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Kerala. Dove l'India incontra il mare

Tra i Ghati Occidentali, le piantagioni da tè, il mare e le palme. Alla scoperta dello stato meridionale dei Paese asiatico. Per stupirsi

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Un lembo di terra verde solcato da chilometri di canali, incastonato tra il Mare Arabico e la catena montuosa dei Ghati Occidentali, questo è il Kerala, gioiello dell'India meridionale. Uno stato dalla natura rigogliosa, celebre per le sue piante da cocco e, soprattutto, per le sue piantagioni di tè, caffè e cardamomo. Uno stato nato, secondo una leggenda, dopo che Parashurama, un'incarnazione di Vishnu, compì una serie di penitenze per espiare un grave peccato e il potente Dio ricompensò la sua devozione prosciugando il Kerala e strappandolo alle acque dell'oceano.

E' un rapporto molto stretto quello tra il Kerala e l'acqua. Da essa dipendono le sorti della folta comunità di pescatori che, ancora oggi, solcano l'oceano di fronte alle lunghe spiagge sabbiose con piccole barche colorate in cerca di sardine e gamberetti, ma anche la principale attrattiva turistica della regione: le backwaters. Chilometri di canali, più o meno grandi, laghi, lagune, stagni, che si estendono nell'entroterra, tra risaie e piccoli villaggi, principalmente tra le città di Alleppey e Kollam. Acqua, verde, sabbia e montagne, questo è  il Kerala. Patria, meglio dire culla, dell'ayurveda, sistema di medicina alternativa basato sulla naturopatia, e dello yoga, è anche il luogo ideale per una vacanza all'insegna del relax e della spiritualità. Perché in Kerala, oltre che il profumo di spezie, si respira spiritualità in ogni angolo. Lungo le backwaters nei piccoli templi hindu, negli ashram come quello di Amma, la "santona" che dispensa abbracci, nelle chiese cattoliche e nelle moschee, sempre più numerose. Fedi diverse che qui convivono senza grandi problemi, perché l'ospitalità e la tolleranza, in Kerala, sono un marchio di fabbrica.

E allora vale davvero la pena spingersi fino a Kochi (gli aerei dall'Italia sono piuttosto comodi), regina della regione, bella città coloniale vibrante e in piena espansione. A Fort Kochi bei palazzi d'epoca si affacciano su piccole stradine piene di negozi (piuttosto turistici, ça va sans dire) e il lungomare offre dei begli scorci con le centenarie reti da pesca cinesi ancora utilizzate dai pescatori per procurarsi il pescato. Da vedere anche il quartiere ebraico, uno dei più antichi di tutta l'India, dove ha sede una bella sinagoga e attorno al quale si snodano rumorose e popolari vie. Ernakulam, la parte nuova di Kochi, non ha molto da offrire ma un giro in traghetto e quattro passi tra i palazzoni possono rendere bene l'idea di come si viva in una metropoli indiana.

Imperdibile, poi, in Kerala, la zona montagnosa dei Ghati occidentali, forse la regione più bella, ancor di più della zona delle backwaters. Qui i pendii sono ricoperti da sterminate piantagioni di tè, l'odore di spezie permea i villaggi, la tranquillità regna sovrana e la natura esplode in tutto il suo splendore. La cittadina di Munnar può essere utilizzata come base per i trekking e gli spostamenti lungo queste tortuose strade di montagna, il parco del Periyar, il più importante santuario di fauna selvatica del sud dell'India, è una tappa obbligata per poter vedere, se fortunati, elefanti, tigri, scimmie e molti altri animali. Paesaggi mozzafiato rendono questa zona davvero unica, così come unica al mondo è l'area delle backwaters. Canali che dal mare si diramano nell'entroterra scandendo il ritmo della vita dei villaggi dove si lavora la fibra di cocco e dove il tempo sembra essersi fermato. Il miglior punto di partenza per un giro su questi corsi d'acqua, tra laghi e lagune, è senza ombra di dubbio Alleppey, la "Venezia dell'India", una cittadina, ma mica poi così piccola, attraversata da numerosi canali e con un centro cittadino piuttosto caotico.

Qui si possono affittare canoe, barche a motore, houseboat, ma a meno che non si voglia dormire in barca in mezzo ai canali, cosa assai piacevole ma anche molto costosa, il modo migliore per visitare la zona è affittarsi una canoa per poter così percorrere i canali più stretti, lontani dal caos e dalle barche a motore. Pochi chilometri a nord di Alleppey c'è poi quello che è un vero e proprio gioiello, per ora ancora ben custodito: Marari Beach. Una distesa di sabbia bianca, orlata da palme da cocco, e popolata esclusivamente dai pescatori e dalle loro barche colorate. Il mare è caldo, i delfini arrivano fin quasi in riva e capita di passare un'intera giornata senza incontrare anima viva. Di tutt'altro genere la località di Varkala nel sud del Kerala. Vicino a Thiruvanthapuram, e all'affollata Kovalam, Varkala è una località balneare, incastonata in un paesaggio tropicale, con belle spiagge e  un'atmosfera hippy. Papanasam beach, con le sue falesie e la sua parte meridionale sacra per gli hindu, è sicuramente l'attrazione principale di Varkala, ma basta salire su di un rickshaw e fare qualche chilometro a sud o a nord per trovare spiagge altrettanto belle e decisamente meno affollate.

E poi ancora: guardare l'orizzonte sapendo di non avere davanti nulla se non l'Antartide? In Kerala si può fare. Basta spingersi fino a Kanyakumari, una cittadina sulla punta estrema dell'India, dove si incontrano i tre mari e dove, guardando a sud, non vi è nulla prima dell'Antartide. Dal Kerala è poi comodo, e doveroso se si ha il tempo per farlo, spingersi nel vicino Tamil Nadu per scoprire, nel vero senso della parola, un altro mondo.