Bolivia, nelle terre del vicuña
Bolivia, immagini dalla Apopobamba Nature Reserve, dove ogni due anni la locale popolazione di etnia Aymara procede alla tosatura dei vicuña (vigogne). In questo Paese, il più piccolo camelide dell'America Latina, noto per l'altissimo valore della sua "lana", viene oggi protetto in aree come questa. Fino a pochi anni fa, proprio per il pregio del tessuto (se ne ricavano cappotti, pullover e sciarpe che costano 5 volte le equivalenti di cachemere), l'animale era a rischio estinzione - e in Paesi come l'Ecuador è ancora in pericolo -, facile preda di cacciatori e bracconieri che uccidevano le vigogne per ricavarne il materiale. Oggi, sotto l'egida del governo di La Paz, il tutto viene affidato alle comunità amerinde, che tosano gli animali senza ucciderli, come normalmente avviene per le pecore. In questo gli Aymara - che come si nota da alcune delle immagini usano spesso le moto da enduro, al posto dei cavalli, per radunare e guidare il gregge - arrivano dal vicino villaggio di Ucha Ucha: quest'anno se ne contano circa un centinaio. Il tessuto viene loro acquistato da una sorta di ente monopolista governativo, che lo paga 3-500 dollari al chilo e lo rivende. L'operazione dura 3-4 giorni. Ogni famiglia ricava in media 300 dollari