Viaggi

Trekking urbano. Tra paesaggio, arte e tavola

Mantova. Palazzo Te 
La dodicesima edizione dell'iniziativa che invita gli italiani a scoprirsi escursionisti tra le mura dei grandi centri storici ha un'adesione record di 50 città. Dalla capofila Siena a Bologna, da Catania ad Ancona, un sabato all'insegna dell'avventura slow. E della scoperta gastronomica
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Honoré de Balzac sosteneva, nella sua "Teoria del Cammino", che "i passi rispecchiano l'anima e i pensieri più segreti". Un'idea che vale ancora di più se si cammina a ritmi naturali, senza corse e fermandosi qua e là per scovare piccole grandi bellezze. E si basa su tutto questo il Trekking urbano che ormai da dodici anni coinvolge le più belle città italiane per far vivere una giornata all'aria aperta, tutti insieme e in movimento.

Nell'anno dell'Expo il tema non poteva che essere la gastronomia. Così il 31 ottobre, in concomitanza con l'ultima giornata dell'esposizione universale che ha proprio per tema "nutrire il pianeta", ben 50 città - record assoluto, quest'anno, nella dodicesima edizione dell'iniziativa - guidate dal comune capofila Siena, si "metteranno in cammino" per scoprire angoli poco noti, percorsi meno battuti e per degustare prodotti e piatti della tradizione enogastronomica italiana (dettagli e percorsi, molti dei quali gratuiti, altri con una piccola quota di iscrizione, si trovano sul sito del trekking urbano.
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Un appuntamento per "leccarsi i Baffi", attraverso i luoghi simbolo dedicati al cibo (il Mercato della verdura di Chieti, il Museo del Caffè Dersut a Conegliano, le Osterie del Ciliegiolo a Narni, i mercati storici del Capo, della Vucciria e di Ballarò a Palermo) e i prodotti tipici, come le olive all'ascolana di Ascoli Piceno, i fichi farciti di Amelia, i mostaccioli di Cosenza, passando per i vini Fiano di Avellino o il Vermentino di Gallura DOCG di Tempio Pausania. Non mancheranno testimonianze archeologiche, da Nord a Sud. Tra le città che proporranno visite a scavi e suggestivi itinerari alla scoperta di antiche civiltà ci sono: Cagliari, Ceglie Messapica, Murlo, Oderzo, Palmanova, Rieti, San Giustino, Terracina, Feltre. Più che scarpe comode (anche se servono pure quelle), basta avere spirito curioso e desiderio di scoperta. Ecco qualche selezione.
Nella città felsinea, detta "la grassa", dove i sapori e la cultura della buona tavola si concentrano in oltre 700 metri quadri, nel Mercato di Mezzo dell'antico Quadrilatero. É da qui che parte la mappa del gusto sotto le due Torri ed è qui che si concentrerà il tour "Le vie del pane" (4 ore): sui banchi delle botteghe locali si possono trovare fino a 18 tipi di pane diversi, inclusi formati storici come il barilino e la crocetta. Si camminerà circondati dagli inebrianti profumi dei panifici tradizionali e si potranno conoscere più da vicino le fasi della filiera produttiva: dal primo appuntamento con l'impasto, fino all'atto finale della corretta cottura.

Ma Bologna, fin dal Medioevo, è pure una delle capitali mondiali della misura del tempo. Ad un papa bolognese, Gregorio XIII, si deve la riforma del calendario occidentale, in uso ancora oggi. Illustri matematici ed astronomi arricchiscono le strade di orologi astronomici, meccanici e solari. Il percorso "Bologna e la misura del Tempo" (della durata di 3 ore e 30), in una sorta di caccia al tesoro, porta alla ricerca di alcune meridiane storiche e da primato: nella Basilica di San Petronio, Gian Domenico Cassini progetta la più grande al mondo, lunga quanto la seicentomillesima parte del meridiano terrestre, mentre la più antica è quella del Cinquecento realizzata dall'astronomo domenicano Egnazio Danti per la Sala dell'Inquisizione nel convento di San Domenico. Passo dopo passo, ci sarà il tempo per apprendere anche curiosità sui prodotti tipici, come la mortadella Bologna Igp che affonda le proprie radici in epoca romana. Il suo nome è diventato sinonimo della sua zona d'origine come pochi altri prodotti gastronomici: chi dice mortadella, in Italia e nel mondo, dice Bologna. La curiosità? La sua misura che deve rispettare uno standard ben definito: 8 millimetri da cotta e tra i 6,5 e i 7 millimetri da cruda, ovvero la 12.270 esima parte dell'altezza della Torre degli Asinelli.

Se vi trovate a Mantova, la patria dei Gonzaga, esaltata dal prestigio Unesco (insieme alla vicina Sabbioneta) ci si può iscrivere all'itinerario di sei chilometri che partirà dal Museo Archeologico Nazionale che raccoglie importanti testimonianze di epoche diverse relative alla presenza di comunita? di agricoltori, cacciatori e allevatori, fino ad arrivare a Palazzo Te, progettato da Giulio Romano e residenza estiva dei Gonzaga. Una sala da non perdere, al suo interno, è quella di "Amore e Psiche", la cui decorazione è interamente volta a celebrare l'unione del marchese Federico e di Isabella Boschetti, attraverso la sensuale vicenda mitologica narrata da Apuleio, nell'Asino d'Oro, in vortice di colori, divinità, fauni, satiri e putti. In particolare ci si soffermerà sulla mostra il Banchetto degli Dei (ultimo giorno è il 31 ottobre) che parte dai fastosi preparativi del banchetto nuziale dei protagonisti della favola di Apuleio, tra totem tematici, tavolo multimediale, video, cd musicali e dvd, seguendo il filo conduttore del soggiorno a Mantova, nel 1530, dell'imperatore Carlo V d'Asburgo, ospite di Federico II Gonzaga che in quell'occasione fu elevato da marchese a duca. Al termine, degustazioni di prodotti tipici, come il salame mantovano e la tradizionale sbrisolona, il cui nome deriva dalle deliziose briciole che si formano quando viene spezzata a mano, perché è d'obbligo non tagliarla con il coltello.
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A Siena sono ben cinque i chilometri da fare, per un intero pomeriggio in cui ritrovare i "cibi e le pietanze nell'arte". Partenza da Piazza del Campo per un tragitto che si snoda attraverso stradine e caratteristici vicoli, sfiora capolavori di straordinario valore, come la formella del "Banchetto di Erode" di Donatello, l'Allegoria "del buono e cattivo governo" di Ambrogio Lorenzetti, le miniature di Sano di Pietro nel Breviaium Fratrum Minorum e il ciclo di affreschi del Pellegrinaio a Santa Maria della Scala, uno degli ospedali più antichi d'Europa. Nella stessa giornata, inizia il Siena Art Photo Travel Festival (fino al 30 novembre, www. artphototravel. it). Cuore del festival sarà la mostra fotografica diffusa "Beyond the Lens": un percorso attraverso l'attimo irripetibile immortalato da fotografi di tutto il mondo. La sera del 31 ottobre il Cortile del Podestà del Palazzo Pubblico ospiterà eccezionalmente una selezione delle migliori immagini della categoria Food. Negli scatti, accompagnati dalla degustazione di alcune prelibatezze enogastronomiche del territorio, è espresso il valore culturale della dimensione uomo-cibo: i sapori, le tradizioni, le diverse modalità di preparazione, le abitudini alimentari attraverso i diversi Paesi, le culture e le religioni. La ricetta proposta dal comune è il Panforte. La prima traccia scritta che documenta una tradizione nella preparazione di pan melati o panforti, è una pergamena del Monastero di Montecelso, datata 1205, dove i coloni erano obbligati a portare come censo alle monache un certo numero di "panes melatos et pepatos". Fu con l'arrivo delle spezie dal lontano Oriente che i pan mielati si arricchirono, così da divenire una squisitezza pregiata, considerati anche afrodisiaci tanto che secondo gli anziani tenevano unite le famiglie. Una leggenda narra che il panforte sia nato grazie alla donazione di Noccolò de Salimbeni, giovane scialacquatore senese, del suo ultimo sacchetto di spezie a suor Berta, del convento di Montecelso.

Ad Ancona, poco più di due ore per un percorso adatto a tutti. Si comincerà dal Colle Guasco e dalla devozione legata al cibo, con le preghiere popolari in momenti di grave difficolta?, come le carestie ma anche dai ricchi banchetti offerti dai pontefici. Si proseguirà verso il Museo archeologico nazionale delle Marche per trattare alcuni episodi della quotidianita? legati alle feste nella storia della famiglia nobile Ferretti. Altre tappe previste sono nel Palazzo degli Anziani e al Mercato delle erbe. Per finire in Piazza del Plebiscito dove saranno rievocate le feste cittadine e la giostra del toro con maccheronata finale all'albero della Cuccagna dei francesi a fine '700 (con uno spuntino finale).

Spostandosi sulle isole, Catania accoglie i camminatori sulle strade del musicista Vincenzo Bellini in una sinfonia di gusto tra la musica e le praline di cioccolato chiamate "i Cigni di Bellini".
E del resto come diceva Jean Brunhes, "mangiare, è incorporare un territorio".