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Sicilia, il fascino selvaggio e gentile dell'estremo Ponente

Da San Vito lo Capo fino alle acque cristalline delle isole Egadi, da Erice alla Riserva dello Zingaro, in un dedalo dove case bianche e vestigia normanne si alternano a distese di fiori e a baie che letteralmente precipitano in mare
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Adagiata sulla spiaggia dorata che la rende famosa nel mondo, San Vito Lo Capo si racconta con le sue case bianche, basse, dai grandi portoni colorati che sembrano ancora aprirsi al passaggio dei carretti, il suo clima mite, l'atmosfera mediterranea che inebria i sensi tra bellezze naturalistiche ed opportunità culturali. Il cuore pulsa tra la Piazza Santuario e Via Savoia, tra negozi, locali, concerti e spettacoli in cui gli artisti di strada raccontano le lunghe notti estive. Una piccola stradina che si apre pochi passi dopo il Santuario è la via Venza, salotto culturale del paese mentre il lungomare che costeggia la sabbia color oro è testimone di romantiche passeggiate,  il tempietto di Santa Crescenzia e il Torrazzo, evidenziano il loro stile arabo-normanno, mentre le torri come scacchi sono disseminate lungo la fascia costiera: Scieri, Mpisu e Isulidda. Il Museo del Mare, custodisce tra i suoi segreti i reperti recuperati dai fondali marini, alcuni …
Adagiata sulla spiaggia dorata che la rende famosa nel mondo, San Vito Lo Capo si racconta con le sue case bianche, basse, dai grandi portoni colorati che sembrano ancora aprirsi al passaggio dei carretti, il suo clima mite, l'atmosfera mediterranea che inebria i sensi tra bellezze naturalistiche ed opportunità culturali. Il cuore pulsa tra la Piazza Santuario e Via Savoia, tra negozi, locali, concerti e spettacoli in cui gli artisti di strada raccontano le lunghe notti estive. Una piccola stradina che si apre pochi passi dopo il Santuario è la via Venza, salotto culturale del paese mentre il lungomare che costeggia la sabbia color oro è testimone di romantiche passeggiate,  il tempietto di Santa Crescenzia e il Torrazzo, evidenziano il loro stile arabo-normanno, mentre le torri come scacchi sono disseminate lungo la fascia costiera: Scieri, Mpisu e Isulidda. Il Museo del Mare, custodisce tra i suoi segreti i reperti recuperati dai fondali marini, alcuni raccontano la storia del relitto della nave arabo-normanna che si nasconde sui fondali antistanti il Faro, emblema di San Vito lo Capo.

Eccole le rose, le viole, gli ibiscus, le margherite ed i gelsomini che disegnano angoli fioriti e antichi bagli (edifici che contengono la corte o il cortile), restaurati come appartamenti che mantengono intatto il loro fascino, mentre le strutture turistiche con il loro stile mediterraneo si rivelano moderne ed accoglienti. Sabbia soffice e bianca, mare cristallino rubato al cielo, la lunga e larga distesa che si tuffa nelle acque trasparenti, hanno reso la spiaggia di questo luogo una delle più belle d'Italia. Nella parte occidentale del Golfo di Castellammare, si estende la Riserva Naturale dello Zingaro (le foto) dove si potrà visitare la Grotta dell'Uzzo, con le sue tracce risalenti al periodo neolitico, fermarsi nella perla di Cala Beretta, oppure giungere a Cala Marinella con la sua ghiaia, per trovare un angolo di paradiso, soffermarsi a Cala del Varo per un paesaggio rubato all'onirico tra natura selvaggia ed incontaminata oppure visitare Punta  Capreria con i suoi ciottoli bianchi, sette chilometri di costa tra  le sfumature del verde e del blu. Altro luogo dall'atmosfera altamente suggestiva è la Riserva del Monte Cofano, qui è incastonata la spiaggia Macari con il suo  litorale lungo e sabbioso, tra le falesie e le testimonianze preistoriche di un mondo antico.

Erice si svela tra i vicoli acciottolati, il silenzio rarefatto delle chiese e dei conventi, cortili disegnati da piante e fiori, mentre l'antico borgo fortificato è animato da botteghe di artigianato con ceramiche decorate e tappeti variopinti tessuti a mano, a 750 metri sul livello del mare, è un gioiello che conserva intatto il suo centro medievale, vestendosi del monte e fondendosi con la natura circostante. Tra le chiese visitiamo la Matrice, il centro della città è Piazza Umberto I°, sulla quale si affaccia il Palazzo Municipale, che ospita il Museo Cordici, poi troviamo il Quartiere Spagnolo e il Castello Normanno o di Venere mentre a sud-est dell'abitato si trova il Giardino del Balio, all'interno del quale svetta il Castello Pepoli, costruito in età normanna e successivamente modificato per essere trasformato in villa. Lasciamo le mura ciclopiche del lato occidentale, i torrioni e le tre porte normanne: Porta Spada, Porta del Carmine e Porta Trapani, scendendo dal monte Erice e proseguendo sulla strada che da Trapani va verso Marsala, lo sguardo vaga sul basso specchio d'acqua di mare dello Stagnone, oggi divenuto Riserva Naturale Orientata, per la ricchezza di flora e fauna, qui l'animo entra in una dimensione magica accarezzato dai mulini a vento.

Distese infinite di piccoli cumuli di sale, che si alternano ai solenni riposi invernali, mentre si ode ancora il passaggio dei carri pieni di uva tirati dai buoi, che attraversavano il breve tratto di mare che separa l'incantevole isoletta di Mozia dalla terraferma, un tempo colonia Fenicia, fondata su una delle quattro isole della laguna dello Stagnone, l'isola di San Pantaleo, grazie alla sua particolare e positiva posizione strategica, da sempre luogo ideale per lo scambio delle merci, è oggi luogo di storia, cultura e pregevoli bellezze naturali. Qui si potranno osservare reperti archeologici, scavi, dove attraverso un sentiero appariranno i resti della città fenicia, pietre tombali e urne della necropoli arcaica, siti e luoghi antichi incastonati nel tempo e armonizzati tra le acque basse della laguna che disegnano vere piscine naturali, vestite di un colore trasparente e limpido. Passeggiare tra le acque solitarie di questo luogo, trascina la mente in una dimensione ai confini del mondo, in un attimo ci si  troverà  in una sperduta e remota isola paradisiaca. Eccola Trapani, la doppia falce che si protende nel mare quasi a dividere il Tirreno dal Mediterraneo, racconta l'eco del suo nome antico (posizionata nel promontorio dell'antica-Drepanum- in latino, dal greco  - Drèpanon- che vuol dire falce), nata dal mito di Cerere, dea delle messi, alla disperata ricerca della figlia Proserpina rapita, che perse, proprio qui, la falce che recava in mano. Camminando per il centro storico emergono le varie stratificazioni culturali, dal quartiere più antico Casalicchio, a quello ebraico della Giudecca, ai ruderi medievali del Castello di Terra, fino ad arrivare al Castello della Colombaia (detto anche Castello di Mare). Il corso principale presenta lo splendore del Palazzo Senatorio e del Palazzo Riccio di San Gioacchino. Lo sguardo si posa sulla Chiesa del Collegio dei Gesuiti e su quella delle Santissime Anime del Purgatorio, che custodisce i Misteri, venti gruppi scultorei raffiguranti la passione  di Cristo, mentre poco distante dal centro storico appare il Santuario  Maria  SS. Annunziata, dove si venera La Madonna di Trapani e dove si potrà visitare l'attiguo Museo A. Pepoli con lo splendido chiostro, scrigno di preziosi gioielli d'arte. Sfilano le Chiese di Sant'Agostino e di San Domenico, la Chiesa di Santa Maria del Gesù, la cinquecentesca Giudecca e la severa Cattedrale di San Lorenzo. Le Mura di Tramontana, costeggiano il perimetro della città antica, sotto queste ecco la spiaggia accessibile dal centro storico, percorrendola si  potrà raggiungere quella di San Giuliano.

Le baie volteggiano nell'acqua cristallina, con sfumature che vanno dall'azzurro, al verde, al blu scuro mentre all'orizzonte si svela la danza suggestiva delle isole Egadi, che appaiono come miraggi mentre le saline disegnano lo scenario sul mare di sud-ovest, unicum ambientale da cui ha inizio l'itinerario della via del sale, quando il sole sorge e  decide di scomparire tra colori rari ed infinite sfumature di emozioni. Eccola questa riserva naturale marina, questo arcipelago, formato dalle isole Favignana, Marettimo e Levanzo e da diverse altre minori, alcune poco più che scogli, incastonati in acque cristalline. I sorprendenti tramonti, i profumi intensi dei giardini ipogei, le acque trasparenti, gli opifici ottocenteschi, i vecchi cinema, gli ex magazzini, gli hotel ricavati da cave di pietra, le tonnare dismesse trasformate in spazi culturali, le ville nascoste tra agavi e fichi, i profumi di pesce fresco ed erbe aromatiche rendono Favignana con le sue calette e l'acqua turchese un angolo del Mediterraneo dove perdersi tra acqua e infinito.  Favignana, vestita di macchia mediterranea, macchiata dalle sue case bianche o con colori che ricordano i toni del mare, svela all'uomo la sua costa frastagliata, con le sue spiagge sabbiose o ricche di ciottoli e scogli dalle forme diverse. Cala Rossa, all'interno delle cave di tufo, ornata da un mare cristallino dalle mille rare sfumature e dimensioni, tra le varie insenature lascia intravedere una piccola spiaggia di recente formazione. Tra le spiagge disegnate dalla sabbia, c'è poi Cala Azzurra, che appare dipinta dai suoi fondali rosa, visibili dalle acque trasparenti e Lido Burrone che è invece una spiaggia ben attrezzata. Vicino al centro del paese, ben raggiungibile c'è la Praia mentre se ci si vuole perdere tra le calette di scogli e sabbia, si dovrà andare verso Punta Faraglioni.

Per chi ama tuffarsi sono da visitare Punta Fanfalo, Scalo Cavallo, Grotta Perciata, Bue Marino e invece per chi si vorrà immergere, potrà scoprire Galeotta, un isolotto dove appariranno provenienti da altri mondi branchi di polipi e murene e Cala Rotonda all'interno di una grotta. Il profumo del cous cous con pesce, spezie e pomodoro, del tonno alla griglia, all'agrodolce o come carpaccio con le erbe inebriano i vicoli mentre la  voce del mare racconta storie antiche. Marettimo, la più selvaggia e incontaminata delle isole Egadi, regala con la sua costa frastagliata luoghi nascosti e racconti di antiche grotte, capolavori scolpiti da Madre Natura che svelano antichi misteri. Eccole la Grotta del Tuono il cui nome deriva dal rumore dell'infrangersi delle onde sulle pareti di roccia, la Grotta del Presepe o la Grotta del Cammello ornata di stalattiti e stalagmiti. Tra le sue spiagge più belle c'è Cala Bianca mentre il relitto di un mercantile evoca storie lontane a chi vorrà immergersi fuori dalla costa. Si ode ogni volta il sordo rumore del mare in tempesta nella Grotta della Bombarda, un soffio che si crea durante le mareggiate mentre dal centro abitato ecco il dipinto delle case dei pescatori. Levanzo è la più piccola delle Egadi, con le sue grotte di interesse storico e archeologico, tra queste ricordiamo la Grotta del Genovese mentre spiagge e spiaggette si susseguono lungo il sentiero che porta al Faraglione. Nella zona sud-est appaiono la selvaggia Cala Fredda fatta di sassi e Cala Minnola, situata a nord-est dell'isola, per chi vorrà invece percorrere un itinerario archeologico-subacqueo sarà possibile tra Cala Minnola e Punta Altarella visitare i resti di un relitto romano. L'imbrunire giunge a far visita agli uomini, le luci delle case attendono la sera, il mare lento si infrange sugli ultimi colori del sole, mentre il tempo sonnolento delle isole corteggia gli animi di chiunque gli rivolga lo sguardo in attesa di un nuovo giorno.