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Cultura

Lovanio, gotica modernità

Nella capitale del Brabante, a pochi chilometri da Bruxelles, è stato inaugurato un nuovissimo museo dedicato all'arte fiamminga del Quattrocento E le sue linee moderne si fondono perfettamente con il tessuto antico circostante

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Una città è bella quando riesce mantenere immutate le sue stratificazioni storiche. A Leuven (Lovanio in italiano), capoluogo del Brabante fiammingo a venti minuti da Bruxelles, è stato fatto molto di più: in pieno centro, tra le stratificazioni antiche, è stato appena inaugurato un nuovo museo senza che il tessuto urbano venisse stravolto e senza che i cittadini muovessero critiche.

La città è una delle capitali della pittura fiamminga del Quattrocento: qui vissero Dieric Bouts (1420-1475) e Rogier van der Weyden (1399-1464), autore di una splendida Deposizione conservata al Prado. All´arte fiamminga è dedicato il museo M van Museum Leuven (Leopold Vanderkelenstraat), realizzato dall´architetto locale Stéphane Beel. Si trattava di creare un edificio moderno capace di dialogare con l´architettura medioevale. Beel ha vinto il concorso per il rispetto delle preesistenze: usando come ingresso la facciata di una biblioteca dell´Ottocento e aprendo le pareti verso la città, con vetrate che fanno vedere dall´esterno le opere d´arte e dall´interno scorci urbani come fossero quadri.

La mostra inaugurale (fino al 6 dicembre), è dedicata al maestro Rogier van der Weyden e ai suoi discepoli. All´epoca di van der Weyden risale uno degli edifici più belli di Leuven sul Grote Markt (che ogni weekend si anima con un mercatino di antiquariato): lo Stadhuis (Municipio) in stile gotico, che molti turisti scambiano per una chiesa. La vera chiesa è la cattedrale di San Pietro, sull´altro lato della piazza. È la più antica chiesa cittadina, costruita a partire dal 986.

In un angolo del Grote Markt, la fontana Fonske (Fons Sapientiae) sintetizza l´anima colta e insieme allegra della città: un bambino di bronzo impugna un libro (che evoca la presenza dell´Università Cattolica) e un bicchiere, dal quale sgorga l´acqua. Quell´acqua dovrebbe simboleggiare il sapere ma per tutti rappresenta invece la birra. Sì, perché Leuven, oltre che del sapere, è anche una delle capitali della birra. Qui la produzione iniziò nel Trecento; ci sono la birra Leffe, Vieux Temps, Keizersberg e la Stella Artois che vide la luce nel birrificio Den Horen (il Corno) nel 1366.

L´Oude Markt, in pieno centro, viene chiamato il «bancone più lungo del mondo», per l´alta concentrazione di locali specializzati in birra. L´Università Cattolica di Leuven che vanta splendidi edifici storici, fu fondata nel 1425 e ospitò Erasmo da Rotterdam e Adrian Florenszoon Boeyens (papa Adriano VI). Docenti e studenti risiedono nel Groot Begijnhof (Grande Beghinaggio), Patrimonio Unesco: è il quartiere più antico di Leuven con case che risalgono al Trecento. Il nome, viene dalle "beghine", donne che vivevano qui e prendevano il voto di castità senza dover entrare nei conventi