Loro sono dei mostri. Anche se si celano sotto le mentite spoglie di anonimi impiegati, dirigenti d’azienda, professionisti, persino giornalisti. Sono dei mostri o, meno crudamente, dei tipi eccezionali perché tali bisogna essere per partecipare al Tor des Géants. Nato nel 2010, a metà tra la scommessa e la sfida, il Trail più affascinante del mondo percorre integralmente le due Alte Vie che circondano ad anello lo scrigno montuoso della Valle d’Aosta. E, sorprendendo gli stessi organizzatori, non ha solo intercettato una tendenza di costume sempre più in crescita come la corsa in montagna, ma è diventato un evento capace di coinvolgere la popolazione residente anche grazie a oltre 2000 volontari e, quindi, in grado di caratterizzare l’offerta turistica della Vallée.
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Così, dal 13 al 19 settembre, 700 partecipanti da 54 Paesi, selezionati tra più di 2000 iscritti percorreranno gli oltre 330 km effettivi del percorso con dislivello positivo (le salite) complessivo di 24mila metri. Niente tappe e niente soste programmate: ogni concorrente deve gestire le proprie forze lungo il percorso, fermarsi e riposare quando lo ritiene necessario in una delle “basi vita” attrezzate con presidi medici e spazi per dormire, alimentarsi nei punti di ristoro, dosare le energie per un impegno massacrante. E sperare che il meteo sia benigno.
I primi taglieranno il traguardo già mercoledì 16 settembre ma anche l’ultimo finisher, atteso sul traguardo entro il tempo limite di sabato 19, avrà compiuto un’impresa. Per chi neppure si sogna di puntare a queste performances, l’anello del Tor diventa comunque una formidabile occasione per scoprire o riscoprire la Valle d’Aosta, prima, dopo o, meglio ancora, durante il passaggio degli atleti. Ecco qualche suggerimento.
Courmayeur
Qui l’anello delle Alte Vie si apre e si chiude e solo lei, la capitale alpinistica della Valle d’Aosta, poteva essere sede di partenza e arrivo del Tor des Géants. Fresca di inaugurazione della modernissima e spettacolare funivia che conduce a Punta Helbronner e al Rifugio Torino, ineguagliabili belvedere nel cuore del massiccio del Monte Bianco, Courmayeur dopo Ferragosto si libera dalle folle senza perdere in vivacità. Lo dimostrano i tre giorni del Festival delle Nuove Vie che dal 20 al 22 agosto vedranno passare sul palco del centralissimo Jardin de l’Ange ospiti del calibro di Paolo Mieli, Davide Oldani, Gualtiero Marchesi, Francesco Moser. Simpatica, invece, e dedicata agli amanti dello shopping l’iniziativa “Fura totte”: il 26 e 27 settembre un “fuori tutto” all’insegna dei saldi di fine stagione.
Tornando agli appuntamenti culturali, ultimi fuochi tra il 18 e il 25 agosto per la rassegna Passione Verticale che richiama sotto le pareti del Bianco protagonisti del mondo della montagna.
E per chi preferisce stare comunque fuori dalla mondanità? L’ampia e soleggiata Val Ferret, con il torrente che scorre accanto alle praterie di alta quota regala situazioni di relax incomparabili. Ma è nella silenziosa Val Veny, vietata alle auto e da conquistare con qualche passo in più o con la bici a pedalata assistita, che il fascino selvaggio del Bianco si manifesta al meglio. Se, poi, la si risale senza strappi sino al confine francese, al Col de la Seigne, il massiccio assume una prospettiva inedita.
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La Thuile
L’angolo più recondito della Valle d’Aosta deve la sua fortuna al valico che, sin dall’antichità, la mette in comunicazione con la Francia. Così oggi nei pressi del Colle del Piccolo San Bernardo è possibile aver l’esperienza insolita di vedere i resti di una “mansio” romana in un ambiente di alta montagna. Ma l’escursione più bella della zona percorre proprio un tratto dell’itinerario del Tor, salendo al rifugio Deffeyes lungo un comodo sentiero che sfiora le fresche cascate del Rutor. Per riprendere energia, nulla di meglio che Chocolathuile, la manifestazione che dal 28 al 30 agosto raduna in paese artisti, maestri cioccolatieri e ristoratori per laboratori e show cooking aperti al pubblico con contorno di concerti e animazione musicale.
E già che si parla di sapori, citiamo qui la Festa del Lardo di Arnad, uno dei presidi gastronomici della Bassa Valle d’Aosta. Si svolge dal 27 al 30 agosto. Info qui.
Valgrisenche, Val di Rhêmes e Valsavarenche
Un’impressionante diga il cui invaso non è mai stato completamente caricato incombe sulla severa e selvaggia Valgrisenche, una delle più affascinanti dell’intera Vallée. L’Alta Via n. 2 e il Tor entrano nella vallata molto in basso, a Planaval, dopo l’impegnativo e selettivo tratto che arriva da La Thuile; poi il percorso risale la valle sino quasi alla diga che lascia a destra per puntare al Rifugio Chalet de l’Epée. È una bella meta per una facile escursione ma ai turisti conviene salire in auto sino al termine della vallata e poi prendere la poderale e il sentiero sino al rifugio, in una foresta di larici secolari. I tre colli (Fenêtre, Entrelor e Lauson) che da qui attendono i trailers per condurli tagliando altrettante vallate sino a Cogne sono tra i più alti (il Lauson è la “cima Coppi”) e più impegnativi dell’intero Tor.
Siamo nel parco del Gran Paradiso e a chi volesse assaggiare il profumo del trail consigliamo di salire ai casotti collocati spesso accanto alle antiche case di caccia reali. In Valsavarenche sentieri che portano a Orvieilles e a Levionaz sono bellissimi per ambiente e per comodità di tracciato.
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Ma forse le esperienze estive più belle che si possono fare nel Parco sono le escursioni notturne guidate dai Guardaparco (il 14 agosto una serata tra le stelle e il 21 agosto sui sentieri del lupo in Valsavarenche), cui si aggiungono decine di altre iniziative per esperti, appassionati di natura e famiglie. Infine come non citare alcuni tra i rifugi più belli e più frequentati di tutte le Alpi Occidentali? Ciascuno può essere meta di una gita su sentieri sempre facili e ben tracciati: Rifugio Bezzi (Valgrisenche), Rifugio Benevolo (Rhêmes), Rifugi Chabod e Vittorio Emanuele (Valsavarenche). Info qui.
Oltre confine…
Non molti sanno che il Parco del Gran Paradiso insiste anche per gran parte sul territorio piemontese. E allora, anche se il Tor è evento tutto valdostano, come camosci e stambecchi, i viaggiatori e gli escursionisti non guardano ai confini amministrativi e, se si affacciano sul versante torinese del Parco, trovano molte sorprese. In Val Soana e in Valle dell’Orco — riservate, silenziose, con ritmi e paesaggi di montagna d’altri tempi — è tutto un fiorire di proposte e iniziative curatissime. La più bella è senz’altro “A piedi tra le nuvole”: tutte le domeniche sino a fine agosto gli ultimi km della bellissima strada provinciale che conduce al Colle del Nivolet sono chiusi alle auto e possono essere percorsi solo a piedi o i bici o utilizzando le apposite navette. Lungo il magnifico percorso panoramico, proposte e attività a contatto con l’ambiente del Parco e che si estendono anche alla Valsavarenche, a Rhemes, alla Val Soana e a Cogne. Tra queste la novità dell’Itinerario della riflessione che coinvolge attività all’aria aperta come tai – chi, yoga e meditazione.
Cogne
In questa località, una delle regine del parco del Gran Paradiso, si potrebbe venire anche solo per ammirare lo splendido prato di Sant’Orso, un amplissima area prativa su cui è vietato edificare e ai margini della quale è disteso il centro abitato. Ma a Cogne si trova anche uno dei migliori hotel della Vallée, il Bellevue, e il tono generale della località e delle frazioni è all’insegna del relax e dell’ascolto della natura, grazie anche allo sforzo per ridurre l’impatto delle auto e favorire la mobilità sostenibile. Al giro di boa di Ferragosto con la Festa delle Guide, che è una delle costanti ferragostane di molte altre località valdostane, Cogne inizierà a preparare due importanti eventi. Il primo è in Gran Paradiso Film Festival (24 – 29/8; info), importante rassegna internazionale a sfondo ambientale che quest’anno ha come filo conduttore il tema del “cammino”. Il secondo appuntamento è la GranParadisoBike (30/8), che si svolge in parte sul percorso della gara invernale di Fondo Marcia Gran Paradiso. A settembre, il 19, altro tradizionale appuntamento valdostano con l’incruenta Bataille des Reines, la competizione che mette in campo l’istinto battagliero e di supremazia delle bovine più combattive. In tutta la Valle d’Aosta, tra fine agosto e settembre, è possibile assistere a questo evento tradizionale.
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Da Cogne si diparte verso sud la Valnontey, profonda incisione valliva chiusa dalla imponente e fotografatissima corona di vette del Gran Paradiso. Sugli itinerari di questa vallata secondaria si possono fare con molta facilità gli “incontri” che sono prerogativa di un po’ tutte le vallate del Parco. Stambecchi e marmotte, in particolare, sono facilmente visibili; un po’ meno, in estate, i camosci. Consigliatissima è la gita al Rifugio Vittorio Emanuele, lungo un nuovo sentiero inaugurato proprio poche settimane fa. Nella conca che circonda il rifugio è facile vedere gruppi di stambecchi al pascolo e gli avvistamenti sono più facili nelle ore mattutine e serali.
Restando in tema di Parco, in tutte le vallate comprese nel suo territorio sono presenti centri per visitatori con materiale informativo e possibilità di iscriversi alle attività guidate promosse dai Guardiaparco.
E, a proposito di parchi, la Valle custodisce anche un vero e proprio gioiello, anche se meno noto: il Parco Naturale del Mont Avic è uno straordinario scrigno di biodiversità, ottimamente organizzato per le visite per bambini e famiglie a partire da Champdepraz o da Champorcher.
Champorcher
La facile escursione che dal capoluogo porta a Dondena e da qui al lago e al santuario del Miserin è una delle più significative della Valle d’Aosta perché mette a contatto con la dimensione religiosa delle popolazioni alpine. Il piccolo santuario è in una posizione davvero mirabile e può ben essere un simbolo di tanti altri segni di fede posti spesso in ambienti incontaminati e severi come il santuario di Cunéy o su vette spettacolari come quella dello Zerbion (Ayas). Peccato per le ferite inferte al paesaggio dalla costruzione, decenni fa, di un enorme elettrodotto. Il Tor percorre tutta la vallata di Champorcher, dall’omonima Fenêtre giù giù sino all’imbocco della valle, con notevole perdita di quota che dovrà essere faticosamente recuperata entrando nella valle del Lys.
Gressoney
Risalendo da Donnas, gli atleti toccano uno scampolo di Biellese al Rifugio Coda e poi entrano nella vera e propria Valle del Lys. Nel capoluogo Gressoney il turista più tranquillo può ammirare le poche particolari architetture di questa vallata che, come tutte quelle che circondano a raggiera il massiccio del Rosa, è debitrice della cultura Walser, la popolazione alpina che l’ha colonizzata sin da tempi remoti. In questa valle il viaggiatore meno disattento può cogliere molto bene una caratteristica dell’antropizzazione alpina e di molte vallate aostane: la regimentazione delle acque per produrre energia idroelettrica.
Ayas
In Val d’Ayas, il percorso del Tor rimane bene in vista del Monte Rosa ma l’escursione che consigliamo porta proprio alle falde del massiccio, a ridosso dei “gemelli” Castore e Polluce. Si supera Champoluc e si giunge in auto sino a Saint Jacques (il parcheggio può essere un po’ difficoltoso) e si inizia la salita lungo il bel sentiero che ci porterà allo spettacolare Pian di Verra e al Lago Blu. Si tratta di un tipico lago glaciale dal colore blu/verde smeraldo lungo le cui rive moreniche si sosta comodamente. Più agevole e molto panoramica la passeggiata che da Antagnod – Barmasc conduce lungo la storica roggia artificiale del Ru Cortot. A Champoluc è stato da poco inaugurato un nuovo centro wellness, MonterosaTerme.
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Valtournenche
Il 2015 era l’anno del Cervino, come abbiamo ampiamente documentato su Repubblica.it, e quindi eventi e iniziative nella valle della Gran Becca sono state quasi monopolizzate dall’anniversario. L’Alta Via n. 1 taglia la Valtournenche più a sud del Breuil, per evitare le bastionate che circondano il Cervino; percorrerne questo tratto è quindi una buona occasione per vedere zone della vallata meno battute e più selvagge. Si sale da Cretaz al rifugio Barmasse e poi ci si dirige verso i bei pascoli di alta quota sovrastati dalla Becca di Tzan. Ridiscendere a Torgnon permette di conoscere una località vivace e esposta al sole in modo mirabile. In alternativa si può salire a Chamois, raggiungibile solo in funivia, godersi i silenzi di questo magnifico paesino senz’auto e poi percorrere in senso inverso un tratto di Tor salendo verso il Col de Nana oppure, più facilmente, seguire la frequentatissima passeggiata che porta a Cheneil, tra le più belle borgate dell’intera Vallée, dove si gusta una famosa polenta alla valdostana.
Saint Barthélemy
Qui segnaliamo il poco noto e molto interessante osservatorio astronomico, una delle prove migliori del fatto che seguire le tracce del Tor porta a vere e proprie sorprese. L’Osservatorio regionale è aperto al pubblico e l’11 e il 13 settembre ospiterà lo Star Party, la festa dell’astronomia più antica d’Italia.
Valli del Gran San Bernardo: il Rifugio Frassati
Intitolato al Beato torinese e biellese, questo rifugio lungo il tracciato del Tor des Géants merita di essere meta di un’escursione per un motivo insolito: è stato realizzato ed è gestito dai giovani dell’Operazione Mato Grosso e i profitti dell’attività del Rifugio servono ad alimentare le opere che la Ong promuove e sostiene sulle magnifiche, più alte ma meno fortunate montagne delle Ande. Qui invece siamo quasi al termine della sezione più solitaria del Tor e dell’Alta Via n. 1, nelle vallate che si aprono a ventaglio a nord di Aosta, quasi sempre lontani dalle strade asfaltate di fondovalle e in mezzo a sconfinati pascoli d’alta quota come quelli di By (fuori dal percorso) o di Champillon. Gli escursionisti salgono al rifugio Frassati lasciandosi alle spalle il paesino di Saint Rhémy en Bosses — famoso per il suo prosciutto — e i tornanti e i viadotti della strada che porta al tunnel del Gran San Bernardo. Il Frassati, va ricordato, ha anche un gemello: il rifugio Degli Angeli, ex rifugio Scavarda, in Valgrisenche, vero nido d’aquila di accesso un po’ più lungo e faticoso ma anch’esso ricostruito e gestito dai giovani di Operazione Mato Grosso.
Il rifugio Bonatti
Con un nome così bisogna essere all’altezza. E infatti questo rifugio — battezzato così quando il grande Walter era ancora in vita e con la sua approvazione — è tra i più frequentati della Valle d’Aosta non solo per il facile accesso ma anche per la qualità e la cortesia del servizio e per il fantastico panorama. Siamo sugli ultimi passi del Tor; gli atleti che arrivano qui hanno l’agognata patente di finisher in tasca, hanno valicato il severo Col Malatrà, hanno in faccia le spettacolari Grandes Jorasses e subito dopo essersi ancora una volta rinfrescati alla fontana del rifugio, volteranno a sinistra, guardando la vetta del Bianco, lungo il sentiero balconata della Val Ferret che li porterà al Rifugio Bertone e poi in picchiata sull’arrivo di Courmayeur. Tutti sentieri che potete facilmente percorrere in diverse combinazioni attorno al Bonatti prima o dopo aver gustato la sua cucina e aver pernottato nelle sue comode camere.
Info generali: http://www.tordesgeants.it; http://www.lovevda.it/it
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Così, dal 13 al 19 settembre, 700 partecipanti da 54 Paesi, selezionati tra più di 2000 iscritti percorreranno gli oltre 330 km effettivi del percorso con dislivello positivo (le salite) complessivo di 24mila metri. Niente tappe e niente soste programmate: ogni concorrente deve gestire le proprie forze lungo il percorso, fermarsi e riposare quando lo ritiene necessario in una delle “basi vita” attrezzate con presidi medici e spazi per dormire, alimentarsi nei punti di ristoro, dosare le energie per un impegno massacrante. E sperare che il meteo sia benigno.
I primi taglieranno il traguardo già mercoledì 16 settembre ma anche l’ultimo finisher, atteso sul traguardo entro il tempo limite di sabato 19, avrà compiuto un’impresa. Per chi neppure si sogna di puntare a queste performances, l’anello del Tor diventa comunque una formidabile occasione per scoprire o riscoprire la Valle d’Aosta, prima, dopo o, meglio ancora, durante il passaggio degli atleti. Ecco qualche suggerimento.
Courmayeur
Qui l’anello delle Alte Vie si apre e si chiude e solo lei, la capitale alpinistica della Valle d’Aosta, poteva essere sede di partenza e arrivo del Tor des Géants. Fresca di inaugurazione della modernissima e spettacolare funivia che conduce a Punta Helbronner e al Rifugio Torino, ineguagliabili belvedere nel cuore del massiccio del Monte Bianco, Courmayeur dopo Ferragosto si libera dalle folle senza perdere in vivacità. Lo dimostrano i tre giorni del Festival delle Nuove Vie che dal 20 al 22 agosto vedranno passare sul palco del centralissimo Jardin de l’Ange ospiti del calibro di Paolo Mieli, Davide Oldani, Gualtiero Marchesi, Francesco Moser. Simpatica, invece, e dedicata agli amanti dello shopping l’iniziativa “Fura totte”: il 26 e 27 settembre un “fuori tutto” all’insegna dei saldi di fine stagione.
Tornando agli appuntamenti culturali, ultimi fuochi tra il 18 e il 25 agosto per la rassegna Passione Verticale che richiama sotto le pareti del Bianco protagonisti del mondo della montagna.
E per chi preferisce stare comunque fuori dalla mondanità? L’ampia e soleggiata Val Ferret, con il torrente che scorre accanto alle praterie di alta quota regala situazioni di relax incomparabili. Ma è nella silenziosa Val Veny, vietata alle auto e da conquistare con qualche passo in più o con la bici a pedalata assistita, che il fascino selvaggio del Bianco si manifesta al meglio. Se, poi, la si risale senza strappi sino al confine francese, al Col de la Seigne, il massiccio assume una prospettiva inedita.
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La Thuile
L’angolo più recondito della Valle d’Aosta deve la sua fortuna al valico che, sin dall’antichità, la mette in comunicazione con la Francia. Così oggi nei pressi del Colle del Piccolo San Bernardo è possibile aver l’esperienza insolita di vedere i resti di una “mansio” romana in un ambiente di alta montagna. Ma l’escursione più bella della zona percorre proprio un tratto dell’itinerario del Tor, salendo al rifugio Deffeyes lungo un comodo sentiero che sfiora le fresche cascate del Rutor. Per riprendere energia, nulla di meglio che Chocolathuile, la manifestazione che dal 28 al 30 agosto raduna in paese artisti, maestri cioccolatieri e ristoratori per laboratori e show cooking aperti al pubblico con contorno di concerti e animazione musicale.
E già che si parla di sapori, citiamo qui la Festa del Lardo di Arnad, uno dei presidi gastronomici della Bassa Valle d’Aosta. Si svolge dal 27 al 30 agosto. Info qui.
Valgrisenche, Val di Rhêmes e Valsavarenche
Un’impressionante diga il cui invaso non è mai stato completamente caricato incombe sulla severa e selvaggia Valgrisenche, una delle più affascinanti dell’intera Vallée. L’Alta Via n. 2 e il Tor entrano nella vallata molto in basso, a Planaval, dopo l’impegnativo e selettivo tratto che arriva da La Thuile; poi il percorso risale la valle sino quasi alla diga che lascia a destra per puntare al Rifugio Chalet de l’Epée. È una bella meta per una facile escursione ma ai turisti conviene salire in auto sino al termine della vallata e poi prendere la poderale e il sentiero sino al rifugio, in una foresta di larici secolari. I tre colli (Fenêtre, Entrelor e Lauson) che da qui attendono i trailers per condurli tagliando altrettante vallate sino a Cogne sono tra i più alti (il Lauson è la “cima Coppi”) e più impegnativi dell’intero Tor.
Siamo nel parco del Gran Paradiso e a chi volesse assaggiare il profumo del trail consigliamo di salire ai casotti collocati spesso accanto alle antiche case di caccia reali. In Valsavarenche sentieri che portano a Orvieilles e a Levionaz sono bellissimi per ambiente e per comodità di tracciato.
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Ma forse le esperienze estive più belle che si possono fare nel Parco sono le escursioni notturne guidate dai Guardaparco (il 14 agosto una serata tra le stelle e il 21 agosto sui sentieri del lupo in Valsavarenche), cui si aggiungono decine di altre iniziative per esperti, appassionati di natura e famiglie. Infine come non citare alcuni tra i rifugi più belli e più frequentati di tutte le Alpi Occidentali? Ciascuno può essere meta di una gita su sentieri sempre facili e ben tracciati: Rifugio Bezzi (Valgrisenche), Rifugio Benevolo (Rhêmes), Rifugi Chabod e Vittorio Emanuele (Valsavarenche). Info qui.
Oltre confine…
Non molti sanno che il Parco del Gran Paradiso insiste anche per gran parte sul territorio piemontese. E allora, anche se il Tor è evento tutto valdostano, come camosci e stambecchi, i viaggiatori e gli escursionisti non guardano ai confini amministrativi e, se si affacciano sul versante torinese del Parco, trovano molte sorprese. In Val Soana e in Valle dell’Orco — riservate, silenziose, con ritmi e paesaggi di montagna d’altri tempi — è tutto un fiorire di proposte e iniziative curatissime. La più bella è senz’altro “A piedi tra le nuvole”: tutte le domeniche sino a fine agosto gli ultimi km della bellissima strada provinciale che conduce al Colle del Nivolet sono chiusi alle auto e possono essere percorsi solo a piedi o i bici o utilizzando le apposite navette. Lungo il magnifico percorso panoramico, proposte e attività a contatto con l’ambiente del Parco e che si estendono anche alla Valsavarenche, a Rhemes, alla Val Soana e a Cogne. Tra queste la novità dell’Itinerario della riflessione che coinvolge attività all’aria aperta come tai – chi, yoga e meditazione.
Cogne
In questa località, una delle regine del parco del Gran Paradiso, si potrebbe venire anche solo per ammirare lo splendido prato di Sant’Orso, un amplissima area prativa su cui è vietato edificare e ai margini della quale è disteso il centro abitato. Ma a Cogne si trova anche uno dei migliori hotel della Vallée, il Bellevue, e il tono generale della località e delle frazioni è all’insegna del relax e dell’ascolto della natura, grazie anche allo sforzo per ridurre l’impatto delle auto e favorire la mobilità sostenibile. Al giro di boa di Ferragosto con la Festa delle Guide, che è una delle costanti ferragostane di molte altre località valdostane, Cogne inizierà a preparare due importanti eventi. Il primo è in Gran Paradiso Film Festival (24 – 29/8; info), importante rassegna internazionale a sfondo ambientale che quest’anno ha come filo conduttore il tema del “cammino”. Il secondo appuntamento è la GranParadisoBike (30/8), che si svolge in parte sul percorso della gara invernale di Fondo Marcia Gran Paradiso. A settembre, il 19, altro tradizionale appuntamento valdostano con l’incruenta Bataille des Reines, la competizione che mette in campo l’istinto battagliero e di supremazia delle bovine più combattive. In tutta la Valle d’Aosta, tra fine agosto e settembre, è possibile assistere a questo evento tradizionale.
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Da Cogne si diparte verso sud la Valnontey, profonda incisione valliva chiusa dalla imponente e fotografatissima corona di vette del Gran Paradiso. Sugli itinerari di questa vallata secondaria si possono fare con molta facilità gli “incontri” che sono prerogativa di un po’ tutte le vallate del Parco. Stambecchi e marmotte, in particolare, sono facilmente visibili; un po’ meno, in estate, i camosci. Consigliatissima è la gita al Rifugio Vittorio Emanuele, lungo un nuovo sentiero inaugurato proprio poche settimane fa. Nella conca che circonda il rifugio è facile vedere gruppi di stambecchi al pascolo e gli avvistamenti sono più facili nelle ore mattutine e serali.
Restando in tema di Parco, in tutte le vallate comprese nel suo territorio sono presenti centri per visitatori con materiale informativo e possibilità di iscriversi alle attività guidate promosse dai Guardiaparco.
E, a proposito di parchi, la Valle custodisce anche un vero e proprio gioiello, anche se meno noto: il Parco Naturale del Mont Avic è uno straordinario scrigno di biodiversità, ottimamente organizzato per le visite per bambini e famiglie a partire da Champdepraz o da Champorcher.
Champorcher
La facile escursione che dal capoluogo porta a Dondena e da qui al lago e al santuario del Miserin è una delle più significative della Valle d’Aosta perché mette a contatto con la dimensione religiosa delle popolazioni alpine. Il piccolo santuario è in una posizione davvero mirabile e può ben essere un simbolo di tanti altri segni di fede posti spesso in ambienti incontaminati e severi come il santuario di Cunéy o su vette spettacolari come quella dello Zerbion (Ayas). Peccato per le ferite inferte al paesaggio dalla costruzione, decenni fa, di un enorme elettrodotto. Il Tor percorre tutta la vallata di Champorcher, dall’omonima Fenêtre giù giù sino all’imbocco della valle, con notevole perdita di quota che dovrà essere faticosamente recuperata entrando nella valle del Lys.
Gressoney
Risalendo da Donnas, gli atleti toccano uno scampolo di Biellese al Rifugio Coda e poi entrano nella vera e propria Valle del Lys. Nel capoluogo Gressoney il turista più tranquillo può ammirare le poche particolari architetture di questa vallata che, come tutte quelle che circondano a raggiera il massiccio del Rosa, è debitrice della cultura Walser, la popolazione alpina che l’ha colonizzata sin da tempi remoti. In questa valle il viaggiatore meno disattento può cogliere molto bene una caratteristica dell’antropizzazione alpina e di molte vallate aostane: la regimentazione delle acque per produrre energia idroelettrica.
Ayas
In Val d’Ayas, il percorso del Tor rimane bene in vista del Monte Rosa ma l’escursione che consigliamo porta proprio alle falde del massiccio, a ridosso dei “gemelli” Castore e Polluce. Si supera Champoluc e si giunge in auto sino a Saint Jacques (il parcheggio può essere un po’ difficoltoso) e si inizia la salita lungo il bel sentiero che ci porterà allo spettacolare Pian di Verra e al Lago Blu. Si tratta di un tipico lago glaciale dal colore blu/verde smeraldo lungo le cui rive moreniche si sosta comodamente. Più agevole e molto panoramica la passeggiata che da Antagnod – Barmasc conduce lungo la storica roggia artificiale del Ru Cortot. A Champoluc è stato da poco inaugurato un nuovo centro wellness, MonterosaTerme.
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Valtournenche
Il 2015 era l’anno del Cervino, come abbiamo ampiamente documentato su Repubblica.it, e quindi eventi e iniziative nella valle della Gran Becca sono state quasi monopolizzate dall’anniversario. L’Alta Via n. 1 taglia la Valtournenche più a sud del Breuil, per evitare le bastionate che circondano il Cervino; percorrerne questo tratto è quindi una buona occasione per vedere zone della vallata meno battute e più selvagge. Si sale da Cretaz al rifugio Barmasse e poi ci si dirige verso i bei pascoli di alta quota sovrastati dalla Becca di Tzan. Ridiscendere a Torgnon permette di conoscere una località vivace e esposta al sole in modo mirabile. In alternativa si può salire a Chamois, raggiungibile solo in funivia, godersi i silenzi di questo magnifico paesino senz’auto e poi percorrere in senso inverso un tratto di Tor salendo verso il Col de Nana oppure, più facilmente, seguire la frequentatissima passeggiata che porta a Cheneil, tra le più belle borgate dell’intera Vallée, dove si gusta una famosa polenta alla valdostana.
Saint Barthélemy
Qui segnaliamo il poco noto e molto interessante osservatorio astronomico, una delle prove migliori del fatto che seguire le tracce del Tor porta a vere e proprie sorprese. L’Osservatorio regionale è aperto al pubblico e l’11 e il 13 settembre ospiterà lo Star Party, la festa dell’astronomia più antica d’Italia.
Valli del Gran San Bernardo: il Rifugio Frassati
Intitolato al Beato torinese e biellese, questo rifugio lungo il tracciato del Tor des Géants merita di essere meta di un’escursione per un motivo insolito: è stato realizzato ed è gestito dai giovani dell’Operazione Mato Grosso e i profitti dell’attività del Rifugio servono ad alimentare le opere che la Ong promuove e sostiene sulle magnifiche, più alte ma meno fortunate montagne delle Ande. Qui invece siamo quasi al termine della sezione più solitaria del Tor e dell’Alta Via n. 1, nelle vallate che si aprono a ventaglio a nord di Aosta, quasi sempre lontani dalle strade asfaltate di fondovalle e in mezzo a sconfinati pascoli d’alta quota come quelli di By (fuori dal percorso) o di Champillon. Gli escursionisti salgono al rifugio Frassati lasciandosi alle spalle il paesino di Saint Rhémy en Bosses — famoso per il suo prosciutto — e i tornanti e i viadotti della strada che porta al tunnel del Gran San Bernardo. Il Frassati, va ricordato, ha anche un gemello: il rifugio Degli Angeli, ex rifugio Scavarda, in Valgrisenche, vero nido d’aquila di accesso un po’ più lungo e faticoso ma anch’esso ricostruito e gestito dai giovani di Operazione Mato Grosso.
Il rifugio Bonatti
Con un nome così bisogna essere all’altezza. E infatti questo rifugio — battezzato così quando il grande Walter era ancora in vita e con la sua approvazione — è tra i più frequentati della Valle d’Aosta non solo per il facile accesso ma anche per la qualità e la cortesia del servizio e per il fantastico panorama. Siamo sugli ultimi passi del Tor; gli atleti che arrivano qui hanno l’agognata patente di finisher in tasca, hanno valicato il severo Col Malatrà, hanno in faccia le spettacolari Grandes Jorasses e subito dopo essersi ancora una volta rinfrescati alla fontana del rifugio, volteranno a sinistra, guardando la vetta del Bianco, lungo il sentiero balconata della Val Ferret che li porterà al Rifugio Bertone e poi in picchiata sull’arrivo di Courmayeur. Tutti sentieri che potete facilmente percorrere in diverse combinazioni attorno al Bonatti prima o dopo aver gustato la sua cucina e aver pernottato nelle sue comode camere.
Info generali: http://www.tordesgeants.it; http://www.lovevda.it/it