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Val Casies. L'Alto Adige dal sapore antico

La Val Casies dall'alto 
Alla scoperta della vallata incastonata tra Dobbiaco e il confine austriaco. Tra prati verdissimi, masi e piccoli gioielli barocchi, un'occasione per trascorrere un fine settimana o una vacanza a ritmi davvero slow
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Se cercate una valle alpina antica, dove il tempo sembra essersi fermato, da sempre contadina, ancora oggi poco trafficata e non troppo inflazionata dal turismo, la potete trovare nell'Alto Adige, risalendo la Val Pusteria tra Brunico e Dobbiaco-San Candido verso il confine austriaco e Lienz, in una laterale che da Monguelfo sale dolcemente verso i contrafforti delle Vedrette di Ries e la catena delle Alpi di Deferegger. Se cercare tranquillità e relax, una vacanza slow in un paesaggio pittoresco e suggestivo fatto di natura incontaminata e di un ambiente curato con amore dall'uomo; se cercate una valle verdissima, tutta prati, pascoli e boschi, dove poter andare per funghi e per malghe camminando piano su sentieri ben segnalati e strade forestali chiuse alle auto private, senza l'aiutino degli impianti di risalita o l'ansia agonistica dello scalatore, potete andare nella Valle di Casies: 2.250 abitanti in tutto, in prevalenza di madrelingua tedesca, pochi alberghi, qualche pensione e una fitta rete di ospitalità nelle moderne case di pietra bianca, legno e balconi fioriti oppure nei vecchi masi restaurati delle famiglie contadine.
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Dopo le prime rampe sopra Monguelfo, sulla destra appare il bel castello di Welsperg - che risale al 1126 e fino al 1907 è stata la residenza dell'omonima famiglia signorile - che vigila sull'ingresso della valle. Dalla parte opposta, adagiato su un'altura al centro di un altipiano di sole, c'è il primo paesino: Tesido. In mezzo avanza la Valcasies, verdissima e soleggiata, punteggiata da masi pittoreschi, fiori che spuntano ovunque dalle case e nani da giardino nei cortili, tra grandi prati e  fitti boschi di conifere che coprono entrambi i versanti e scoprono solo le cime dei monti, sopra i 2500 metri di altitudine. L'unica strada che la percorre, lunga 18 chilometri, è quasi pianeggiante:  si va dai 1.200 metri dei primi centri abitati  ai 1.400 di Santa Maddalena e ai 1.500 degli ultimi masi raggiungibili in auto.

La Valle di Casies offre distensione, riposo, tanta natura, aria buona ed un ambiente mantenuto intatto  dalle sapienti mani dei contadini. E' un posto per famiglie, anche con figli piccoli, e per passeggiate facili, a mezza costa o lungo i percorsi ben tenuti che conducono alle malghe e alle baite di montagna, sopra la fascia boscata, dove i proprietari vi accolgono con le loro tradizionali specialità culinarie, a cominciare dai canederli e dai dolci a base di formaggio. I paesini della Valle hanno nomi semplici come i loro abitanti: Colle di Dentro e Colle di Fuori, Planca di Sotto e Planca di Sopra.  Il centro principale è San Martino, che ha dato i natali al figlio più noto della Valcasies: Joachim Haspinger, il bellicoso padre cappuccino che ebbe un ruolo determinante nella battaglia per l'indipendenza dei tirolesi, con la vittoria del 1809 su francesi e bavaresi al Bergisel.

A Tesido c'è da vedere la Chiesa di San Giorgio, chiesetta fra il romanico e i gotico, una delle più antiche di tutta la Val Pusteria, costruita attorno all'anno 800, anticamente oltre che luogo sacro, roccaforte per la difesa del paese. La prima ristrutturazione, avvenuta intorno al 1450, ha conservato l'abside a semicerchio e la pianta quadrangolare, ma le mura originarie sono state totalmente distrutte. All'interno affresco della crocifissione dall'artista locale Simon von Taisten. All'esterno l'affresco di una Meridiana barocca.
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A Santa Maddalena meritano una visita il maso Reierhof, con il suo parco faunistico di oltre mille animali tra cui Yak, Zebu, Alpaca e Lama, e il Museo della cultura contadina Voadohuibn -, che poi è il maso della famiglia Hoffman, per saperne di più sulla storia e sul lavoro contadino nella Valcasies, con gli attrezzi e macchinari di lavoro dei tempi andati e le donne che vi mostrano la filatura del lino e preparano specialità tirolesi cucinate nella vecchia stube.

Ma lo spettacolo più grande rimane la valle, la vita nella valle: i sentieri, i fiori colorati e il verde dei prati, i boschi ricchi di funghi (galletti e porcini quando è stagione abbondano) , le vecchie malghe e baite di legno,  l'acqua che scende da mille rivoli, confluisce nei torrenti  lungo i quali si trovano ancora vecchi mulini, e da lì nel Rio Casies che percorre tutta la Valcasies fino a Monguelfo dove sfocia nella Rienza; e poi le mucche al pascolo, i contadini che tagliano ancora il fieno con la falce nei ripidi pendii, le donne che governano la casa e spesso anche la stalla, i ragazzi che aiutano nei campi, a mungere e fare il formaggio, i bambini che dormono nel fieno, le nonne e i nonni vestiti nei costumi della festa per la messa della domenica mattina.                              
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L'alpeggio è una delle magie dell'Alto Adige. Dalla primavera all'autunno inoltrato gli allevatori si spostano con il bestiame per lasciarlo libero in verdi pascoli. In autunno, quando i contadini rientrano dall'alpeggio con il bestiame, si celebrano feste tradizionali. In estate, tra le tante escursioni che si possono fare, consigliamo il sentiero Almweg 2000 (sentiero delle malghe): un percorso circolare che porta a diverse malghe che dominano il suggestivo fondovalle, con soste obbligatorie per gustare le specialità tirolesi o per fare merenda con speck e formaggio alpestre. Ci sono poi percorsi didattici come il "sentiero commerciale" o il "sentiero delle usanze e tradizioni", che vi condurranno alle malghe dove i contadini mostrano i loro mestieri e vendono i loro prodotti, o come il "sentiero del contrabbando", un tempo usato dai contrabbandieri  per portare merci al di qua e al di là del confine. I sentieri lungo gli ampi pascoli alpini invitano a fare trekking, e le vette delle montagne richiamano chi vuole fare comunque alpinismo. Da lassù c'è anche chi si lancia col parapendio. Mentre gli amanti della mountain bike possono contare su una diffusa rete di piste e percorsi ciclabili.  Un'esperienza da provare è il percorso "a piedi nudi nell'acqua" che porta alle piramidi di terra Rudlbach (1400 metri di lunghezza, 150 di dislivello, nell'acqua gelida del torrente). Tra le iniziative folcloristiche, un appuntamento da non perdere è la Festa delle Malghe che si svolge a settembre.