Viaggi

Ticino. Rafting e canoa a un passo dall'Expò

Rafting e kayaking sul Ticino 
Un'idea inusuale. Assaggi di attivtà sportivo-motoria più o meno estrema nel parco dell'affluente "svizzero" del Po, non lontano da Pavia e dalla spettacolare "città ideale" di Vigevano
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Rafting alle porte di Milano. Anzi slow rafting per vivere in modo soft l'emozione adrenalinica sempre presente in una navigazione fluviale attiva, senza il fastidio di uscirne bagnati fradici o di cadere in acqua e farsi male. Lo propone l'associazione sportiva AqQua che ha coniato per quest'esperienza - per ora unica in Italia - il neologismo slow rafting. Il punto di partenza delle gite sul fiume, nel contesto ancora in gran parte incontaminato del Parco del Ticino, è la Centrale Idroelettrica Ludovico il Moro di Vigevano, splendido edificio in stile Liberty costruito agli inizi del Novecento.
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Pur essendo ancora in produzione, con moderni impianti, conserva al suo interno il bancone di comando originale, due turbine e il gruppo 1 che ha funzionato fino al febbraio 2003, per 99 anni. La centrale è visitabile gratuitamente, previa prenotazione. I percorsi adatti allo slow rafting vanno da Magenta a Vigevano, su uno dei tratti di fiume più intatto e lontano da strade e abitazioni, e dal Lido di Pavia a Borgo Ticino, in un ambiente meno selvaggio e più ricco di edifici storici. Tra Magenta e Vigevano il fiume si dirama in numerosi canali non percorribili da barche a motore di grossa portata, in un ambiente naturale protetto che vanta 246 specie di volatili acquatici, tra i quali aironi, garzette, fenicoteri, germani reali, allodole, fringuelli, fagiani e falchi. Il secondo itinerario permette di ammirare navigando la cupola del Duomo di Pavia; il Campanile della quattrocentesca chiesa di San Lanfranco, meta dei pellegrini che percorrevano la Via Francigena; le torri medievali della città lombarda e il caratteristico Ponte Coperto (detto anche Ponte Vecchio), che collega il centro storico cittadino con il pittoresco quartiere di Borgo Ticino.
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Da vedere anche la celebre Statua della Lavandaia: monumento in bronzo dello scultore Giovanni Scapolla, simbolo delle donne che nei secoli scorsi lavavano i panni nel Ticino. Chi desidera vivere un'esperienza ancora più avventurosa può provare il tour organizzato "Into the wild" che prevede il pernottamento in tenda su un isolotto, con grigliata al chiaro di luna. L'esperienza di slow rafting sul Ticino può essere anche l'occasione per visitare Vigevano, "città ideale" ricca di suggestioni leonardesche voluta da Ludovico il Moro. I segni della presenza di Leonardo da Vinci, che nel 1494 si trovava proprio a Vigevano per sovrintendere ai lavori di canalizzazione nella zona, sono numerosi.
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A partire dai disegni del Manoscritto H, in cui il genio toscano raffigurava due luoghi simbolo della città: la celebre Piazza Ducale ed il Castello. Sulla grande Piazza Ducale, con i portici bramanteschi e le 84 colonne con capitelli uno diverso dall'altro, si affacciano il Duomo, voluto da Francesco Sforza II nel 1532, e la Torre del Bramante - simbolo della città - ingresso d'onore al castello ritratto negli schizzi di Leonardo nel 1494. La torre e il castello sono aperti al pubblico, così come le scuderie, la falconeria e le prigioni. Particolarmente suggestiva la Strada Coperta, un capolavoro unico in tutta l'architettura castellana europea edificato con il compito di proteggere il passaggio tra il Castello e la Rocca Vecchia. Poco fuori il centro storico si incontra il mulino quattrocentesco dotato di due grandi ruote idrauliche di Mora Bassa, che ospita un interessante Ecomuseo con i modelli in legno, funzionanti, di alcune macchine idrauliche progettate da Leonardo da Vinci