Umbria. Castelluccio e le stagioni della Fiorita
E' uno spettacolo unico. La gemma di quella piccola-grande oasi wild al confine tra Umbria e Marche che è il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La fioritura di Castelluccio di Norcia è uno show che si replica ogni anno ma con tempi, modalità e sfaccettature sempre diverse eppure ugualmente affascinanti, tra la fine di maggio e metà luglio. Attira naturalisti e fotografi da tutto il mondo. Una fioritura particolarissima, merito della posizione isolata della piana, alta 1400 metri e circondata da vette che arrivano ai 2.449 metri della Cima del Redentore, con annessi microclima e biodiversità. Sintetizzando, si possono distinguere una fiorita naturale, che si vede sui prati e in generale sulle ondulazioni che sovrastano il Piano Grande, e una "indotta", che si ammira sulla piana, nei campi coltivati a lenticchie, dove le arature nel corso dei secoli hanno portato distinte popolazioni di piante complementari - di fatto infestanti per gli agricoltori - ma capaci di creare la particolarissima struttura geometrica, tale da far pensare che si tratti di coltivazioni di fiori. Le tinte dominanti sono tre, il giallo della colza selvatica "commensale" della lenticchia, il rosso dei papaveri e il blu dei fiordalisi, che sbocciano nell'ordine. A tutto questo vanno aggiunte le componenti dei mille coprotagonisti, non ultimo lo stesso fiore biancastro della lenticchia che precede il frutto, a creare un patchwork che muta da una giornata all'altra e da un anno all'altro, rendendo imprevedibile - e soggettivo - decretare quale e quando sia il picco del fenomeno. In queste immagini, alcuni scatti raccolti a fine giugno e a metà luglio dello scorso anno a confronto con quelle prese tra il 15 e il 17 giugno 2015.