Alamut, Iran. La "casa degli assassini" è un museo open
Immagini dai resti della cittadella di Alamut. Situata a 1800 metri, nel cuore dei Monti Elburz (Iran, provincia di Qazvin), è famosa per essere stata il nucleo della cosiddetta "setta degli assassini". Fondata da Hassan-I-Sabbah nel 1090, la setta si rese tristemente famosa per la sistematica eliminazione fisica dei rivali politici e in generale dei nemici dell'Islam. Gli adepti - i primi addestrati a uccidere in nome della religione di Maometto - venivano addestrati con metodiche che molti considerano dirette progenitrici di quelle utilizzate dagli integralisti odierni: imbottiti di hashish (il nome "assassini", coniato in Occidente specificamente per definire loro, e divenuto poi uno dei tanti modi per definire un omicida, sembrerebbe proprio coincidere con l'arabo per "consumatori di hashish", anche se potrebbe semplicemente significare "uomini di Hassan"), venivano suggestionati al punto di compiere missioni a priori ritenute suicide. La fortezza, di cui rimangono le rovine - Alamut fu distrutta dai Mongoli nel Trecento - è monumento nazionale, oltreché attrazione turistica