LA. Le Città invisibili di Calvino si recitano in stazione
Cantano, ballano e recitano un'opera che si intitola "Invisible cities", le città invisibili di Italo Calvino cui il lavoro liberamente si ispira. Come nell'opera dello scrittore italiano, le citta, (nello scritto originale erano luoghi raccontati da Marco Polo al Kublai Khan) sono "luoghi della mente". Per rendere il tutto la pièce creata da Christopher Cerrone 3 anni fa, il regista Yuval Sharon ha scelto un luogo di transito ante litteram, la Union Station, il principale nodo ferroviario di Los Angeles. La formula, poi, è quella dell'opera interattiva. Nella Union c'è un'orchestra, ci sono otto cantanti e sette ballerini, coreografati da Danielle Agami. I vari membri del cast non comunicano necessariamente "a vista" tra loro, ma sono collegati da un sistema di microfoni e auricolari senza fili. Gli stessi strumenti vengono forniti a 200 passanti, che decidono di volta in volta quale delle parti dell'opera vogliono ascoltare, con possibilità di interazione con gli interpreti. Le immagini riprendono le prove generali. La prima è prevista sabato