Denali: cambia nome ma perde tre metri
E' sempre la più alta vetta del Nordamerica, resta anche la cima più imponente del mondo, con i suoi ben più di 5.500 metri di stacco dalla sua stessa base e dal piano che sovrasta, poco sopra il livello del mare, che gli permettono di torreggiare sul suo ambiente ben oltre Everest, K2 o Aconcagua, che sovrastano altipiani di 4mila metri ed oltre. Ha ritrovato persino il suo nome "originale", il Denali ex McKinley, ma ha perso 3-4 metri di altezza. Secondo le nuove misurazioni dell'US Geological Survey, compiute a giugno ma ufficializzate ora, Denali, la montagna sacra dei nativi Athabascan ieri, una delle grandi icone del mountaineering e dell'alpinismo moderno oggi, misura "solo" 20,310 piedi, contro i 20,320 piedi che erano il valore ufficiale sin dagli anni Cinquanta. In metri, fanno rispettivamente 6193,53 contro 6190,49. Non ci sono particolari movimenti geofisici all'origine dell'"abbassamento" della montagna, che, anzi, secondo il National Park Service che gestisce il parco che le ruota attorno, guadagnerebbe un millimetro annuo in altezza. L'aggiustamento semmai si deve alla maggiore accuratezza delle misurazioni attuali, che fanno ampio uso della tecnologia Gps, sufficniente a cancellato gli errori sistematici di cui cadevnao vittime le tecniche in uso negli anni '50, quando venne effettuato il calcolo precedente. Anche così il Denali mantiene un ragionevole vantaggio, quasi 250 metri sulla seconda vetta più alta del continente nordamericano, che è il Mount Logan, Canada (5959 m). "Un'informazione che è allo stesso tempo di grande utilità per piloti d'aereo, scienziati o alpinisti, e di grande fascino per il pubblico", ha commentato Suzanne Kimball, direttore dell'USGS. Situato nel cuore del parco omonimo, istituto nel 1917 e visitato da 500 mila tra turisti, trekker e alpinisti all'anno, Denali viene "sfidato" da 1.200 scalatori ogni anno, circa la metà dei quali riesce nel proprio intento