arrivato a Napoli nel 1786, senza certo rinnegare l’esuberanza di Venere, Diana, Atteone, o delle teatrali vasche e fontane vanvitelliane, la regina voleva qualcosa di più à la page dove creare un orto botanico di rarità esotiche, dove giocare con esemplari unici ed esclusivi come la “Camellia japonica”, che si dice sia la prima pianta di camelia arrivata nel continente e destinata al giardino inglese per volontà di Maria Carolina.

Non a caso, il giardino inglese divenne nell’Ottocento il Real Orto Botanico di Caserta (visitabile dal 18 luglio, tutti i giorni, tranne il lunedì, ad intervalli di un' ora su visita accompagnata, massimo 30 persone).

Si parte dalla Liguria, che sfoggia l’incanto di Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, vicino Genova. Può essere davvero considerato uno dei più interessanti giardini storici a livello europeo, forte del suo parco in stile ottocentesco, geniale nel fondere un’atmosfera romantica tipica dell’epoca con soluzioni sceniche eclettiche da revival storico. I sentieri lungo cui passeggiare offrono sorprese architettoniche neoclassiche, qualche gioco neogotico e soprattutto qualche estrosità cinesizzante (orari: parco 9-19, giardino botanico 9-12.30).

Il Veneto, che già lo scorsa edizione ha portato la vittoria a casa con la splendida Villa Pisani a Stra, quest’anno ha giocato la carta del cinquecentesco Giardino Giusti a Verona, uno scrigno di grotte artificiali, scalee scenografiche, parate di statue e aiuole virtuose, che ha ricevuto una menzione speciale, come scrive la professoressa Azzi Visentini: “Straordinario giardino che si estende su più livelli sul retro del palazzo urbano dei Giusti, superando un'imponente rupe in cui sono state ricavate cinque grotte, dall'apice della quale si gode un'incantevole vista su Verona e dintorni.
Iniziato intorno al 1565 da Agostino, e completato nei decenni successivi dal figlio Giovan Giacomo” (orari: 9-20).

La Toscana spicca con due meraviglie da belvedere. Il Giardino Bardini di Firenze, con la sua grande scalinata barocca scortata da imponenti terrazzamenti di piante ornamentali, che sale allo splendido affaccio sulla città (estate 8:15-19.30, info: 055294883).

E Villa Gamberaia sulle colline di Settignano, da cui si può godere un panorama su Firenze e la valle dell’Arno. Intrisa di storia, vanta meravigliosi giardini “all’italiana” che a suon di giochi d’acqua, fontane, statue, virtuosismi architettonici, hanno affascinato illustri ospiti, a partire dalla scrittrice Edith Warton (9-18).

Tre sono i gioielli del Lazio, che nel 2006 trionfava con la vittoria di Villa d’Este a Tivoli. Villa Lante a Bagnaia, in provincia di Viterbo, capolavoro di giardino “manierista”, un concentrato armonioso ed equilibrato di sorprese, tra terrazzamenti che si svelano gradualmente, tra fontane e giochi d’acqua che appaiono da scorci inattesi, scalinate che si alternano a ballatoi da cui sgorgano zampilli d’acqua, aiuole che si estendono su disegni complessi e fantastici, grottini e statue d’autore. Insomma, uno spettacolo dei sensi. (Via Jacopo Barozzi 71, 8:30-18:30, info: 0761-288008).

Il Castello di Vignanello spicca per la sontuosa eleganza seicentesca del suo parterre, tutto rigore, geometria e proporzione: uno spazio rettangolare segnato da viali ortogonali e suddiviso in dodici riquadri con bordure di bosso, alloro e lauroceraso (10,30-13,30 e 15-18).

Più pittoresco e meno formale appare il Parco di Ninfa a Cisterna di Latina, che sembra un piccolo eco-sistema a sé, con i suoi sentieri quasi spontanei che si insinuano tra torrenti e ruderi antichi, fioriture di stagione e oasi esotiche. Tutto sapientemente curato in nome dell’armonia della vegetazione (primo sabato e domenica del mese).

In Campania ad Anacapri c’è la celebre Villa San Michele, la casa del medico svedese Axel Munte, appassionato d’arte e filantropo, che costruì sui resti di un’antica cappella, in posizione panoramica a strapiombo sul mare. Il suo rigoglioso giardino si articola in lunghi viali coperti da pergolati, dove si aprono angoli raccolti destinati alla meditazione (maggio-settembre, ore 9-18).

E si chiude in Sicilia con il Giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi. Cinque ettari di magnificenza naturale infarcita di ricchezze archeologiche, tra il Tempio dei Dioscuri e il Tempio di Vulcano. E’ affidato al Fondo per l’Ambiente Italiano (luglio-settembre: 10-19). Una curiosità: da quest’anno “Il Parco più Bello” è presente anche su Facebook