Caldarola, un tuffo nel Medioevo
Laura LarcanArte, visite guidate e degustazione di prodotti tipici. Sono tante le occasioni per riscoprire questo delizioso borgo marchigiano che sorge ai confini dei monti Sibillini
A spasso nel Medioevo tra borghi in festa animati da "giostre" coloratissime, ma anche silenziosi monasteri benedettini che sembrano vigilare vicoli e piazze, vecchi frantoi dove degustare una cucina con menù d’epoca, e castelli pieni di segrete infarciti di aneddoti.
E’ lo scenario che offre Caldarola, antico borgo nel cuore della provincia di Macerata, ai confini con i Monti Sibillini. In occasione della bella mostra "Le stanze del Cardinale", che nel restaurato Palazzo dei Cardinali Pallotta riunisce fino al 12 novembre, sotto la cura di Vittorio Sgarbi, l’intera quadreria del famoso Cardinal Giovan Battista Pallotta, fine collezionista dal gusto assai arguto tanto da comprarsi opere di Caravaggio, Guercino, Guido Reni e Mattia Preti, la cittadina promuove una serie di iniziative per far scoprire le bellezze del suo territorio.
A partire dai sapori, secondo l’autentica tradizione dei ricchi e sfarzosi pranzi dell’epoca. Per tutta l’estate e la du…
E’ lo scenario che offre Caldarola, antico borgo nel cuore della provincia di Macerata, ai confini con i Monti Sibillini. In occasione della bella mostra "Le stanze del Cardinale", che nel restaurato Palazzo dei Cardinali Pallotta riunisce fino al 12 novembre, sotto la cura di Vittorio Sgarbi, l’intera quadreria del famoso Cardinal Giovan Battista Pallotta, fine collezionista dal gusto assai arguto tanto da comprarsi opere di Caravaggio, Guercino, Guido Reni e Mattia Preti, la cittadina promuove una serie di iniziative per far scoprire le bellezze del suo territorio.
A partire dai sapori, secondo l’autentica tradizione dei ricchi e sfarzosi pranzi dell’epoca. Per tutta l’estate e la du…
A spasso nel Medioevo tra borghi in festa animati da "giostre" coloratissime, ma anche silenziosi monasteri benedettini che sembrano vigilare vicoli e piazze, vecchi frantoi dove degustare una cucina con menù d’epoca, e castelli pieni di segrete infarciti di aneddoti.
E’ lo scenario che offre Caldarola, antico borgo nel cuore della provincia di Macerata, ai confini con i Monti Sibillini. In occasione della bella mostra "Le stanze del Cardinale", che nel restaurato Palazzo dei Cardinali Pallotta riunisce fino al 12 novembre, sotto la cura di Vittorio Sgarbi, l’intera quadreria del famoso Cardinal Giovan Battista Pallotta, fine collezionista dal gusto assai arguto tanto da comprarsi opere di Caravaggio, Guercino, Guido Reni e Mattia Preti, la cittadina promuove una serie di iniziative per far scoprire le bellezze del suo territorio.
A partire dai sapori, secondo l’autentica tradizione dei ricchi e sfarzosi pranzi dell’epoca. Per tutta l’estate e la durata della mostra, infatti, i ristoranti del piccolo borgo creeranno tanti diversi menù ispirati al Caravaggio, al Carracci o agli altri artisti in esposizione ispirandosi addirittura alle ricette cinque-seicentesche degne della tavola del Cardinal Pallotta.
Piatti d’autore unici che giocheranno col profumo dello zafferano e delle carni speziate cotte al forno e recuperando gli aromi agrodolci d’ingredienti ormai rari. Dalla tavola alla piazza, Caldarola si diverte ad intrattenere il turista con i suoi monumenti, la collegiata di S. Martino, il piccolo antico teatro "bomboniera", il rincorrersi delle strade che salgono fino al palazzo comunale e al castello Pallotta che sorge sulle ceneri dell’originario castrum feudale.
Ma propone anche uno splendido itinerario fuori le mura, nelle sua terra di castelli, piccoli gioielli di arte in armonia strategica con la natura. Con una passeggiata di due, tre chilometri dal centro storico si può raggiungere subito Croce, fortificazione duecentesca dalla singolare forma a “V”.
Poi spicca in posizione elevata Pievefavera, sorta in epoca romana come stazione di posta, circondata da ben tre cinte murarie con portali a sesto acuto. Splendida e maestosa appare Vestignano (IX - X sec.) considerata oggi un modello esemplare di arte castellare.
E’ qui che si può trovare il “Picciolo di Rame”, un piccolo ristorante all’interno di un frantoio del 1500 tutto pietra e legno dove si può degustare un menù d’epoca.
In ultimo, Valcimarra, che evoca la presenza dei monaci Benedettini nel territorio caldarolese, con il rudere della monumentale facciata della "Abatia Sancti Benedicti de crypta saxi Latronis", che si svela gradualmente tra la vegetazione sospesa su una roccia.
Per gli appassionati di trekking, Caldarola riserba a pochi passi dall’abitato una rete di sentieri immersi nella natura ancora intatta di boschi, fiumi e piccoli laghetti quali il lago di Pievefavera, ideale per il canottaggio e quello di Fiastra.
Da non perdere le terme di Sarnano, le più importanti nelle Marche. Senza dimenticare la vicinanza al Parco Nazionale dei Sibillini con i suoi settantamila ettari di territorio, da godersi col trekking la bicicletta e il cavallo (maneggi a Sarnano e a Serrapetrona) nell’alta valle del fiume Potenza.
Per chi non vuole sfuggire alle tentazioni, può scegliere tra i prodotti tipici locali, come formaggi e salumi (uno per tutti il ciauscolo che ha anche ottenuto l’IGP), gamberi di fiume, selvaggina e funghi.
E per il vino, se il Montaigne nel suo Viaggio in Italia parlava di "un pranzo a Caldarola conclusosi con ottimo vin cotto", si può scegliere tra la Vernaccia, famoso vino spumante naturale rosso, prodotto con vitigno autoctono da uve raccolte tardivamente.
E il Verdicchio di Matelica, oggi è considerato uno dei più grandi vini bianchi d’Europa
E’ lo scenario che offre Caldarola, antico borgo nel cuore della provincia di Macerata, ai confini con i Monti Sibillini. In occasione della bella mostra "Le stanze del Cardinale", che nel restaurato Palazzo dei Cardinali Pallotta riunisce fino al 12 novembre, sotto la cura di Vittorio Sgarbi, l’intera quadreria del famoso Cardinal Giovan Battista Pallotta, fine collezionista dal gusto assai arguto tanto da comprarsi opere di Caravaggio, Guercino, Guido Reni e Mattia Preti, la cittadina promuove una serie di iniziative per far scoprire le bellezze del suo territorio.
A partire dai sapori, secondo l’autentica tradizione dei ricchi e sfarzosi pranzi dell’epoca. Per tutta l’estate e la durata della mostra, infatti, i ristoranti del piccolo borgo creeranno tanti diversi menù ispirati al Caravaggio, al Carracci o agli altri artisti in esposizione ispirandosi addirittura alle ricette cinque-seicentesche degne della tavola del Cardinal Pallotta.
Piatti d’autore unici che giocheranno col profumo dello zafferano e delle carni speziate cotte al forno e recuperando gli aromi agrodolci d’ingredienti ormai rari. Dalla tavola alla piazza, Caldarola si diverte ad intrattenere il turista con i suoi monumenti, la collegiata di S. Martino, il piccolo antico teatro "bomboniera", il rincorrersi delle strade che salgono fino al palazzo comunale e al castello Pallotta che sorge sulle ceneri dell’originario castrum feudale.
Ma propone anche uno splendido itinerario fuori le mura, nelle sua terra di castelli, piccoli gioielli di arte in armonia strategica con la natura. Con una passeggiata di due, tre chilometri dal centro storico si può raggiungere subito Croce, fortificazione duecentesca dalla singolare forma a “V”.
Poi spicca in posizione elevata Pievefavera, sorta in epoca romana come stazione di posta, circondata da ben tre cinte murarie con portali a sesto acuto. Splendida e maestosa appare Vestignano (IX - X sec.) considerata oggi un modello esemplare di arte castellare.
E’ qui che si può trovare il “Picciolo di Rame”, un piccolo ristorante all’interno di un frantoio del 1500 tutto pietra e legno dove si può degustare un menù d’epoca.
In ultimo, Valcimarra, che evoca la presenza dei monaci Benedettini nel territorio caldarolese, con il rudere della monumentale facciata della "Abatia Sancti Benedicti de crypta saxi Latronis", che si svela gradualmente tra la vegetazione sospesa su una roccia.
Per gli appassionati di trekking, Caldarola riserba a pochi passi dall’abitato una rete di sentieri immersi nella natura ancora intatta di boschi, fiumi e piccoli laghetti quali il lago di Pievefavera, ideale per il canottaggio e quello di Fiastra.
Da non perdere le terme di Sarnano, le più importanti nelle Marche. Senza dimenticare la vicinanza al Parco Nazionale dei Sibillini con i suoi settantamila ettari di territorio, da godersi col trekking la bicicletta e il cavallo (maneggi a Sarnano e a Serrapetrona) nell’alta valle del fiume Potenza.
Per chi non vuole sfuggire alle tentazioni, può scegliere tra i prodotti tipici locali, come formaggi e salumi (uno per tutti il ciauscolo che ha anche ottenuto l’IGP), gamberi di fiume, selvaggina e funghi.
E per il vino, se il Montaigne nel suo Viaggio in Italia parlava di "un pranzo a Caldarola conclusosi con ottimo vin cotto", si può scegliere tra la Vernaccia, famoso vino spumante naturale rosso, prodotto con vitigno autoctono da uve raccolte tardivamente.
E il Verdicchio di Matelica, oggi è considerato uno dei più grandi vini bianchi d’Europa