Il Tour al Saint-Michel. Cartoline in movimento
Una cronometro come tante. Piatta, con qualche curva, breve (33 km), destinata a essere percorsa a medie elevatissime. Ma con un plus, che sta già facendo la gioia dei fotografi e dei cineoperatori, e sicuramente ha calamitato sul percorso di gara qualche persona cui di pedali e catene non interessa proprio tantissimo. Il traguardo si trova sotto le splendide mura del Mont-Saint-Michel, la splendida isola-non-isola della Normandia, secondo luogo più visitato di Francia dopo la Torre Eiffel, nonché sito Unesco con la sua unica caratteristica di ritrovarsi, solo temporaneamente, in mezzo al mare, durante l'altissima marea, per rimanere per buona parte del tempo a dominare la battigia, con il borgo e l'abbazia medievali. I francesi sono maestri a trasformare le tappe della Grande Boucle in splendide vetrine per le loro più belle e appetibili destinazioni: memorabili le inquadrature televisive a fine tappa o durante. Le loro Alpi sembrano diverse, più belle delle nostre (ahinoi), per non parlare delle riprese aeree delle città - soprattutto quelle del nord -, dominate dalla classica cattedrale gotica (Reims, Amiens, Strasburgo, Rouen e via dicendo). Oggi, poi, sarà un po' come il "vincere facile" della nota pubblicità. E chissa che gli stessi atleti non possano essere in qualche modo distratti, durante la spettacolare marcia di avvicinamento al Mont: fossero i tempi di Malabrocca e Carollo, i due ciclisti italiani che nel primissimo dopoguerra facevano a gara per arrivare ultimi e "vincere" la maglia nera, anche nascondendosi nei campi per lasciare transitare l'avversario, oggi avrebbero un diversivo capace di farli arrivare fuori tempo massimo... Ecco alcune immagini: i reporter francesi si stanno sbizzarrendo fin dalle prime ore, alla ricerca della composizione perfetta ciclista-borgo (hanno ripreso persino i direttori tecnici come Bjarne Rijs, durante la ricognizione) e di scorci che immortalino questa bellissima - anche meteorologicamente - giornata sull'estuario del Couesnon, nella sua "diversità" (è soltanto la seconda volta che il Tour arriva al Mont. Unica nota stonata, oggi, come avviene ormai da inizio giugno, 5 settimane, l'Abbazia è chiusa per sciopero, per l'agitazione dei suoi addetti. Il tutto fa parte di un'annosa "battaglia" che va avanti da anni, da quando cioè è stato smantellato il vecchio parcheggio che consentiva a tutti di lasciare l'auto, nelle fasi di bassa marea, per costruirne uno, arretrato di 2 chilometri, che impedirà l'accumulo di detriti nell'area che separa il promontorio dalla terraferma, salvaguardando il suo status di isola, che era ormai a rischio. Un'amara sorpresa per i moltissimi appassionati e turisti che si trovano da quelle parti in queste ore