Roussillon, tutte le tonalità dell'ocra
di GIULIA STOKAlla scoperta della bella località della Provenza e dei suoi dintorni, i cui colori sono la conseguenza degli enormi giacimenti di terre che sovrasta. Tra un Belvedere sulla Vaucluse e una visita alle miniere
È il rosso delle pareti della grotta di Lascaux, il rosa delle guance delle antiche patrizie romane, l'arancio acceso delle case dei paesi d'Apt. L'ocra è la regina dei coloranti minerali naturali e a Roussillon, in Provenza, c'è uno dei più importanti giacimenti al mondo.
Se l'industria fiorente fondata intorno alle cave da un autoctono a inizio Ottocento è ormai rimasta vittima della diffusione dei coloranti sintetici, sulle pareti del paese ha lasciato un patrimonio ineguagliabile, che si declina tra torri e ripide stradine, chiesette e piazze panoramiche, spaziando dal rosa salmone all'arancione, dal giallo dorato al rosso mattone. Così il fascino del colore ha fatto sì che un borgo di per sé grazioso ma non particolarmente significativo per monumenti o bellezze architettoniche potesse entrare a pieno diritto tra i più belli di Provenza. Si passeggia sotto la Tour du Beffroi e intorno alla citt…
Se l'industria fiorente fondata intorno alle cave da un autoctono a inizio Ottocento è ormai rimasta vittima della diffusione dei coloranti sintetici, sulle pareti del paese ha lasciato un patrimonio ineguagliabile, che si declina tra torri e ripide stradine, chiesette e piazze panoramiche, spaziando dal rosa salmone all'arancione, dal giallo dorato al rosso mattone. Così il fascino del colore ha fatto sì che un borgo di per sé grazioso ma non particolarmente significativo per monumenti o bellezze architettoniche potesse entrare a pieno diritto tra i più belli di Provenza. Si passeggia sotto la Tour du Beffroi e intorno alla citt…
È il rosso delle pareti della grotta di Lascaux, il rosa delle guance delle antiche patrizie romane, l'arancio acceso delle case dei paesi d'Apt. L'ocra è la regina dei coloranti minerali naturali e a Roussillon, in Provenza, c'è uno dei più importanti giacimenti al mondo.
Se l'industria fiorente fondata intorno alle cave da un autoctono a inizio Ottocento è ormai rimasta vittima della diffusione dei coloranti sintetici, sulle pareti del paese ha lasciato un patrimonio ineguagliabile, che si declina tra torri e ripide stradine, chiesette e piazze panoramiche, spaziando dal rosa salmone all'arancione, dal giallo dorato al rosso mattone. Così il fascino del colore ha fatto sì che un borgo di per sé grazioso ma non particolarmente significativo per monumenti o bellezze architettoniche potesse entrare a pieno diritto tra i più belli di Provenza. Si passeggia sotto la Tour du Beffroi e intorno alla cittadella fortificata, si esce da una navata di chiesa inaspettatamente bianca per ripiombare nel rosso caldo della canonica, ci si affaccia da strette piazzette con belvedere che ricordano un po' quelle della costiera amalfitana, ma al posto del mare sotto aspettano rocce ocra e la Vaucluse.
Il momento migliore per godere del dispiegarsi delle sfumature è il tramonto. Prima, ci si può inoltrare nel piacevole Sentiero delle Ocre, in gran parte ombreggiato, attrezzato nell'area di una cava dismessa ormai riconquistata da pini profumati. I pannelli esplicativi accompagnano tra sabbia lucente e qualche formazione rocciosa modellata da vento e piogge, parente minore dei Camini delle Fate della Cappadocia. Oppure, si può raggiungere Okhra, conservatorio delle ocre e dei pigmenti applicati, che propone in una fabbrica dismessa poco lontano dal villaggio laboratori di utilizzo del pigmento, oltre che un percorso sulla sua origina geologica, sulla storia della sua fabbricazione e dell'industria della Vaucluse, mentre un giardino botanico a tema permette di conoscere i colori vegetali. Vagolando in paese in chiusura di giornata si stenta a scegliere tra i tanti ottimi profumi di cucina provenzale. Un'ottima meta è David, in Place de la Poste, che propone una leggendaria spalla d'agnello e una romantica terrazza panoramica.
Seguendo ancora la scia delle ocre si raggiunge Rustrel, a una ventina di chilometri verso est, un sito più grande che non ha l'atmosfera del villaggio ma è spettacolare per varietà di paesaggi e dimensioni: si esplora con percorsi da 1km a 13 km di lunghezza, in una cava dismessa con ancora visibili i bacini di decantazione e le pompe. Invece a Bruox si entra nelle miniere di estrazione passeggiando nei 650 metri di gallerie aperte al pubblico.
Info qui.
Se l'industria fiorente fondata intorno alle cave da un autoctono a inizio Ottocento è ormai rimasta vittima della diffusione dei coloranti sintetici, sulle pareti del paese ha lasciato un patrimonio ineguagliabile, che si declina tra torri e ripide stradine, chiesette e piazze panoramiche, spaziando dal rosa salmone all'arancione, dal giallo dorato al rosso mattone. Così il fascino del colore ha fatto sì che un borgo di per sé grazioso ma non particolarmente significativo per monumenti o bellezze architettoniche potesse entrare a pieno diritto tra i più belli di Provenza. Si passeggia sotto la Tour du Beffroi e intorno alla cittadella fortificata, si esce da una navata di chiesa inaspettatamente bianca per ripiombare nel rosso caldo della canonica, ci si affaccia da strette piazzette con belvedere che ricordano un po' quelle della costiera amalfitana, ma al posto del mare sotto aspettano rocce ocra e la Vaucluse.
Il momento migliore per godere del dispiegarsi delle sfumature è il tramonto. Prima, ci si può inoltrare nel piacevole Sentiero delle Ocre, in gran parte ombreggiato, attrezzato nell'area di una cava dismessa ormai riconquistata da pini profumati. I pannelli esplicativi accompagnano tra sabbia lucente e qualche formazione rocciosa modellata da vento e piogge, parente minore dei Camini delle Fate della Cappadocia. Oppure, si può raggiungere Okhra, conservatorio delle ocre e dei pigmenti applicati, che propone in una fabbrica dismessa poco lontano dal villaggio laboratori di utilizzo del pigmento, oltre che un percorso sulla sua origina geologica, sulla storia della sua fabbricazione e dell'industria della Vaucluse, mentre un giardino botanico a tema permette di conoscere i colori vegetali. Vagolando in paese in chiusura di giornata si stenta a scegliere tra i tanti ottimi profumi di cucina provenzale. Un'ottima meta è David, in Place de la Poste, che propone una leggendaria spalla d'agnello e una romantica terrazza panoramica.
Seguendo ancora la scia delle ocre si raggiunge Rustrel, a una ventina di chilometri verso est, un sito più grande che non ha l'atmosfera del villaggio ma è spettacolare per varietà di paesaggi e dimensioni: si esplora con percorsi da 1km a 13 km di lunghezza, in una cava dismessa con ancora visibili i bacini di decantazione e le pompe. Invece a Bruox si entra nelle miniere di estrazione passeggiando nei 650 metri di gallerie aperte al pubblico.
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