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In spiaggia a Budapest e Praga

Sulla scia di Berlino, Londra e Parigi, designer ungheresi hanno realizzato una piattaforma galleggiante sul Danubio nel centro di Budapest, con ombrelloni e lettini. E lungo la Moldava spunta una striscia di sabbia con vista sul castello di Visegrad

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La spiaggia di Parigi ha fatto scuola. A sette anni dall'esordio di Paris plage, tre chilometri di sabbia sulla rive droite della Senna tra il museo del Louvre e il ponte di Sully, oggi le capitali di mezza Europa hanno i loro lidi metropolitani. Ombrelloni e lettini lungo i fiumi o sulle rive di laghi e canali a Berlino, Londra, Madrid, Amsterdam, perfino nella gelida Stoccolma. Con un po' di invidia per chi la spiaggia – quella vera - ce l'ha già. Come Napoli, dove fare il bagno però è quanto meno sconsigliabile.

Quest'estate tocca a Budapest (nella foto), dove due giovani architetti ungheresi, Barbara Szöllõssy and Zsolt Pyka di Urban Landscape Group, hanno trasformato una chiatta di legno che un tempo serviva a trasportare carbone e pietre in una spiaggia galleggiante sul maestoso Danubio, nel cuore della capitale ungherese. Sullo stabilimento balneare mobile, oltre duemila metri quadrati di superficie, non manca nulla: la distesa di sabbia, le sdraio, la piscina da sedici metri, le docce, un cocktail bar aperto anche la sera e uno spazio giochi per i più piccoli. Divertimento e tintarella sono assicurati.

Nel ventesimo anniversario del crollo del muro di Berlino, anche Praga (foto in homepage) conquista il suo posto al sole. Fino al 1989 l'ex zona industriale Smichov era famosa per l'ingombrante monumento dedicato ai carri armati sovietici che liberarono la città dai nazisti, abbattuto durante la "Rivoluzione di velluto". Ora la conoscono tutti per la Casa Danzante dell'architetto americano Frank Gehry e la golden beach sulla riva destra della Moldava: da giugno a settembre praghesi e turisti si stendono al sole sulla spiaggia (500 tonnellate di sabbia bianca), con l'imponente Palazzo di Vysehrad all’orizzonte. Tra feste, piña colada, Cuba libre e cibo tex-mex, d'estate la città di Kafka diventa la capitale della movida in stile brasiliano.