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L'Iran ora si mette in mostra. Anche su twitter

La politica di Rohani comincia a calamitare turisti in uno dei Paesi per lustri tabù per gli occidentali. L'obiettivo è ambizioso: portare 20 milioni di ospiti stranierei annui entro il 2025. D'altra parte, con 17 siti Unesco e una storia plurimillenaria, la Persia ha molto da offrire...
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La politica del Presidente Iraniano Hassan Rohani continua la sua corsa al successo. Secondo i dati recenti il turismo dall'Europa in Iran è aumentato del 240%  e il governo ha fissato l'obiettivo di attrarre circa venti milioni di turisti entro il 2025. Solo durante l'estate il Paese viene visitato da circa 1,49 milioni di turisti, un numero superiore a quello degli iraniani che si sono recati all'estero (1,4 milioni). L'accordo sul nucleare iraniano siglato a Vienna qualche settimana fa apporterà grandi risultati nel campo del turismo. La fine dell'embargo prevista tra qualche mese in Iran aumenterà il numero di turisti nel paese. Sicuramente la distensione dei rapporti con l'Occidente e la percezione di un paese più aperto e pronto all'accoglienza, dopo oltre tre decenni di isolamento, sta giocando un ruolo psicologico molto importante nelle menti del turista.
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Cosa visitare. L'Iran possiede circa 17 luoghi e architetture dichiarate patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Le città più visitate sono la capitale Tehran, con le sue moschee e i palazzi dello Shah, e oltre alla città di Esfahan, che offre al visitatore la grandissima Piazza Imam Khomeini, ci sono da visitare le meravigliose cittá di Mashad, Yazd, Tabriz, Shiraz. I luoghi da scoprire però, sono davvero tanti e molto diversi tra loro: da Persepoli a Bam, da Qom a Mashhad, dalla montagna del Damavand a nord di Tehran, alla verde provincia di Gilan, dai templi zoorastriani alle cattedrali armene. L'Iran si apre al turismo classico ma anche al turismo etnico, religioso, all'ecoturismo.
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Le procedure per il visto. Lo stesso Ministro del turismo iraniano Masoud Soltanifar subito dopo  la vittora dell'accordo iraniano ha dichiarato "La notizia dell'accordo e revoca delle sanzioni economiche nucleare ha deliziato la nostra industria del turismo. Ci attendono giorni luminosi". In vista della moltitudine di turisti stranieri l'Iran sta varando nuove riforme per incentivare questo grande business. Tra queste vi é la possibilitá di prolungare il visto che per ora é di soli 15 giorni ad un mese. Dal prossimo anno forse il visto potrebbe essere inviato anche elettronicamente. Qualche settimana fa sono stati rimossi gli obblighi di visto per paesi quali la Turchia, la Siria, la Georgia, il Libano, l'Azerbaijan e la Bolivia. Si prospettano nuovi accordi bilaterali nei prossimi mesi e non é da escludere che anche l'Italia possa non aver bisogno di visto in un prossimo futuro. Per ora gli italiani necessitano di visto di entrata in Iran che puó essere richiesto al Consolato, che ancora non rilascia visti su passaporti con timbro di Israele. I documenti necessari sono il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di ingresso in Iran, con almeno due pagine libere consecutive. Alla procedura del visto é stata da poco introdotta una tassa sulla assicurazione sanitaria. L'Iran si raggiunge dall'Italia con voli diretti Alitalia e Iran Air e le agenzie di viaggio sono in grado di espletare tutti gli obblighi necessari per il viaggio nella Repubblica Islamica.
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L'Iran da vedere. Benché ci siano più di 1.100 alberghi nel paese, solo 130 sono accettabili. Tra i migliori di Tehran ci sono L'Espinas Hotel, l'Hotel Azadi, ma sicuramente in questo momento si distingue per bellezza ed eleganza l'Hotel Niloo completamente rinnovato, primo classificato anche da TripAdvisor, il sito web che riporta i consigli dei viaggiatori.

Con l'intento di superare gli stereopiti creati da anni di negativa propaganda mediatica, é nata una campagna non profit 'Iran da vederè con l'Hashtag #MustSeeIran. Il sito viene visitato da circa 27 milioni di utenti a settimana e solo su instangram sono state pubblicate ben piú di 150.000 foto che rivelano l'Iran in tutto il suo fascino. Molte figure di rilievo hanno espresso grande interesse e sostegno alla campagna online, tra i quali lo stesso Presidente Iraniano Hassan Rohani, e vari politici della sua amministrazione che hanno postato foto con l'hashtag su twitter.