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Maremma, terra di butteri e di cavalli

Compie cent'anni Giovanni Travagliati l'ultimo gaucho toscano. Tante le iniziative dedicate al simbolo di un mondo che sta scomparendo. In concomitanza il festival del cavallo maremmano: un'occasione ghiotta per gli appassionati di turismo equestre

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Giovanni Travagliati è uno degli ultimi sopravvissuti di un mondo scomparso. Il mondo dei butteri, i gauchos della Maremma con i calzoni di fustagno, la giacca di velluto, il cappello nero e il pastrano. Custodi della razza del cavallo maremmano, sveglia all’alba e tutto il giorno in sella, pieni di vita e di storie da raccontare. Travagliati ne possiede a centinaia: quella del brigante che esplose su una mina, delle principesse Corsini che accompagnava a cavallo per la Tenuta, dei soldati tedeschi, dei tanti bracconieri incontrati, di bestie particolarmente prolifiche come quella vacca che un bel giorno partorì nove vitelli.

Domenica 11 ottobre il vecchio buttero celebrerà il suo primo secolo di vita (in realtà il compleanno vero e proprio è stato il 30 settembre) a Marsiliana, in provincia di Grosseto, con una bella festa con tanti parenti e amici come Antonella Monti, che per l’occasione darà alle stampe il libro Cento…nonostante la guazza (Laurum Editrice), sessantaquattro pagine piene di foto inedite provenienti dall’album di famiglia del buttero, scattate dall’autrice e altri fotografi.
 
DAL FOLKLORE AL TURISMO EQUESTRE
Una regione vasta che si affaccia sul mar Tirreno, la Maremma, dai confini difficilmente definibili, con il cuore in provincia di Grosseto e le estremità nei territori di Pisa e Livorno a nord, Viterbo a sud, Siena a est. E una figura, quella del buttero, in via di estinzione. Con le nuove tecniche di conduzione agraria, infatti, con la scomparsa dei latifondi e il declino delle attività legate alla gestione del bestiame a cavallo, l’allevamento brado degli animali è circoscritto a un numero limitato di imprese tra cui l'Azienda Regionale Agricola di Alberese (a Spergolaia, tel +39 0564 407180, info sul sito ), nel parco dell’Uccellina, dove lavorano quattro butteri tra i 30 e i 40 anni.

Fino a ieri c’era il rischio che le tradizioni scomparissero o diventassero un’attrazione folkloristica. Oggi invece, grazie agli appassionati lo stile di monta dei cavalieri maremmani ha saputo trasformarsi in una tecnica ideale per l’equitazione di campagna, il turismo equestre e le competizioni sportive. Il cavallo maremmano, che non serve quasi più a seguire le greggi durante la transumanza, viene impiegato per lo sport e per l'ippoterapia nei centri attrezzati e nelle molte strutture agrituristiche sorte nella zona, in particolare nel Parco Naturale della Maremma e nella zona archeologica di Vulci, dove flora e fauna sono rimaste intatte.

A GROSSETO IL FESTIVAL DEL CAVALLO MAREMMANO
Il cavallo, simbolo della Maremma, è il protagonista del Grosseto Horse Festival, dal 2 al 4 e dall’8 all’11 ottobre. Due gli scenari che faranno da palcoscenico alla manifestazione promossa dal Comune di Grosseto: nel centro storico sfilate in carrozza, dimostrazioni di mascalcia (l’arte dei maniscalchi), battesimo dei pony, degustazioni enogastronomiche, mostre fotografiche, esposizione delle razze bovine ed equine locali. Nel Centro militare veterinario (Cemivet), invece, sulla via Castiglionese, si svolgeranno gli eventi sportivi: il campionato nazionale del cavallo maremmano, manifestazioni equestri, spettacoli della tradizione con i butteri della Maremma grossetana e viterbese: il Gioco della rosa a rodei, sfide, caroselli, gare di salto ad ostacoli, sbrancamenti, concorsi di dressage, prove di attitudine e velocità, dimostrazioni di mercatura dei vitelli. I visitatori potranno salire sulle carrozze per passeggiate nelle vie e piazze cittadine, i più piccoli si divertiranno con i pony.

SULLE ROTTE DELLA TRANSUMANZA
Sabato 3 ottobre convergerà su Grosseto anche il percorso della transumanza. Una rievocazione storica tra natura, storia, tradizione, enogastronomia lungo le vecchie "dogane" dei pastori toscani, le antiche vie di trasferimento stagionale delle greggi dalla provincia di Arezzo a quella di Grosseto, passando per le terre senesi. Non si tratta soltanto di un itinerario di trekking a cavallo o a piedi, ma di un viaggio nella storia e nelle tradizioni rurali dei luoghi attraversati. Il sentiero, agibile tutto l’anno, viene inaugurato in questi giorni con venti cavalieri, cinque giornalisti e esperti storici, un pastore, un gregge di pecore ed una razzetta di puledri. Per percorrere il sentiero della transumanza i cavalieri esperti impiegano circa cinque giorni, altrimenti le tappe diventano almeno sette.

Lungo il tragitto esistono differenti strutture ricettive, che accolgono anche i cavalli. Punto di partenza ideale è il comune di Lucignano nella provincia di Arezzo, in una splendida posizione panoramica tra i boschi al confine con la provincia senese. Uno degli esempi più straordinari di urbanistica medievale per il suo impianto a forma ellittica ad anelli viari circoncentrici, il borgo merita una visita.

Da qui si prosegue per la Diga del Calcione, costruita lungo il corso del torrente Foenna, dove si incontrano l'ippovia del Casentino e l’antico sentiero della transumanza che conduce, attraverso le Terre di Siena, in Maremma e a Grosseto.
Per ulteriori informazioni: Azienda di Promozione Turistica della provincia di Arezzo; il sito dell’APT di Siena e dell’Apt Chianciano Terme Val di Chiana dedicato al turismo a cavallo, il sito dell'Agenzia per il Turismo della Maremma.