Viaggi

Parigi. La crociata degli alberghi di lusso contro Airbnb

Un'addetta prepara i tavoli nel cortile interno del Plaza Athénée (reuters)
Il portale offre nella capitale francese 400 appartamenti da oltre 500 euro, con proposte esclusive come quella di poter conoscere l'attrice-proprietaria di uno di questi. E i grandi Palace soffrono la concorrenza
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Airbnb punta in alto. Così in alto minacciare gli alberghi di lusso di una delle patrie dell'ospitalità a cinque stelle e oltre, Parigi. Sono gli stessi direttori dei celebrati e a loro modo antichi Palace della Ville Lumière a scendere in pista contro il portale di "home-sharing", come i suoi creatori amano definirlo, che ha rivoluzionato il mercato dell'ospitalità residenziale, e che proprio nella capitale del Paese che vanta più turisti internazionale nel mondo è in grado di proporre un menu più ampio ed eterrogeneo che in qualunque altra località del mondo.
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Un listino che nella Region Parisienne nel suo complesso annovera ben 50 mila proposte (erano appena 7 mila ancora nel 2012), di cui in particolare fanno parte ben 380-400 proprietà "alto di gamma", da oltre 500 euro a notte per intenderci, una quarantina delle quali oltrepassano quota 1.000 euro. Considerati plus come quelli dell'autonomia totale, della maggior probabilità di non subire violazioni di privacy, quella di avere spesso più spazio e magari qualche letto extra, ed ecco che la mezza dozzina di alberghi da oltre 1.000 euro a notte (per un totale di 1.500 camere disponibili) ha le sue buone ragioni per sentire il fiato della concorrenza sul proprio collo.

"Il mercato di Parigi sta diventando molto difficile - ha spiegato a Reuters Didier Le Calvez, direttore dell'Hotel Le Bristol, che assieme ad altri colleghi ha denunciato Airbnb come una minaccia che beneficia di una forma di vantaggio sleale. Il Bristol ha sofferto nella prima metà del 2015 un calo di ricavi del 20 per cento e un calo del tasso di occupazione delle sue camere di 8 punti, dal 69,2 per cento al 61,2 per cento. Il Four Seasons George V è sceso a sua volta del 5 per cento, fino al 66 per cento. Il Plaza Athénée, infine, ha dovuto scontare i propri listini del 20 per cento. E se è vero che su questo declino pesa la congiuntura sfavorevole (a Parigi sono arrivati meno brasiliani e russi delle classi sociali più agiate, e anche gli americani, dopo la strage del giornale satirico Charlie Hebdo, si sono diradati), nell'immediato futuro le cose potrebbero anche andare peggio, visto il florilegio di nuove strutture alberghiere nella capitale d'Oltralpe, che nel 2018, secondo i dati di Consultant JLL Hotels & Hospitality, avrà una capacità alberghiera del 60 per cento superiore rispetto a 10 anni prima.

In tutto questo, la "mina vagante" Airbnb, con la sua offerta che riesce a competere - e spesso a vincere - anche in termini di esclusività. A surfare nel sito si trovano proposte come quella di "Maxine & Fanny" che offrono il loro appartamento che dichiarano aver ospitato il set di un film interpretato da Brigitte Bardot, la cui "terrazza di 140 metri quadri offre una panoramica mozzafiato, a 360 gradi, della metropoli", a 1600 euro a notte. Un altro appartamento proposto a un prezzo simile vanta un bagno di lusso con ampia vetratura che guarda direttamente sulla Torre Eiffel.
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Tra le offerte più curiose, un pizzico di Hollywood. L'attrice americana Judith Freiha, che ha al suo attivo esperienze lavorative in Francia, e vi trascorre sei settimane l'anno, nella casa dei genitori che vivono Oltralpe, mette a disposizione in quel periodo il suo appartamento, 54 metri quadri, ma sull'Île Saint-Louis con due terrazze che affacciano sulla strada principale e su un cortile, in un edificio del Seicento. Un'offerta che attrae i professionisti della Silicon Valley come le coppie di avvocati di successo e le supermodelle: 900 euro, più un eventuale extra di 150 euro per la pulizia della camera, in cui l'attrice comprende il particolarissimo  "meet and greet": "Avevo un team per i servizi in camera - racconta la stessa Judith - poi ho capito di poter fare cose che gli altri non fanno".  In sintesi, Freiha, una volta stabilito il suo periodo parigino, organizza le cose in modo da poter incontrare i suoi ospiti: "Mi piace, perché sono felice che sappiano chi sono e conoscano il mio mondo". E alla fine, riceve review entusiastiche.

Airbnb nega di essere in competizione con i Palace. "E' un servizio totalmente differente" - dice Nicolas Ferrary, direttore operativo della compagnia americana in Francia. - "Queste residenze vengono scelte per l'esperienza unica che sanno offrire - aggunge una portavoce - ma allo stesso tempo restano molto diversi dall'offerta di un albergo di lusso".
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Ma gli albergatori sono di tutt'altro avviso, e citano una recente modifica nella legislazione francese, precedentemente ambigua in termini di affitto e subaffitto di case. Ora i francesi possono affittare le loro stesse prime case per 4 mesi l'anno. E se è vero che tutto questo deve essere dichiarato al fisco, l'affittuario privato non è costretto a sostenere tutte le altre forme di tassazione e di tributi sociali cui sono soggette aziende quali i grandi alberghi. "E' un vero e proprio attacco - dice François Delahaye, direttore del Plaza Athénée -. E' ovvio che una gran parte della nostra clientela, specialmete le famiglie, abbandoneranno i Palace", conclude il manager, che pure ammette che il mese di giugno sia stato positivo.

Ma dal George V il direttore José Silva mette la questione su un'altra prospettiva, e cita i grandi restauri in atto, dal Ritz che riaprirà alla fine dell'anno al Crillon che sarà prenotabile nel 2017. "Il numero dei ricchi e la domanda sono in aumento, nel mondo - dice -. Gli alberghi di lusso dovranno continuare a offrire un'esperienza radicalmente diversa da tutto".