✕

San Pietroburgo. Il Mariinsky delle polemiche

Divide il nuovo teatro da oltre mezzo miliardo, voluto dal direttore Gergiev e da Putin. Per molti sembra un brutto supermercato. Ma alla vigilia dell'inaugurazione il musicista giura: "Se entrate vi chiuderà la bocca"
3 minuti di lettura
E' costato oltre mezzo miliardo di euro, uno tra i progetti più costosi di sempre per strutture destinate a ospitare cultura. Ma qualcuno lo ha ribattezzato Mariinsky Mall. Divisivo, si direbbe oggi 2.500 chilometri più a Sud di San Pietroburgo, dove il nuovo teatro, nato di fronte al suo storico predecessore omonimo - una struttura di metà Ottocento, a lungo chiamata Kirov nell'era sovietica - e destinato, nei desideri del direttore Valery Gergiev e dello stesso, Pietroburghese doc, Vladimir Putin, a raccoglierne l'eredità.

Detta così. potrebbe essere una di quelle commistioni antico-moderno che stanno facendo rinascere molti centri urbani. L'ennesima icona in una città che già ne annovera molte, dall'Ermitage al Monastero Smolny, dalla Fortezza di Pietro e Paolo alla Cattedrale Kazan: un plus che arriva giusto in tempo per chi la vuole gustare al suo meglio, nelle splendide nottate bianche della stagione del solstizio estivo. Ma come detto, l'opera divide. Se per qualcuno si t…
E' costato oltre mezzo miliardo di euro, uno tra i progetti più costosi di sempre per strutture destinate a ospitare cultura. Ma qualcuno lo ha ribattezzato Mariinsky Mall. Divisivo, si direbbe oggi 2.500 chilometri più a Sud di San Pietroburgo, dove il nuovo teatro, nato di fronte al suo storico predecessore omonimo - una struttura di metà Ottocento, a lungo chiamata Kirov nell'era sovietica - e destinato, nei desideri del direttore Valery Gergiev e dello stesso, Pietroburghese doc, Vladimir Putin, a raccoglierne l'eredità.

Detta così. potrebbe essere una di quelle commistioni antico-moderno che stanno facendo rinascere molti centri urbani. L'ennesima icona in una città che già ne annovera molte, dall'Ermitage al Monastero Smolny, dalla Fortezza di Pietro e Paolo alla Cattedrale Kazan: un plus che arriva giusto in tempo per chi la vuole gustare al suo meglio, nelle splendide nottate bianche della stagione del solstizio estivo. Ma come detto, l'opera divide. Se per qualcuno si tratta di un "raffinato pezzo di modernismo", altri lo hanno bollato come uno shopping center, e anche di quelli brutti. Il nuovo Mariinsky si trova di fronte al vecchio, iconico edificio verde pastello, che negli anni, e in particolare nell'era sovietica, si è conquistato una fama mondiale grazie a compagnie di opera e danza classica di altissimo livello, tanto che il nome Kirov, attribuito nel 1935, in piena era Stalin, e rimosso nel 1992, di fatto sopravvive, almeno quando si parla di orchestra e corpo di ballo. L'edificio di vetro e cemento secondo molti stride con il paesaggio urbano circostante di una città da molti indicata nel gruppo ristretto delle più belle del pianeta, tutto edifici ottocenteschi di rara eleganza. Per non parlare del confronto con il predecessore ed i suoi ornamenti in oro,

Ma Gergiev, direttore d'orchestra tra i più quotati al mondo, capace di capitalizzare la propria fama e il desiderio di Putin di mostrare una Russia ormai in linea con l'Occidente, in particolare da qui ai Giochi Invernali di Sochi 2014, e per questo fautore del progetto da almeno un decennio, assicura che tutte le voci contrarie verranno messe a tacere quando, stasera, tutti potranno ammirare per la prima volta l'interno dell'edificio, che in cifre msura 7.400 metri quadrati, e la sua sala da 2mila posti. "L'inaugurazione del Mariinsky II - ha spiegato Gergiev - riaffermerà e rafforzerà la grande tradizione del teatro, aprendo la strada a un futuro nel quale sarà possibile creare lavori altamente innovativi che fino ad oggi neanche potevamo sognarci. Sono sicuro che fra 25 anni sarà considerato tra i grandi punti di riferimento del paesaggio urbano di San Pietroburgo, oltreché osannato per la qualità della sua acustica e per la sua capacità di stimolare e favorire produzioni di avanguardia".

Stasera, nel frattempo, si comincia con un grande gala, presenti i grandissimi Placido Domingo e Olga Borodina, oltre al violinista Yuri Bashmet. Il gala sarà trasmesso in televisione. Ovviamente non mancherà il n. 1 del Cremlino. 

Ipertecnologico con poche concessioni al passato come il grande lampadario della sala vip, il Mariinsky II è distante anni luce dal suo predecessore, che si distingue per un esterno color verde pastello in tono con il non distante Hermitage ma soprattutto per i suoi interni rosso-oro. Costruito nel 1862, il primo Mariinsky è stato il cuore della vita culturale di San Pietroburgo (che era capitale russa e lo rimase per altri 56 anni). Lo Schiaccianoci di Tchaikowsky e il Boris Godunov di Mussorgsky furono due delle grandi prime assolute della struttura. Ma Gergiev, che nell'era postcomunista ha saputo tenere il Kirov-Mariinsky lontano dagli scandali, al contrario di quanto accaduto al Bolshoi, acquisendo per questo carisma e potere (emblematica la concomitanza tra il gala d'apertura e il 60mo compleanno del direttore) ha usato tutta la sua influenza per rinnovare una struttura che considerava inadeguata.

Un progetto (alla fine firmato dalla Diamond Schmitt Architects di Toronto, Canada) portato avanti non senza difficoltà, a cominciare dall'abbandono di un primo disegno. Il tutto con inevitabile levitazione dei costi, che ha avuto conseguenze anche sul trattamento salariale dei dipendenti - anche se Gergiev nega vi siano state lamentele in tal senso. E gli addetti ai lavori sembrano apprezzare il lavoro svolto. La danzatrice Viktoria Krasnokutskaya è stata tra color che hanno affermato che le dotazioni tecnologiche del Mariinsky II fanno una grande differenza, permettendo cambi di scenografia rapidi e semplici. "Il tutto in un ambient molto luminoso, spazioso e bello".

Come mostrato dalle foto, passerelle e ponti di vetro e ferro collegano i due edifici, separati da un canale. La vista sul Mariinsky ottocentesco dal nuovo, attraverso una parete di vetro, è a dir poco spettacolare. Ovviamente la sala storica non verrà dismessa e continuerà a ospitare eventi. Ma questo non basta a far tacere i contrari. Per costruire il nuovo teatro, creato "a sconvolgere un paesaggio immortalato da Gogol e Dostoyewsky - dicono i detrattori, è stato demolito un intero isolato, ta cui i resti di un mercato lituano tradizionale e il Palazzo della Cultura del primo Piano Quinquennale. "Non solo un errore, ma anche un 'crimine urbanistico' - dice Alexander Margolis, a capo della sezione locale della Società russa per la protezione dei monumenti di interesse storico e culturale".  Alexis Kovalev, deputato del parlamento cittadino, dice che l'edificio è disgustoso. "Non m'interessa quel che c'è all'interno. Gergiev dovrebbe essere licenziato".