Da Stonehenge al deserto Usa, cartoline con stelle
Fotografare le Perseidi. E nella notte del 12 agosto, che, ormai (il fenomeno della caduta di frammenti di cometa ritarda al ritmo di 1,5 giorni al secolo), è diventata, assieme a quella del 13, la migliore per assistere al fenomeno, migliore di San Lorenzo. E' uno di quegli eventi capaci di stimolare i fotografi di ogni angolo del pianeta, ad ogni livello. Ecco allora che i luoghi in apparenza più impensati si ricoprono di cavalletti e attrezzature da migliaia di euro. In realtà, tutto ha una sua logica. E' infatti un'ottima scelta, per ottenere il meglio da un cielo stellato, allontanarsi dai grandi centri urbani: si minimizzano gli effetti dell'inquinamento luminoso. E' poi più che corretto cercare luoghi che non si limitino a offrire uno scenario "piatto". Anche in un deserto, se c'è un qualche albero o arbusto che può essere messo in primo piano, a creare un effetto silhouette, si otterranno immagini meno ovvie del cielo stellato in sé e per sé. Se poi questo "primo piano" è una montagna, o un monumento importante (e se questo non è proprio nel cuore di una città), meglio ancora: ecco allora che luoghi come la mitica Stonehenge, ma anche qualunque rudere medievale abbandonato, o un monastero lontano dal centro, diventano mete ideali per ottenere l'immagine paradosso in assoluto, la "cartolina non banale"