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MARE

Santorini. Un vulcano di bellezza

In giro per la gemma delle Cicladi, fresca "migliore isola europea" per TripAdvisor: dalla spettacolare caldera alla storia di Akrotiri, tutte le anime di una piccola-grande isola

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Quando atterri al microscopico aeroporto di Thira la vedi tutta intera. È piccola, neanche 80 chilometri quadrati di superficie, mezz'ora o poco più per percorrerla in auto da Nord a Sud, e non pensi che possa riservare tutto ciò che invece, in un lungo fine settimana, riesci a scoprire. Santorini è infatti un concentrato di emozioni. Ogni località, dall'elegante Oia, sulla punta settentrionale, agli affascinanti resti archeologici di Akrotiri, a Sud, garantisce un'esperienza diversa. Sfumature tenute insieme dal clamoroso contesto paesaggistico, quello di una caldera vulcanica di cui si percepisce distintamente la perduta forma circolare. Con tanto di vulcano più recente - il più giovane del Mediterraneo e per giunta attivo - fumeggiante al centro della laguna. Testimonianza di un movimento geologico in continua evoluzione.

Non è un caso che Sant'Irene - da qui, per corruzione dal nome attribuitale dai veneziani a cui fu ceduta intorno al 1200, arriva Santorini - si sia aggiudicata quest'anno i Travelers' Choice Islands Awards assegnati da TripAdvisor, il gigante dei viaggi e delle recensioni, come migliore isola europea. E che proprio sull'isola greca, gioiello delle Cicladi che non pare risentire più di tanto della drammatica crisi greca, siano concentrate alcune delle migliori strutture a livello nazionale. L'idea è stata dunque quella di verificare con mano cosa significhi trascorrere qualche giorno nell'isola più amata d'Europa - almeno così la considerano i tantissimi viaggiatori che vi sbarcano da maggio a ottobre, fra cui moltissimi italiani, e lasciano le loro impressioni sulla piattaforma fondata da Stephen Kaufer - muovendosi nella selva delle recensioni e dei giudizi. Anche per capire se ci si può davvero fidare.

La risposta, lo diciamo subito, è positiva. Dagli alloggi alla ristorazione passando per le attrazioni culturali e balneari, il racconto che lo spesso bersagliato ma popolatissimo portale fa dell'isola è nella sostanza coerente e affidabile. Al netto, ovviamente, dei giudizi esaltati e di quelli che invece riportano con chirurgica precisione un'esperienza andata storta. Entrambi da togliere dal mazzo per farsi un'opinione corretta. È il caso, quanto all'alloggio, dell'incantevole Astra Suites, hotel di lusso con vista mozzafiato sull'arcipelago da Imerovigli, il balcone sull'Egeo, struttura vincitrice degli ultimi Travelers' Choice Awards greci per il miglior servizio. Se non è un frammento di Paradiso in terra, poco ci manca. D'altronde, come gli hotel e le suite circostanti, condivide la più scenografica posizione dell'isola, quasi 400 metri a picco sul mare, di fronte alla rocca di Skaros, primissimo insediamento amministrativo. La fascia di prezzo non è esattamente alla portata di tutti (da 200 a 1.500 euro a notte) ma con un po' di fortuna, muovendosi per tempo e in bassa stagione, si può riuscire ad assicurarsi uno studio (la camera base) a un prezzo accessibile. È il classico posto in cui non serve chiedere perché qualcuno ha già pensato a tutto. Il punteggio massimo su TripAdvisor, cinque punti, non mente.

Il lato forte di Santorini, questo è innegabile, è ovviamente la costa occidentale, quella che si arrampica sulla caldera, dal raffinato centro di Oia (zeppo di gallerie d'arte, negozi d'artigianato e taverne nascoste come Roka, che merita i suoi 4,5 punti di rating) al centro storico della caoticissima Fira, capoluogo dell'isola da cui godere un tramonto senza paragoni. Anche qui, nonostante Santorini sia una fra le isole greche più care, si può mangiare rimanendo nei 20-25 euro a persona. C'è da provare, a due passi dalla scintillante cattedrale ortodossa ricostruita dopo il terribile terremoto del 1956 (anche se la chiesa bizantina più importante è quella della Panagia Episcopi a Mesa Gonia), Naoussa, un ristorante a gestione famigliare che non a caso porta a casa un ottimo giudizio (4,5 con oltre 1.500 giudizi) anche sul portale di recensioni. Un'autentica oasi fra le tante (troppe) strutture smaccatamente turistiche e standardizzate della città. Occhio alla baklava però: le dimensioni sono pachidermiche.

Scendendo verso Sud - affittare una bella auto vi costerà intorno ai 40 euro al giorno, gettonatissimi anche i quad - fra le distese di viti nane coltivate in cime basse a forma di cesti per proteggerle dall'imprevedibile meltemi che fruttano bianchi secchi e fruttati come Assyrtiko e Nykteri, la scelta si fa triplice. Si può anzitutto scegliere la costa orientale dalle parti di Kamari, poco distante dall'aeroporto, estremamente affollata e meno curata ma anche più economica in ogni senso (l'unica tappa degna è quella alla taverna To Pinakio, Il piatto, poco prima del lungomare). In seconda battuta, puntare ancora più a Sud - niente paura, sono trasferimenti da 15-20 minuti - verso la lunga spiaggia che per otto chilometri si sviluppa dal centro di Perissa fino a Perivolos. È forse proprio in questa seconda località che conviene fermarsi per qualche ora di mare: quasi dappertutto lettini e ombrellone sono gratuiti a fronte di una consumazione. Il consiglio, verificato a partire da TripAdvisor, è affidarsi a Sol n mare per il drink e allo stabilimento Terra nera per il pranzo (cinque punti il giudizio complessivo), con un menu ricchissimo in una piazzetta acciottolata.

Terza scelta è dedicarsi, prima di raggiungere Kokkini Paralia, la celebre e alquanto chiassosa spiaggia rossa - che insieme alla poco distante White beach e alla spiaggia nera di Perissa costituisce il trio cromatico delle lingue sabbiose dell'isola - alle rovine del sito archeologico di Akrotiri. In realtà gli scavi, (coperti, ingresso 5 euro), sono di fatto ancora in corso e solo una minima parte è stata portata alla luce da quando, negli anni '60, questo luogo divenne una delle sfide dell'archeologo Spyridōn Marinatos. Ma ciò che è stato scoperto racconta forse quella che, già all'età del bronzo, potrebbe essere stata la prima città europea. Un po' come Pompei - ma 1.700 anni prima - fu distrutta e sepolta dalla terribile eruzione del 1628 a. C., una delle più devastanti della storia del pianeta che comportò il collasso del vulcano e la creazione dell'arcipelago quasi come lo vediamo oggi. Oltre alla convinzione che, insieme all'intera civiltà minoica, questo evento possa aver nutrito il mito platonico di Atlantide. Le ceneri vulcaniche hanno tuttavia consentito un notevole stato di conservazione (4,5 il giudizio su TripAdvisor, peccato il giro guidato troppo costoso, 60 euro per un'ora, ma fondamentale per scoprire i segreti di un popolatissimo insediamento risalente almeno al 3.200 a. C.). Nel complesso, e le vicende degli ultimi anni fra chiusure e riaperture lo confermano, rimane la sensazione di un sito dalle straordinarie potenzialità ma nella sostanza bloccato.

Capitolo a parte ma fondamentale per sentirsi davvero nella bocca del potente vulcano è quello delle escursioni in barca. Ce ne sono per tutte le tasche e con ogni tipologia d'imbarcazione ma quella in barca a vela firmato Thalassa è la migliore: non solo per il massimo dei punteggi rimediati sulla piattaforma ma anche perché - toccato con mano - è la più completa. Ci vogliono meno di 60 euro, si parte dal porticciolo vecchio di Santorini (molte altre salpano dal porto nuovo di Athinios), un terrazzino stretto fra mare e scogliera al quale si arriva a piedi, percorrendo i 600 scalini, a dorso di mulo o con la cabinovia (5 euro a tratta), sulle barche a vela Bella Aurora o Thalassa. Prima sosta al vulcano (Nea Kameni) ed escursione guidata di un'ora e mezza fino al cratere principale, seconda tappa con bagno nelle acque calde fra le due isolette di Nea Kameni e Palea Kameni, aperitivo a bordo fra pomodorini locali (ai quali è dedicato anche un curioso museo a Vlychada), salsa di melanzane, polpettine e tzatziki, tappa al largo di Therasia, la dirimpettaia di Santorini dove vivono appena 300 persone, e tramonto cullati dalle note di un sassofono all'ombra di Oia e del vicino porticciolo di Ammoudi.

Dopo, non vi rimarrà - per onore di esaustività - che concedervi un tour nella zona Nord-Ovest, la meno attraente eppure più genuina, scendendo ancora verso l'aeroporto, fra mulini a vento, cappelle e vitigni per una sosta sulle spiagge di Monolithos, ottima per le famiglie, e un pranzo da Mario No 1 (valutazione TripAdvisor, 4,5 punti), dove cullarsi nei ricordi già molto forti con una tipica insalata di Santorini, che al posto della feta prevede un formaggio fresco locale, il chloro. Oppure chiudere il lungo fine settimana cicladico con un sosta al caratteristico villaggio di Megalochori o al porto della già citata Vlychada, dai ritmi lenti e con una spiaggetta nascosta, ideale anche nei periodi più affollati. In quel caso, l'arrivederci a Santorini non potrà che arrivare da To Psaraki, Il pesciolino, un'incantevole taverna sul mare premiata dai Travelers' Choice Awards del 2014. Per poco più di 50 euro potrete ordinare un piatto per due composto da pescato fresco per circa un chilo e contorni. Prelibatezze a parte, ripartendo dall'antica Kallisti fenicia e Thera spartana non potrete però fare a meno di pensare alla straordinaria concentrazione di cultura in appena 30 chilometri di lunghezza e sei di larghezza massima.