Quelli che hanno visto Brno più di vent'anni fa giurano che per definirne i contorni bisognava spalancare gli occhi perché il fumo acre delle ciminiere annebbiava la vista. Oggi che il regime filosovietico non c'è più da un pezzo e il denso fumo nero tantomeno, Brno - seconda città della Repubblica Ceca, meno di 400 mila abitanti, una destinazione d'uso di servizi e industria e una grande passione per il teatro - regala una pace inaspettata a chi arriva dall'affollatissima Praga. Una quiete che si estende al paesaggio verdissimo, sconosciuto ai più.
"La porta d'ingesso" della Moravia, come raccontano, con dovizia di particolari, le guide turistiche, si fa amare a prima vista: il colle dominato dalla fortezza dello Spielberg, la collina di Petrov con la cattedrale gotica dei Santi Pietro e Paolo e un centro storico dai palazzi colorati e una storia travagliata. È qui che, come spesso accade nelle città più nascoste al turismo, che si scopre il meglio. Zelnytrh (la piazza Verde) è una perfetta cartolina: due teatri, il Reduta - dove suonò il piccolo Wolfgang Amadeus Mozart - e lo sperimentale Husa na provázku (l'Oca sulla fune); l'Hotel Grandezza (ex facoltà di Giurisprudenza in stile Liberty) che offre un'ottima fiorentina; il Museo della Moravia e la fontana del Parnaso al centro del tutto. Passeggiare da queste parti è un piacere che i brnesi si concedono a passo lento, in pausa dall'ufficio. L'altro dei grandi piaceri (siamo nell'area meridionale della regione) è la birra ( pivo), da bere a pranzo, quando alla zuppa di patate ( bramborová polévka) e alla carne di maiale con gnocchi di farina e crauti (knedlo- zelo-vepo) si affida il compito di rinfrancare corpo e spirito.
[[ge:rep-locali:repubblica:125125569]]
Colpisce lo spirito, estetico stavolta, un gioiello architettonico, di Brno: villa Tugendhat, progettata e costruita tra il 1928 e il 1930 dal geniale Ludwig Mies van der Rohe per la ricca coppia Greta Löw-Beer-Fritz Tugendhat di origini ebraiche. La casa, pregevole espressione del razionalismo-funzionalismo, oggi Patrimonio culturale dell'Umanità dell'Unesco) e arredata fin nei minimi dettagli, è davvero un capolavoro. Restituita alla città dopo anni di incuria, invasione e abbandono ( prima dei nazisti che la sequestrarono e depredarono, poi del regime comunista) è stata aperta da poco al pubblico. Fortemente consigliata la visita guidata (da prenotare qui).
Non meno consigliato un approdo nella maestosa Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Dal 1170 (quando era solo una piccola chiesetta romanica) a oggi ha cambiato aspetto molte volte: le vetrate, gli interni barocchi, l'annessa casa vescovile e così via. Ma sono i due campanili del 1900 con le loro guglie che caratterizzano oggi in modo inconfondibile la skyline di Brno. Su uno dei due (alti 81 metri) si può salire. Di scalino in scalino, fino in cima. Per godere una vista top sulla città, fino alla fortezza dello Spielberg dove è tutta un'altra Storia.
"La porta d'ingesso" della Moravia, come raccontano, con dovizia di particolari, le guide turistiche, si fa amare a prima vista: il colle dominato dalla fortezza dello Spielberg, la collina di Petrov con la cattedrale gotica dei Santi Pietro e Paolo e un centro storico dai palazzi colorati e una storia travagliata. È qui che, come spesso accade nelle città più nascoste al turismo, che si scopre il meglio. Zelnytrh (la piazza Verde) è una perfetta cartolina: due teatri, il Reduta - dove suonò il piccolo Wolfgang Amadeus Mozart - e lo sperimentale Husa na provázku (l'Oca sulla fune); l'Hotel Grandezza (ex facoltà di Giurisprudenza in stile Liberty) che offre un'ottima fiorentina; il Museo della Moravia e la fontana del Parnaso al centro del tutto. Passeggiare da queste parti è un piacere che i brnesi si concedono a passo lento, in pausa dall'ufficio. L'altro dei grandi piaceri (siamo nell'area meridionale della regione) è la birra ( pivo), da bere a pranzo, quando alla zuppa di patate ( bramborová polévka) e alla carne di maiale con gnocchi di farina e crauti (knedlo- zelo-vepo) si affida il compito di rinfrancare corpo e spirito.
[[ge:rep-locali:repubblica:125125569]]
Colpisce lo spirito, estetico stavolta, un gioiello architettonico, di Brno: villa Tugendhat, progettata e costruita tra il 1928 e il 1930 dal geniale Ludwig Mies van der Rohe per la ricca coppia Greta Löw-Beer-Fritz Tugendhat di origini ebraiche. La casa, pregevole espressione del razionalismo-funzionalismo, oggi Patrimonio culturale dell'Umanità dell'Unesco) e arredata fin nei minimi dettagli, è davvero un capolavoro. Restituita alla città dopo anni di incuria, invasione e abbandono ( prima dei nazisti che la sequestrarono e depredarono, poi del regime comunista) è stata aperta da poco al pubblico. Fortemente consigliata la visita guidata (da prenotare qui).
Non meno consigliato un approdo nella maestosa Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Dal 1170 (quando era solo una piccola chiesetta romanica) a oggi ha cambiato aspetto molte volte: le vetrate, gli interni barocchi, l'annessa casa vescovile e così via. Ma sono i due campanili del 1900 con le loro guglie che caratterizzano oggi in modo inconfondibile la skyline di Brno. Su uno dei due (alti 81 metri) si può salire. Di scalino in scalino, fino in cima. Per godere una vista top sulla città, fino alla fortezza dello Spielberg dove è tutta un'altra Storia.