Negli abissi per nuotare con gli squali
Cristina NadottiPrende sempre più piede lo sharkwatch. Non è uno sport estremo, ma solo un nuovo modo per conoscere queste specie marine. Le immersioni non sono solo per gli amanti del pericolo. Avvicinare questi animali è possibile anche per i viaggiatori più prudenti
I più audaci possono anche accarezzarli (magari non la specie più pericolosa), gli altri possono decidere di osservarli protetti da una gabbia. Fatto è che, dopo l’osservazione delle balene e il nuoto con i delfini, finalmente anche gli squali ottengono il giusto grado di popolarità e diventano lo scopo per organizzare una vacanza. Con un risvolto non trascurabile per la categoria, visto che molte specie sono in pericolo di estinzione o minacciate, dato che l’attenzione dei turisti li rende più appetibili per l’economia da vivi che da morti.
Lo sharkwatch sta diventando infatti tanto allettante quanto il whale watching e in molti Paesi la macchina organizzativa per portare i turisti a incontrare gli squali si sta affinando.
In attesa che nel Mediterraneo si crei un santuario degli squali simile a quello dei cetacei (ci sono, per esempio, numerosi squali grigi), per nuotare con gli squali bisogna però adattarsi a fare qualche ora di aereo.
Per gli spericolati. Cominci…
Lo sharkwatch sta diventando infatti tanto allettante quanto il whale watching e in molti Paesi la macchina organizzativa per portare i turisti a incontrare gli squali si sta affinando.
In attesa che nel Mediterraneo si crei un santuario degli squali simile a quello dei cetacei (ci sono, per esempio, numerosi squali grigi), per nuotare con gli squali bisogna però adattarsi a fare qualche ora di aereo.
Per gli spericolati. Cominci…
I più audaci possono anche accarezzarli (magari non la specie più pericolosa), gli altri possono decidere di osservarli protetti da una gabbia. Fatto è che, dopo l’osservazione delle balene e il nuoto con i delfini, finalmente anche gli squali ottengono il giusto grado di popolarità e diventano lo scopo per organizzare una vacanza. Con un risvolto non trascurabile per la categoria, visto che molte specie sono in pericolo di estinzione o minacciate, dato che l’attenzione dei turisti li rende più appetibili per l’economia da vivi che da morti.
Lo sharkwatch sta diventando infatti tanto allettante quanto il whale watching e in molti Paesi la macchina organizzativa per portare i turisti a incontrare gli squali si sta affinando.
In attesa che nel Mediterraneo si crei un santuario degli squali simile a quello dei cetacei (ci sono, per esempio, numerosi squali grigi), per nuotare con gli squali bisogna però adattarsi a fare qualche ora di aereo.
Per gli spericolati. Cominciamo dagli incontri più avventurosi, quelli con il grande squalo bianco, il protagonista di "Jaws", quello con la fama di mangiatore di uomini. Il Sudafrica è il posto migliore per organizzare un’immersione, durante la quale sarete calati in una gabbia in mezzo a un branco di Carcharodon carcharias, bestioni di sei metri di lunghezza dal sorriso non proprio accattivante.
È necessario avere una minima esperienza di immersioni e alcuni tour operator (se ne trovano moltissimi sulle coste del Sudafrica) includono nel pacchetto, che comprende la barca al luogo di immersione e l'attrezzatura, anche il dvd personalizzato con il vostro incontro con gli squali. Un buon sito per avere tutte le informazioni e scegliere altre località nel mondo (Bahamas, Messico, Australia, Tanzania, Mozambico) è www.sharkbookings.com .
Per gli amanti del rischio. Chi arriva alle Galapagos, le isole al largo dell’Ecuador, di solito non ha come primo obiettivo quello di vedere gli squali, visto che di animali in giro ce n’è per tutti i gusti. Eppure le isole di Darwin hanno squali particolari, almeno per le credenze locali, che li danno come vegetariani. Le specie di squali che nuotano in queste acque sono circa 15, compresa una endemica detta appunto "squalo delle Galapagos". Sonon carnivori, ma è un dato di fatto che non si sono mai registrati attacchi ai nuotatori, che possono osservarli tranquillamente dalle barche oppure fare snorkeling tra di loro.
La spiegazione più plausibile è che vista l’abbondanza di leoni marini, di cui gli squali si cibano, un essere umano meno grasso e nutriente non sia appetibile.
Una vera chicca per gli amanti del genere è una caverna sottomarina in una isola vicino a Yamagata, in Giappone. Qui vengono a riprodursi gli squali del tipo Triakis scyllium, animali mansueti che non attaccano l’uomo e si lasciano accarezzare dai sommozzatori. La caverna è però profonda ed è necessario essere sub abbastanza esperti.
Per gli ecosostenitori. Lo sharkwatch non è ancora tanto diffuso da aver stimolato la nascita di imprese ecosostenibili, però qualche passo avanti in questo senso si sta facendo. Nelle Filippine, per esempio, a Donsol, si è creata una cooperativa locale (per cui i vostri soldi andranno direttamente alla gente del posto) per l’osservazione degli squali balena. Sono del tutto inoffensivi e molto belli da osservare, tanto che il biologo marino Brad Norman, dell'istituto Ecocean della Murdoch University, nell'Australia occidentale, ha fatto appello a tutti i turisti che ogni anno scelgono di nuotare con questi squali in diverse località del mondo per raccogliere dati sulla specie . Oltre alle Filippine, un ottimo posto per immergersi con gli squali buoni è appunto il Ningaloo Marine Park, in Australia, dove con un po’ di fortuna potrete anche parlare con il biologo Norman.
Per i prudenti. Per chi non vuole rischiare ci sono poi gli acquari. Tra i più belli il Maui Ocean Center, sull’isola di Maui alle Hawaii, dove si può nuotare in mezzo a 20 squali, ma anche il vicino acquario di Cattolica, dove dal 2003 una campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia degli squali comprende anche le immersioni "faccia a faccia" con i predatori dei mari. Non è necessario il brevetto da sub e grazie a un sistema di respirazione possono provare l’emozione anche i ragazzi dai 12 anni in su.
Lo sharkwatch sta diventando infatti tanto allettante quanto il whale watching e in molti Paesi la macchina organizzativa per portare i turisti a incontrare gli squali si sta affinando.
In attesa che nel Mediterraneo si crei un santuario degli squali simile a quello dei cetacei (ci sono, per esempio, numerosi squali grigi), per nuotare con gli squali bisogna però adattarsi a fare qualche ora di aereo.
Per gli spericolati. Cominciamo dagli incontri più avventurosi, quelli con il grande squalo bianco, il protagonista di "Jaws", quello con la fama di mangiatore di uomini. Il Sudafrica è il posto migliore per organizzare un’immersione, durante la quale sarete calati in una gabbia in mezzo a un branco di Carcharodon carcharias, bestioni di sei metri di lunghezza dal sorriso non proprio accattivante.
È necessario avere una minima esperienza di immersioni e alcuni tour operator (se ne trovano moltissimi sulle coste del Sudafrica) includono nel pacchetto, che comprende la barca al luogo di immersione e l'attrezzatura, anche il dvd personalizzato con il vostro incontro con gli squali. Un buon sito per avere tutte le informazioni e scegliere altre località nel mondo (Bahamas, Messico, Australia, Tanzania, Mozambico) è www.sharkbookings.com .
Per gli amanti del rischio. Chi arriva alle Galapagos, le isole al largo dell’Ecuador, di solito non ha come primo obiettivo quello di vedere gli squali, visto che di animali in giro ce n’è per tutti i gusti. Eppure le isole di Darwin hanno squali particolari, almeno per le credenze locali, che li danno come vegetariani. Le specie di squali che nuotano in queste acque sono circa 15, compresa una endemica detta appunto "squalo delle Galapagos". Sonon carnivori, ma è un dato di fatto che non si sono mai registrati attacchi ai nuotatori, che possono osservarli tranquillamente dalle barche oppure fare snorkeling tra di loro.
La spiegazione più plausibile è che vista l’abbondanza di leoni marini, di cui gli squali si cibano, un essere umano meno grasso e nutriente non sia appetibile.
Una vera chicca per gli amanti del genere è una caverna sottomarina in una isola vicino a Yamagata, in Giappone. Qui vengono a riprodursi gli squali del tipo Triakis scyllium, animali mansueti che non attaccano l’uomo e si lasciano accarezzare dai sommozzatori. La caverna è però profonda ed è necessario essere sub abbastanza esperti.
Per gli ecosostenitori. Lo sharkwatch non è ancora tanto diffuso da aver stimolato la nascita di imprese ecosostenibili, però qualche passo avanti in questo senso si sta facendo. Nelle Filippine, per esempio, a Donsol, si è creata una cooperativa locale (per cui i vostri soldi andranno direttamente alla gente del posto) per l’osservazione degli squali balena. Sono del tutto inoffensivi e molto belli da osservare, tanto che il biologo marino Brad Norman, dell'istituto Ecocean della Murdoch University, nell'Australia occidentale, ha fatto appello a tutti i turisti che ogni anno scelgono di nuotare con questi squali in diverse località del mondo per raccogliere dati sulla specie . Oltre alle Filippine, un ottimo posto per immergersi con gli squali buoni è appunto il Ningaloo Marine Park, in Australia, dove con un po’ di fortuna potrete anche parlare con il biologo Norman.
Per i prudenti. Per chi non vuole rischiare ci sono poi gli acquari. Tra i più belli il Maui Ocean Center, sull’isola di Maui alle Hawaii, dove si può nuotare in mezzo a 20 squali, ma anche il vicino acquario di Cattolica, dove dal 2003 una campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia degli squali comprende anche le immersioni "faccia a faccia" con i predatori dei mari. Non è necessario il brevetto da sub e grazie a un sistema di respirazione possono provare l’emozione anche i ragazzi dai 12 anni in su.